DABBENI Egidio

DABBENI Egidio

(Fiumicello di Brescia 27 febbraio 1873 - Brescia, 2 giugno 1964). Di Paolo e di Angela Pasolini. Di famiglia artigiana, si laureò in ingegneria all'Università di Roma, guadagnandosi presto larga fama per capacità professionale, alacrità di lavoro e larghezza di vedute. Nel 1898 offriva gratuitamente il progetto di un sanatorio. Nel 1904 fu con l'ing.Trebeschi uno dei maggiori artefici dell'Esposizione bresciana. Egli fu l'architetto degli stand e ne diresse la costruzione. Fra le sue realizzazioni sono da annoverarsi i palazzi e case: Migliorati (1902-1903) (considerata la prima completa costruzione in Italia in cemento armato rivestita di pietre, ricca di fini fregi floreali), Longo (in via Larga ora Gramsci), Togni (già casa del Carmagnola, in via Dante) e ancora Togni (in piazza Repubblica), Folonari, Di Bagno degli impresari, Pisa (in corso Magenta, 1910), della Camera di Commercio (in via Mercanzia, 1924), di palazzo delle Industrie Bresciane (in via X Giornate), Casa Capretti (in via Gramsci), Villa Gussalli (in via Montesuello), Villa Beretta (a Gardone V.T.), Villa Galassini, a Gardone Riviera. Nel 1931 realizzò l'albergo Vittoria, nel 1932 il Mercato coperto inaugurato nel 1933. Nel 1908-1910 aveva realizzato, con l'ing. Moretti, il palazzetto comunale e le scuole di Cizzago. Progettò e diresse la costruzione degli Stabilimenti Franchi di Lovere (1918), Dolomite di Marone, Elettrografite di Forno d'Allione, S.Eustacchio (già Franchi Gregorini); A.T.B. (già Togni), Beretta di Gardone V.T., Redaelli, Dalmine (gia Franchi). E inoltre il palazzo della S.E.B. di Via Leonardo da Vinci, e la stazione di trasformazione della S.E.B. di S.Bartolomeo; le centrali elettriche Redaelli di Brozzo, Beretta di Inzino, del Barbellino, Tassara di Breno, e inoltre la centrale di Cedegolo, la prima costruita con caratteristiche proprie. Progettò le chiese di Villanuova S/Clisi, e la chiesa dell'Immacolata ed il complesso edilizio della Pavoniana a S.Eustacchio. Suo, nel 1938, il progetto vincitore dello stadiovelodromo di Bordeaux. Progettò inoltre l'altare maggiore della parrocchiale di Pisogne. Progettò nel Cimitero di Brescia le tombe Folonari, Rossi, Seccamani, Clerici e altre tombe nei cimiteri di Carpendolo, Castenedolo e Lograto. Per conto dell'industriale Giulio Togni preparò un progetto per un canale pedemontano Bergamo-Brescia-Mincio-Po. Ricoprì anche cariche in commissioni culturali come nella commissione provinciale conservatrice dei monumenti ed oggetti d'arte (dal 1920 al 1927) nella Commissione della Pinacoteca, membro della Società "Regazzoni", della commissione comunale igienico-edilizia nel comitato idrografico. Fu delegato dei gruppi di competenza per Brescia, Bergamo e Cremona. Dal 1908 fu socio dell'Ateneo di Brescia. Collaborò inoltre al "Popolo di Brescia", stese relazioni sull'Esposizione bresciana del 1904, memorie tecniche sull'uso del cemento armato. Ebbe vasta eco una sua polemica sostenuta con Ugo Ojetti sul marmo di Botticino che egli difese.