CLUB Alpino Italiano

CLUB Alpino Italiano (C.A.I.)

Sezione di Brescia. Già auspicato dalle pagine della "Provincia di Brescia" nel 1872, venne fondato due anni più tardi. Il 4 luglio 1874 in un locale del Comizio agrario il prof. Gio. Ragazzoni, Gabriele Rosa, l'avv. Massimo Bonardi, il prof. Luigi Rolla, Giuseppe Barboglio e l'ing. Giuseppe Calini ne preparavano lo statuto e iniziavano la raccolta delle adesioni alla sezione del C.A.I. e il 5 agosto l' assemblea degli aderenti la proclamava costituita: nominava presidente il Ragazzoni, vice presidente G.Rosa, segretario Massimo Bonardi e direttori l'ing. G.Calini, Costanzo Glisenti, Giuseppe Barboglio, l'ing. Gio. Bernardelli e il maestro Alfonso Pastori. Suo particolare oggetto è quello di "promuovere le escursioni in montagna, specialmente su quella bresciana, e di farne conoscere le particolarità così dal lato scientifico, quanto dal lato storico ed artistico". Gli scopi sociali vennero concretati in tre sezioni: Storia naturale: per studi di geologia, botanica e della fauna. Economica, storica ed artistica: per studi di minerali e loro lavori di industrie e materie prime, di fabbriche di motori idraulici, di produzioni agricole e pastorali. Per studi di documenti, di monumenti, di tradizioni, di costumi, di dialetti e di diritti. Sezione fisico-descrittiva: per salite con istrumenti misuratori di calore, di peso dell'aria, umidità, magnetismo, luce e per studi di rocce e ghiacciai. Per fotografie, paesaggi, descrizioni amene e aneddotiche.


Tra i soci, che raggiunsero il numero di 60, erano Barboglio Emanuele studente, Benasaglio Agostino possidente, Bettoni Gaetano presidente Corte Appello, Bonardi avv. Massimo coi fratelli Giuseppe e Silvio, ing. Tobia Bresciani, Alessandro Bruni, Brusaferri Tommaso, notaio Caprettini, Cicogna Girolamo di Palazzolo, Duina Gio. banchiere, Fanti Faustino, Carlo Fisogni studente, Glisenti Costanzo, Angelo e Giovanni industriali, Fedele Magnocavallo negoziante, Mazza Beniamino farmacista di Sarezzo, conte Francesco Martinengo, ing. Paolo Moretti e molte altre belle figure di autentici bresciani. Subito in quell'anno s'iniziò la serie annuale dei banchetti. Il primo si tenne al caffè del Duomo e i presenti si diedero appuntamento per l'estate seguente sulla cima dell'Adamello. Venne fissata anche una gita sociale di inaugurazione che venne compiuta dal 31 agosto al 4 settembre e fu di efficacissima propaganda. Vi parteciparono 17 soci e la relazione, stesa dal segretario Massimo Bonardi, è raccolta in opuscolo. La gita raggiunse il Maniva, Bagolino, Lodrone, Montesuello, Tiarno, Pian di Puro, Passo della Nota, Val di Bondo, Vesio, Pieve di Tremosine. Fra le prime preoccupazioni vi fu la costruzione di rifugi e capanne. Fin dal 1880 veniva progettato il rifugio di val Salarno ed altri ancora. Nel 1890 veniva promossa (per merito del Prudenzini) la costruzione della capanna al Baitone. Cura particolare venne posta nella preparazione di guide alpine. Nel febbraio 1875 la sezione venne ammessa ufficialmente al CAI nazionale. Nell'estate dello stesso anno venne compiuta la salita all'Adamello. La sezione bresciana promosse la costruzione dei rifugi del Salarno, del Baitone, il Garibaldi, Maniva, Gavia ecc. Nel 1882 promuoveva la pubblicazione della "Guida alpina". La sezione bresciana nell'agosto 1883 ospitò il 16.o congresso generale del CAI presieduto da Quintino Sella che vi pronunciò il 21 agosto un discorso che ebbe vasta eco. A ricordo della gita dei congressisti a Gargnano sul colle Gioconda venne posta nel 1905 ed inaugurata il 24 settembre dello stesso anno la seguente epigrafe: "AGLI ALPINISTI ITALIANI /PRESIEDUTI DA QUINTINO SELLA /INAUGURANDO IL 16 CONGRESSO /DEL CAI /DEL 22 AGOSTO 1883 /BRINDARONO DA QUESTO POGGIO /ALL'AVVENIRE DELLA BENACENSE RIVIERA /GARGNANO, AUSPICE LA SOCIETA' SPORTIVA/. Dopo questo seguì in Brescia il 32.o congresso degli alpinisti tenutosi dall' 1 al 7 settembre 1901.


Intensi furono fin dagli inizi i rapporti con altre organizzazioni alpinistiche, prima fra tutte le Società Alpinisti Trentini (S.A.T.) con la quale svolse anche attività comuni, la Società Alpinisti Friulani e la Società Alpinista delle Giulie. La Sezione di Brescia venne poi accompagnata da altre sezioni e sottosezioni. Nel 1881, grazie all'attività di Paolo Prudenzini, venne lanciata una sottoscrizione di una sezione camuna. Attività intensa svolsero anche altre sezioni come quella di Palazzolo S/0. (1913), di Chiari, Gavardo (1948), Gardone V.T., Salò (1963) ecc. e le sottosezioni Cidneo-O.M., Ospitaletto, Edolo, Collio (1960), Bagnolo Mella, Odolo, Iseo ecc. Il 16 maggio 1927 la sezione di Brescia inaugurò un nuovo gagliardetto. Con l'assemblea dei soci del 4 aprile 1966 venne approvato un Regolamento ratificato dal Consiglio centrale in data 5 febbraio 1967.


L'associazione ebbe sede in corso Teatro n.728 presso l'Albergo Gambero. Nel marzo 1932 veniva inaugurata la nuova sede nel Palazzo Martinoni Palatini. Più recentemente venne posta in piazza Vescovado, 3. Sono all'attivo del CAI oltre ad altri già scomparsi i seguenti rifugi e bivacchi: G.Garibaldi (Val d'Avio m. 2547), Carcano (val d'Avio m. 2555), P.Prudenzini, Passo Salarno (m. 2245), A.Berni al Passo Gavia (m. 2545), Gavia al Passo Gavia (m. 2541), G.Rosa (al Lago della Vacca m. 2353), C.Bonardi (al Maniva m. 2541), Brescia (al Passo Dernal m. 2577), Bozzi (al Montozzo m. 2478), ai Caduti dell'Adamello (alla Lobbia m. 3040), Tonolini (al Baitone m. 2467), Bivacco Brizio al Passo Brizio (m. 3149), Bivacco Salarno (m. 3170), Bivacco Laeng (al Passo Lobbia m. 3150). Ultimo rifugio inaugurato nel settembre 1975 in val Miller è stato quello dedicato a Serafino Gnutti. Particolare cura è stata posta nella traccia di sentieri alpini. Il CAI ha organizzato oltre a molte gite, escursioni annuali, ottobrate, incontri, conferenze, anche una scuola di sci alpinistico alla Lobbia Alta, e dal 1956 una scuola di alpinismo, articolata in corsi di roccia, di ghiaccio ecc. Inoltre ha organizzato anche alcune importanti spedizioni extraeuropee come quella in Groenlandia nel 1968, nelle Ande (con la conquista del Sarapo il 30 luglio 1974), nell'Himalaya pakistano nel 1975 (con la conquista di cinque vette). La sezione bresciana ha stampato negli anni venti un Bollettino ricco di notizie, ripreso poi nell'inverno 1954-55 col titolo "Adamello. Periodico della sezione di Brescia del Club Alpino Italiano" che continua tuttora. Presidenti: Gabriele Rosa, Giuseppe Ragazzoni (1879 - 1881), Costanzo Glisenti (1881 - 1883), Gabriele Rosa (1883 - 1886), on. Massimo Bonardi (1886 - 1887), Giovanni Dusina (1887 - 1888), on. Massimo Bonardi (1888 - 1891), Giovanni Dusina (1891 - 1896), dott. Giovanni Mori (1896 - 1897), avv. Fabio Glissenti (1897 - 1902), ing. Giacomo Bettoni (1902 - 1905), Fabio Glissenti (1905 - 1910), nob. Camillo Martinoni (1910 - 1912), barone dott. Alessandro Monti (1912 - 1919), nob. Camillo Martinoni (1919 1920), avv. Bortolo Pirlo (1924 - 1925), avv. on. Carlo Bonardi (1925).