CASTELLO di Serle
CASTELLO di Serle (in dial. Castel de Serle, in lat. Castri Serlarum)
Villaggio che si stende su un altopiano, sul versante meridionale del Monte Dragone a 620 m.s.m. e a Km. 21 da Brescia (via Serie) e Km. 16 via Botticino S.Gallo. E' frazione del comune di Serle ma parrocchia autonoma della vicaria di Gavardo nella zona (XI) Morenica del Garda. Nel 1973 aveva 376 abitanti. Si ignorano le origini precise di questo castello, ma si possono arguire dalla sua ubicazione e dai suoi rapporti con il vicino Monastero benedettino di S.Pietro in Monte Orsino, ora S.Bartolomeo (Serle). La strada che metteva in comunicazione il monastero con Brescia, passava per Castello, ed anche i viandanti che nel medio evo venivano dalla Valle Sabbia verso Brescia, facevano il tragitto delle Coste di S.Eusebio - Monastero - Castello di Serle - Botticino. Il piccolo castello di Serle fu eretto come rifugio delle poche famiglie di coloni, che il monastero di S.Pietro aveva sull'altipiano coltivato a biade e a vigne. Questo castello medioevale esiste ancora oggi, vicino alla chiesa parrocchiale, verso Serle, ed in parte è stato trasformato in abitazione civile: una parte però è ancora intatta: si vede un torrione e delle mura e strutture primitive. Le tre famiglie originarie sono quelle dei Ragnoli, Zanetti e Zanola, emigrate in alcune ramificazioni a S.Gallo, a Botticino Mattina e Sera e anche a Brescia. Fino al sec. XVII Castello non ebbe una chiesa propria e gli abitanti dovevano recarsi nella chiesa di S.Pietro di Serle per la vita religiosa. Allora i capi-famiglia pensarono di fabbricare la loro chiesa attuale e la dedicarono al santo della Provvidenza S.Gaetano da Thiene. Il ricordo della fondazione e dei benemeriti fondatori è fissato in una lapide murata in sagrestia: "ADI' 25 AGOSTO 1691 /QUESTA CHIESA E' STATA FATTA /A SPESE DELLI SOTTO SCRITTI SIVE /PIETRO ZANETTI /ANDREA ZANETTI /DOMENICO ZANETTI /DOMENICO RAGNOLI /ANDREA ZANOLA /PAULO ZANOLA /COME PARE PER INSTROMENTO /ROGATO PER MANO DI D.ANDREA COLOSIO /NODARO IN BOTTICINO A SER/". La chiesa ha due altari marmorei, intarsiati con marmi policromi: la pala dell'altare maggiore è del sec. XVII e rappresenta S.Gaetano mentre riceve il Bambino dalle mani della Madonna: porta la scritta "Omo a Bosco". La chiesa è stata restaurata internamente, dipinta e munita di banchi nuovi. Nell'atrio della cella campanaria si legge "Restaurata per offerta /del sig. Molinari Filippo /e della popolazione /anno 1957/., Sull'altare maggiore una tela di Achille Prato (ad olio 190x150) della fine sec. XVI raffigurante con la Madonna, S.Gaetano e altri santi. Le balaustre marmoree sono dono dei "Cavatori del Marmo, 1964". Sul campanile vi è un concertino di tre campane del peso di Kg. 310, fuse dalla ditta Angelo Ottolina di Bergamo; vennero benedette ed inaugurate il 20 marzo 1954 dal vescovo Giacinto Tredici. Prima, sul campanile, vi erano due campane, purtroppo date da rifondere. La più grossa era del 1525 e portava questa scritta: "Mentem sanctam spontaneam onorem Deo et Patriae liberationem"; l'altra era del 1767 e portava l'iscrizione "Ave Maria, gratia piena, Dominus tecum". Castello di Serle dipese ecclesiasticamente, come curazia, dalla parrocchia di S.Pietro di Serle fino al 1947. Infatti il 19 marzo del 1947 Castello venne staccato da Serle e venne eretta la nuova parrocchia dal vescovo Giacinto Tredici.
Sacerdoti (curati) rettori - Isaia Perugini da Nuvolera (1881 - 1891); Zaccaria Cargnoni da Rezzato (1891 - 1894); Andrea Duina da Botticino Mattina (1894 - 1897); Antonio Cargnoni da Rezzato (1897 - 1899); Matteo Pelizzari da Bagolino (1899 - 1904); Bortolo Tabaletti da Serle (1904 - 1914); Nicola Buccio da Bagolino (1914 - 1919); Giuseppe Ferrari da S.Gervasio Bresciano (1920 - 1921); Angelo Vianelli da Rovato (1921 - 1938); Giacomo Rinaldi da Verolavecchia (1939 - 1943); Giacomo Serra da Ghedi (1943 - 1949 primo parroco, nominato nel 1947); Aldo Loda da Coccaglio (1949 - 1960); Antonio Morettini da Sabbio Chiese (1960 - 26 ottobre 1972); Serafino Tomasini dal 1973 (vicario economo).