CORNA di Darfo
CORNA di Darfo (in dial. Corna de Darf) e CORNA CAMUNA (in lat. Cornae Camunae)
Borgata situata nella zona O di Darfo sulla destra del fiume Oglio e alla confluenza delle strade statali n 42 del Tonale e della Mendola e n. 510 Mandolossa-Corna. Si trova a 221 metri sul mare e dista da Brescia Km. 55,5, E' il centro amministrativo del Comune di Darfo Boario che conta complessivamente 13.000 abitanti. E' parrocchia autonoma nella Vicaria forense di Darfo, zona III della bassa Valle Camonica. Solo il ponte la separa dalla parrocchia di Darfo, con il cui abitato forma, si può dire, un tutt'uno. Abitanti di Corna: 183 nel 1567 (insieme con Montecchio) 160 nel 1573, 287 nel 1783, 353 nel 1852, 303 nel 1857, 376 nel 1881, 504 nel 1901, 587 nel 1912, 1000 nel 1928, 1875 nel 1961, 2000 nel 1967, 2700 nel 1976. Corna è il femminile del dialettale coren - corno, rupe. Fino agli inizi di questo secolo, la chiamavano anche Darfino. Percorso dalla via Valeriana che toccava i Mas di Corna (il cui forse si riferisce alle rocce che sovrastano l'abitato a O oppure ricorda un Mansus e forse un ospizio monastico), il territorio venne abitato fin dai tempi antichi da contadini. Appartenne fino al sec. XI alla Corte Regia longobarda, franca, ecc., passò poi al Monastero di S.Faustino che promosse opere di bonifica. Furono probabilmente i monaci di Tours ad erigere la prima cappella per l'assistenza religiosa alla contrada, allora molto isolata da Darfo, mancando il ponte sull'Oglio. La fondazione monastica della Chiesa di Corna è designata anche dal Patrono della stessa, San Gregorio Magno, santo particolarmente venerato dai monaci. Una vera e propria comunità era già esistente nell'alto Medioevo, come confermano le tombe del cosiddetto tipo" trentino franco ostrogoto" trovate nel 1906 durante la costruzione della vicina Stazione Ferroviaria nelle quali vennero rinvenuti oggetti di bronzo e specialmente fibule, di grande interesse e risalenti alla fine del sec. XVII e agli inizi del sec. VIII. Tombe con quattro scheletri umani e oggetti analoghi vennero rinvenuti intorno al 1960 in uno scavo presso il Municipio di Darfo sempre nell'abitato di Corna. I primi documenti riguardanti Corna sono del sec. XII. Nel sec. XV Corna era "Vicinia" con propri beni sui quali si pronunciò negli anni '30 il Giudice Raffaglio. Ecclesiasticamente dipendente dalla Pieve di Rogno, Corna venne poi assorbita nell'ambito della Parrocchia di Darfo, dalla quale si staccò come Parrocchia autonoma probabilmente tra il 1200 e 1300. Difatti al tempo del Vescovo Tiberio Della Torre (1325-1333) già si trova menzione di una Chiesa con Fonte Battesimale e sotto il governo del Vescovo Degli Atti nel libro delle Investiture vescovili (a.1344) è già ricordato il primo parroco di Corna, il Rev. Achilesio dei Capitani di Sovere. La parrocchia sorse probabilmente per intervento del monastero di S.Faustino di Brescia; nel 1375 tuttavia aveva già un suo "beneficialis" in quel Alessandro De Puteis passato poi arciprete a Edolo. Con decreto del 17 novembre 1389 il Vescovo Tommaso Visconti autorizzava il rettore della Chiesa, Giovanni da Pavia, a celebrare due Messe nelle feste solenni. Adiacente alla Chiesetta Parrocchiale si estendeva anche il Cimitero che nel 1644 subì una profanazione a causa di una rissa che terminò con il triste bilancio di cinque morti. I Parroci di Corna fino ad oggi a quanto pare sono stati 41. I primi 12 Parroci che ressero la Parrocchia dal 1340 al 1562 appartenevano, com'era consuetudine, a famiglie nobili o distinte e di questi: 7 bergamaschi, 1 Pavese, 1 Valtrumplino, 1 Bresciano e due Camuni, il primo di Ossimo e l'altro un certo Albertino dei nobili Clara di Bienno. Altri parroci degni di nota nei secoli passati sono don Sebastiano Ferraroli morto in concetto di santità nel 1474 e i due Romelli di Cividate di cui il sacerdote d.Antonio resse la Parrocchia per 50 anni, operò per l'ampliamento della prima Chiesa Parrocchiale e morì nel 1693; così pure degno di ricordo è don Giovanni Menici di Greve "celebre nelle scienze e dottore in sacra Teologia e per la sua eloquenza" che difese i diritti del comune di Darfo contro le pretese dei nobili Federici; fu parroco per 34 anni e morì nel 1775. La Chiesa e la Parrocchia fecero parte sempre della Pieve e della Vicaria di Rogno fino al sec. XVIII, quando Corna passò a quella di Gorzone. Alla fine del XIX secolo fu aggregata alla Vicaria di Darfo. Distrutto quasi del tutto Montecchio durante una terribile alluvione causata da una frana nel 1471, i pochi abitanti scampati al disastro e rimasti a Montecchio (sembra che fossero una ventina) vennero aggregati alla Parrocchia di Corna, dalla quale si staccarono poi con bolla vescovile del 12-7-1841. Nel sec. XVI esisteva in Corna un Monte di Pietà. Ne1658 la Chiesa, che era dedicata a S.Gregorio, aveva ancora un solo altare. P.Gregorio Brunelli la diceva nel 1698 "chiesa galantissima" e definiva Corna "terra assai comoda". Nel 1796 la chiesa venne prolungata e si arricchì di altri due altari, uno dedicato alla Madonna del Rosario e l'altro a S.Antonio da Padova e poi a S.Gaetano. Con decreto del 21-4-1836 vi veniva eretto un Oratorio dell'Immacolata per la gioventù. Con decreto del 25 giugno 1937 vi veniva istituita la Scuola del SS.Sacramento. Nuove opere di abbellimento vennero compiute sulla fine del sec. XIX, mentre il campanile nel 1897 venne dotato di nuove campane fuse dalla ditta Cavadini di Verona e venne migliorata la casa canonica. Queste opere furono promosse dal Parroco don Cirillo Invernici che fondò anche la Scuola Materna (1921) e favorì nell'anno 1922 l'iniziativa del Curato don Bernardo Mora di istituire la Biblioteca Parrocchiale "G.Bontempi" che ancora oggi è ben funzionante e molto frequentata ed è dotata di circa 5000 volumi. Don Invernici resse la Parrocchia per ben 42 anni (1895-1937) La sua opera più grandiosa fu la nuova chiesa Parrocchiale. Progettata dall'architetto prof. Ernesto Fumagalli di Milano venne iniziata nell'aprile 1914 dall'impresa Della Torre e Pellizzari di Adro, ne sorvegliò l'opera l'ing. Caprani di Malegno. Quasi a croce greca è di m. 42 di lunghezza e m. 18 di larghezza alta m. 24, con cripta di 130 mq. L'area venne donata dall'avv. Giuseppe Bontempi, che finanziò anche parte dell'opera. Mentre nel 1915 vi era intenzione di dedicare la Chiesa a "Nostra Signora del lavoro", venne invece posta sotto la protezione di S.Giuseppe in omaggio al maggior benefattore e già nominato avv. Giuseppe Bontempi. Gli anni della guerra rallentarono le opere di rifinitura (il rustico fu adibito a magazzino militare); i lavori ripresero nel dopoguerra. La Messa di ringraziamento per il completamento dell'opera venne celebrata il 19 marzo 1925 dal parroco don Cirillo Invernici. Nel 1950 fu costruita, per iniziativa del parroco Don Franco Gnocchi (1645-1965 nuova casa canonica, grande e signorile. Pure per merito dello stesso Don Gnocchi nel 1947 fu acquistato mediante permuta il palazzo Bontempi con annesso brolo per essere adattato a Oratorio maschile e campo sportivo e nel 1950 fu costruito il grandioso organo della Chiesa Parrocchiale, opera della ditta Pedrini di Cremona (2500 canne). Nell'abside della chiesa parrocchiale domina un affresco (1961) del Bergamasco fino Longaretti raffigurante la S. Famiglia e Angeli. Lo stesso pittore ha raffigurato nella cupola i dodici Apostoli. L'altare maggiore è di marmo con paliotto in altorilievo (1925). In un altare di sinistra il Longaretti ha affrescato i 15 Misteri del Rosario (ognuno m. 1x0,70). Su uno degli altari di destra sta la ex pala della vecchia Chiesa parrocchiale dipinta da G.Gasparini nel 1613 raffigurante S.Gregorio M. (olio su tela m. 3x2,15). L'altare è arricchito di un pregevole gruppo bronzeo di Tino Bertolotti che raffigura la Pietà e in un bassorilievo dello stesso altare in marmo, sono scolpite scene di sepoltura. Un altro altare di destra ha il paliotto in legno dipinto con altorilievo del 1925 (Ultima Cena). Interessanti opere dell'Artigianato Camuno sono le stazioni della Via Crucis, il paliotto dell'altare della celebrazione, i candelabri e due portali istoriati con fatti della vita di S .Giuseppe e di S.Gregorio Magno. Per iniziativa di Don Gregorio Salvadori (1966-1975) venne terminato nell'aprile del 1969 il nuovo campanile su progetto dell'architetto Edmondo Andreoli di Brescia, e per opera della ditta Franco Trombini di Darfo; nello stesso vi vennero poste le nuove otto campane fuse dalla ditta Roberto Mazzola di Valdeggia (Vercelli). Campanile e campane vennero benedetti il 13 aprile 1969. Nel 1972 venne posto un nuovo pavimento in marmo. La chiesa dedicata nuovamente a S.Giuseppe operaio e alla Madonna del lavoro venne consacrata l'otto dicembre 1972. Negli anni 1975-76 è stata rimodernata e abbellita la casa canonica, e l'ingresso della Cripta della chiesa parrocchiale e dotato l'oratorio di nuovi servizi e spogliatoi per il campo sportivo. Nella chiesetta del S.Cuore e S.Giuseppe detta Cappellino in Via Aria Libera si conserva sulla parete destra un affresco secentesco (m. lx1) raffigurante la Madonna col Bambino. Sulla facciata di questa chiesetta vi è una lapide che ricorda i morti del disastro del Gleno. Il I dicembre 1923 Corna fu sommersa dalle acque del Gleno e fu uno dei centri che vennero maggiormente danneggiati: delle circa 500 vittime, 97 appartenevano alla Parrocchia di Corna nel cui territorio furono distrutte 27 case, quasi tutte abbastanza nuove. Eminentemente contadina fino al '400, Corna andò poi trasformandosi economicamente. Nel 1419 un Comincino Federici di Angelo acquistava una fucina tra la contrada Masu o Mas di Corna e il Dezzo, iniziando un lento ma sicuro progresso artigianale e poi industriale di Corna. Un accentuato sviluppo economico si ebbe negli ultimi anni del sec. XIX. Emblema di questo sviluppo era l'Albergo Posta situato al crocevia di Corna e considerato tra i più rinomati e antichi della Provincia; esso ospitò molte personalità di rilievo in varie occasioni, come il Re Vittorio Emanuele III e D'Annunzio. Nel 1887 venne costruito il ponte sull'Oglio fra Darfo e Corna. Nel 1888 Agostino Bonara vi fondava un importante stabilimento metallurgico che nel 1893 l'ing. Ernesto Stassano arricchiva di un forno: ciò diede il via ad altre più massicce industrie. Oggi hanno sede nel territorio di Corna gli stabilimenti Italsider Diamalteria Italiana (ex Ledoga), Selmec Serioli e numerose altre industrie minori e aziende come la Reghenzani, la Burlotti Spedizioni, che ha numerose agenzie in Italia. Grazie alla particolare attività di Felice e Fortunato Bontempi e poi del Curato Don Gian Battista Orizio, Corna fu uno dei centri più attivi del movimento cattolico - sociale camuno. Il 31 gennaio 1882 Felice Bontempi vi fondava la "Società operaia agricola federativa di mutuo soccorso di Valle Camonica" una delle più importanti associazioni del genere del bresciano. Questo fatto è ricordato in una lapide posta sulla facciata della Chiesa. Più tardi Don Bernardo Mora (tra il 1920 e il 1925) fondava il Circolo "Silvio Pellico" che fu uno dei primi sorti nella Valle Camonica. A Corna ha sede il Municipio di Darfo-Boario Terme, il Consorzio Sanitario di Zona, la farmacia comunale, l'ufficio postale, la direzione didattica, due scuole elementari e la scuola Media della città, l'Istituto Geometri e Ragionieri e l'Istituto professionale di Stato, con 800 studenti, la Biblioteca civica, la Stazione ferroviaria, la Casa del Mutilato, il Comando dei Carabinieri, l'Ufficio del Lavoro, il Monumento ai Caduti della città; vi ha sede anche il moderno Collegio-Convitto della Comunità camuna che è giunto ad ospitare circa un centinaio di alunni. Corna è importante anche sotto il profilo economico e commerciale, essendo sede di due grandi Agenzie Bancarie, di gran parte dei negozi e servizi esistenti nella cittadina di Darfo-Boario (tra cui i grandi Magazzini Mazzoleni, Loris Chitoni, Sermark, Mobili Ferrari, ecc.). Nel territorio di Corna si trova la più spaziosa e la più moderna sala cinematografica della Valle, il Garden. L'opera pubblica sorta più di recente e degna di rilievo è la nuova scuola Materna "Don Invernici" costruita, nonostante alcune polemiche, su un'area della Vicinia adiacente al vecchio Asilo. Essa è entrata in funzione nel gennaio 1977.
Parroci: Bernardino de Lodesane (13 febbraio 1567), Paolo de Beccagutti (23 febbraio 1572), Giovanni Antonio Romelli (7 settembre 1643), Andrea Barnina (19 aprile 1693), Giovanni Camadini (20 aprile 1712), Matteo Scolari (7 giugno 1717), Giovanni Maria Minicci (20 dicembre 1741), Antonio Rodari (15 maggio 1775 - 1805), Domenico Bulferi (24 agosto 1808), Stefano Pennacchio (30 marzo 1840), Lorenzo Ghisetti (3 giugno 1856), Giovanni Battista Ghiroldi (7 luglio 1876), Cirillo Invernici (26 giugno 1895 - 13 dicembre 1937), Giovanni Maria Ceresetti (20 marzo 1920), Nicola Panteghini (7 aprile 1938 - 11 maggio 1945), Franco Gnocchi (22 settembre 1945 - 31 ottobre 1966), Gregorio Salvadori (4 novembre 1966 - 31 luglio 1975), Ilario Vivenzi (19 settembre 1975).