COBELLI Giuseppina

COBELLI Giuseppina (Pepita)

(Maderno, 2 agosto 1898 - Gardone Riv., 1 settembre 1948). Nel 1917 si trasferì da Maderno a Gardone Riviera, con i genitori che avevano assunto le funzioni di custodi della villa di Cargnacco allora di proprietà del critico d'arte Enrico Thode, e che passò più tardi a Gabriele d'Annunzio. Divenuta allieva di Giacomo Benvenuti, amico del padre, studiò sul piano della villa che era appartenuto a Liszt. Nel 1921 seguì un corso di canto a Monaco di Baviera. Tornata in Italia, accortasi che lo studio fatto era stato impostato su voci tedesche, riprese di nuovo gli studi, aiutata dal maestro Guarnieri. Dopo il debutto a Piacenza nel 1924, fu subito in Olanda per un ciclo di opere ottenendo i primi degli innumerevoli successi che accompagnarono la sua carriera. Nel 1925 con Toscanini era alla Scala dove rimarrà regina delle scene fino al 1923 alternando tournée nelle principali città d'Europa, America, Australia. Fra i molti successi da notare la prima della "Fiamma" di Respighi al Teatro Reale dell'Opera a Roma nel 1934, la ripresa della "Fedra" di Pizzetti nello stesso teatro nel 1935. A Treviso dopo una eccezionale rappresentazione dell' "Adriana Lecouvreur" di Cilea, venne definita la "Duse della lirica". Il suo repertorio comprendeva 146 opere di cui 76 rappresentate. All'arte dedicò tutta la vita come alla famiglia sua, al padre e ai fratelli riservò le cure più amorevoli. Dotata di voce straordinaria per timbro ed estensione fu interprete assolutamente fedele ad ogni personaggio che studiò con serietà coscienziosa. Aveva una memoria sbalorditiva: in sei giorni apprendeva perfettamente a memoria un'opera in tre atti. "Melodiosa e melopeica, ha scritto di lei Alceo Toni, rapita liricamente se distendeva l'aereo filo delle effusioni melodiche, trasfigurata nella maschera drammatica e tragica dei personaggi in cui si trasfondeva e si trasformava martellando gli accenti del martellante recitativo o soavizzandone il fraseggiare dai brevi o dai larghi cadenzamenti, fu la più suggestiva e versatile artista lirica del proprio tempo, come fusa in esso, la più comprensiva e la più compenetrata dei suoi caratteri artistici e spirituali. Direi che in lei era tutto l'ottocento della musica melodrammatica nella sua varia espressività che lo riviveva, per lo meno, con una compartecipazione della più aderente e viva simpatia". Fu soprattutto acclamatissima interprete di Wagner.