CONFEDERAZIONE Fascista Lavoratori dell'Industria
CONFEDERAZIONE Fascista Lavoratori dell'Industria
Unione provinciale di Brescia. Istituita dal regime fascista. Ebbe sede nella casa dei sindacati in Piazzale Roma e comprese il gruppo di lavoratori dell'edilizia, estrattiva, arredamento e spettacolo; gruppo lavoratori delle industrie meccaniche, metallurgiche, industria chimica, carta e stampa; gruppo di lavoratori dell'alimentazione, ausiliari del traffico, autisti e delle comunicazioni elettriche; gruppo lavoratori industria abbigliamento; gruppo lavoratori industria tessile, gruppo lavoratori industria vetro e ceramica; gruppo lavoratori industria acqua, gas, elettricità; gruppo di lavoratori industria della pesca. La confederazione era divisa nelle seguenti zone: zona I con sede a Brescia, II zona Brescia, III zona Palazzolo S.O., IV zona Darfo, V zona Salò, VI zona Gardone V.T., VII zona Vobarno, VIII zona Manerbio, IX zona Rezzato, X zona Chiari. Comprendeva inoltre gli uffici di amministrazione rilievi, economici, legale, assistenza sociale.
CONFEDERAZIONE Generale Italiana del Lavoro (C.G.I.L.) Risorta dopo la stipulazione a Roma, il 3 giugno 1944, del Patto di Unità Sindacale si diffuse anche a Brescia, soprattutto dopo la Liberazione. Secondo eli statuti fissati nel congresso nazionale di Napoli (28 gennaio - 2 febbraio 1945), la C.G.I.L. istituiva in ogni capoluogo di provincia una Camera del Lavoro come organo propulsore e coordinatore dell'attività dei sindacati d categoria. La prima grande manifestazione sindacale avvenne il 1 maggio 1945 e vide masse di lavoratori riversarsi sulle piazze. L'8 maggio il Comitato di Liberazione Nazionale provinciale designava i tre segretari della C.d.L. bresciana nelle persone di Enrico Roselli (D.C.), Giovanni Crespi (P.S.I.U.P.), Cesare Belleri (P.C.I.). Dopo un primo periodo di assestamento l'Esecutivo della C.d.L. veniva ad essere definitivamente composto il 20 ottobre 1945 dai segretari generali: C.Belleri (PCI), F.Vischioni (PSIUP), A.Bonardi (DC). Inoltre E.Corbani (PSIUP) era il rappresentante per la Federterra (contadini); Fironi (PSIUP) per la FIOT (tessili); G.Pezzotti (PCI) per la FIOM (metalmeccanici); Becchetti (PCI) per la FIOE (Edili); C.Albini (DC) per l'Alimentazione, Artigianato, Commercio; V.Facchini (DC) per lo Spettacolo, Legno, Ceramiche, Chimici, I vicesegretari, che potevano essere revocati a discrezione dei partiti, furono nominati in un secondo momento, il 29 novembre 1945 nelle persone di D.Coppo (DC), E.Austoni (PCI),G.Sabotti (PSIUP). Per far fronte alle prime spese per l'organizzazione del Sindacato, la C.d.L. bresciana ottenne dalla A.M.G. lo sblocco dei fondi liquidi delle ex unioni fasciste (un prestito di oltre 400.000 lire) e un anticipo di circa 100.000 lire dal C.L.N. La situazione finanziaria del 1945 terminò comunque in attivo, grazie ai contributi degli iscritti (saliti a 95.443). Duri furono gli inizi per il sindacato unitario in seguito alla smobilitazione industriale, la disoccupazione nel settore atricolo, il disordine pubblico, il ritorno dei reduci, l'epurazione, l'istituzione nelle fabbriche di nuove commissioni interne, la lotta contro il caro vita. Il 1946 fu caratterizzato dalle elezioni sindacali e da alcune grosse vertenze (al "Lanificio Marzotto" di Manerbio, alla Franchi, nelle campagne). 11 1947 si tenne il I Congresso provinciale della C.d.L. in vista del Congresso Confederale di Firenze stabilito a giugno. Complessivamente su 180.000 lavoratori bresciani al momento delle votazioni ne aderirono al sindacato 131.086. Di essi 103.373 parteciparono alle elezioni (79 per cento degli avénti diritto al voto). La corrente comunista (che si presentò con il nome "Unità Sindacale") ottenne la maggioranza nella Confederterra (50 per cento dei voti), alla Filea (Edili 58 per cento), all'Alimentazione (55 per cento), alla FIOM (49 per cent ) e tra i Chimici. La corrente cristiana ebbe invece la maggioranza tra i lavoratori tessili (41 per cento), del Credito (74 per cento), della Scuola Elementare e Media, del Commercio degli Enti locali, dell'Abbigliamento. Al secondo posto in quasi tutte le categorie i socialisti. Complessivamente la corrente comunista ottenne il 42 per cento dei voti, il 30 per cento i socialisti, il 26 per cento la corrente cristiana. I rapporti tra le correnti sindacali, già tesi in alcune occasioni, iniziarono a deteriorarsi per diversi motivi quali la scomparsa di A.Grandi il 20 settembre '46, la scissione, nel gennaio del '47 del partito socialista, la fine in maggio dei governi dì coalizione. I dissidi tra le correnti sindacali si accentuarono ancor più quando si trattò di precisare la portata e i limiti ell'art. 9 dello Statuto per quanto riguardava specificatamente la legittimità, in alcuni casi, dello sciopero politico (articolo sostenuto dalla maggioranza socialcomunista). I sindacalisti democristiani ottennero una parziale rivincita con il riconoscimento della legittimità dell'azione sindacale e assistenziale delle ACLI, accusate dai socialcomunisti di preparare la scissione sindacale. Dopo i congressi, tenendo conto dei nuovi rapporti di forza, la Segreteria venne ristrutturata. La Commissione Esecutiva fu portata a 21 membri: 8 comunisti ( Belleri, Sclavo, Malvezzi, Lonati, Pezzotti, D'orini, Austoni, Zubani); 7 socialisti (Vischioni, Ruggeri, Volpi, Papa, Corbani, Berti, Corti, poi sostituito il 15 gegganio '48 da De Tavonatti); 6 democristiani (Bonardi, Albini, Lucchese, Vezzoli, Coppo, Apostoli). Il bilancio finanziario della C.d.L. si chiuse nel 1947 in passivo nonostante i 140604 iscritti e con limitati risultati sindacali eccettuati uno sciopero generale per una vertenza alla Tempini, e lo sciopero dall'8 al 19 settembre di 25.000 contadini. Un parziale rinnovo dell'organico della C.d.L. avvenne il 12 maggio 1948, quando A.Gitti sostituì il segretario democristiano A.Bonardi, e il 9 giugno con la designazione di Ruggeri a segretario della corrente socialista al posto di F.Vischioni. Intanto si andava maturando la scissione sindacale dovuta sia a fattori politici (politica nazionale e clima internazionale di guerra fredda), sia a dissidi interni che invano Di Vittorio cercò di appianare presentando un documento sull'"Unità e disciplina sindacale". I sindaca listi della corrente cristiana, dopo la vittoria politica del 18 aprile, si proposero dì "vincere altre battaglie: quella sociale e quella sindacale", quest'ultima ormai irrimediabilmente compromessa all'interno della CGIL. Quando il 14 luglio 1948 Togliatti venne ferito in seguito ad un attentato, i socialcomunisti proclamarono uno sciopero generale cui i democristiani si opposero. Ai primi di agosto, a rottura avvenuta, la corrente cristiana abbandonò in blocco la C.G.I.L. trasferendosi in via S.Chiara, presso la prima sede delle ACLI bresciane per dar vita prima alla Libera Confederazione Generale Italiana del lavoro (L.C.G.I.L.) (v.), e poi alla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (C.I.S.L.). Nell'agosto del 1949 anche repubblicani e socialdemocratici uscivano dalla C.G.I.L. per fondare la Federazione Italiana del Lavoro (F.I.L.). La C.G.I.L. continuò intensamente con netta prevalenza della corrente comunista. Nell'agosto 1952 Cesare Belleri veniva sostituito a Giordano Bruno Sclavo. Il 18-19 ottobre 1952 teneva il suo terzo congresso provinciale. Sclavo veniva riconfermato segretario responsabile. Il IV Congresso del 7-8 gennaio 1956 esprimeva una nuova segreteria nelle persone di Gianni Savoldi, responsabile, di Guerrino Pezzotti e Massimo Carminati, segretari, questi due ultimi sostituiti il 30 settembre 1957 da Ilario Tabarri e Candido Regali. Il 4-5 ottobre 1958 Brescia ospitava il convegno nazionale dell'industria e il 9-13 marzo 1960 il congresso nazionale della F.I.O.M. 11 19-20 marzo il V Congresso provinciale riconfermava segretario responsabile Gianni Savoldi ed Italo Tabarri cui si aggiungeva come segretario Giovanni Foppoli. Savoldi, eletto deputato, veniva nel marzo 1965 sostituito come segretario responsabile, da Giovanni Foppoli. Il VI Congresso venne tenuto il 19-20 marzo 1965 cui seguiva il VII Congresso tenutosi il giugno 1969. Dopo l'esperienza sindacale dell'ottobre 1969 anche la C.d.L. di Brescia iniziava un processo di avvicinamento alla C.I.S.L. e alla U.I.L. che porterà ad una sempre più stretta intesa sindacale e a progetti di unificazione. A Foppoli nella segreteria succedeva Franco Torri. CONFEDERAZIONE generale nazionale del personale subalterno, salariati comunali, provinciali e di opere pie. Sezione di Brescia. Fondata intorno al 1909 ebbe come scopo "di curare il miglioramento morale ed economico della classe e in particolare quello dei soci, promuovere l'unione, la fratellanza, la solidarietà fra i soci, tenendo sempre viva l'agitazione legale fra i subalterni di ogni parte del Regno. La sede centrale era a Piegaro in Umbria, quella della sezione bresciana in via Tosio, 10. Organo "Il salariato". Presidente: Angelo Zaglio.