CARZAGO Riviera
CARZAGO Riviera (in dial. Carsàg, in latino Carzagi)
Comunità di varie frazioni sulle ondulazioni che si stendono sulla sinistra del Chiese (a due chilometri dal fiume) verso l'anfiteatro morenico del Garda. E' a m. 232 s.m. a km. 20,4 da Brescia. Frazione del comune di Bedizzole è parrocchia autonoma della vicaria di Bedizzole nella Zona (XI) Morenica del Garda. La posizione è amena e domina molta parte della pianura bresciana e mantovana. Il comune di Carzago nel 1927 incorporato in quello di Bedizzole era formato da varie contrade e frazioni fra cui Sonprima (oggi via C.Battisti), S.Filippo (dove sorge la villa Bruni Conter), Reale (dal rivus Vallio che discende da Castrezzone), S.Antonio, La campagna, la Taèra (dal nome della famiglia Taeri o Taveri), l'Arzaga e Bottenago (che appartiene però al comune di Polpenazze). E' già citato come Cartiago in documenti del 970. Assume poi nel sec. XIII il nome di Carzacho, Carzagi, Carsago. Il nome deriva per l'Olivieri dal personale latino Cartius o Quartius, per il Guerrini da carso per la natura del terreno, per altri da cardo. In effetti lo stemma del comune, fin dal cinquecento, porta tre cardi intrecciati e il cardo selvatico alligna ancora nel territorio. Ebbe un forte castello che fu al centro di contese e che ancor oggi mostra le sue rovine. Il castello si innalza su un leggero rialzo del terreno fra le case del paese. Di forma quasi quadrata, con quattro piccole torri circolari, venne costruito alla paesana, con ciottoli, senza regolarità. Il mastio si innalza sulla porta d'ingresso a mezzogiorno ed è stato trasformato in campanile. Religiosamente fu diaconia della Pieve di Pontenove di Bedizzole. La parrocchia fu tra le prime a staccarsi probabilmente nel sec. XIV da detta Pieve. Ebbe una sua chiesa agli inizi del sec. XV come dimostra la data scolpita del 1410 in un capitello romanico conglobato sul fianco meridionale della chiesa attuale che con il portale elegantissimo della facciata ed altri avanzi architettonici ne conservano il ricordo. Cinquecenteschi sono il campanile, l'elegantissimo tabernacolo con porticina in ferro battuto che si trova in coro, l'elegante lavabo della sagrestia e frammenti di colonne corinzie disperse attorno alla canonica. Nel sec. XVIII venne costruita sul fianco della precedente l'attuale chiesa parrocchiale, le cui belle ed eleganti linee hanno fatto pensare ad un architetto come il Marchetti. La chiesa conserva pregevoli opere d'arte. Ha cinque altari. Su quello maggiore campeggia una luminosa e vivace tela di Lodovico Gallina raffigurante il Martirio di S.Lorenzo. Sul primo altare a destra vi è una buona tela della fine del cinquecento con "I santi quattro Dottori della Chiesa latina"; sul secondo altare a destra, detto della Scuola, una "Ultima Cena" secentesca. Sul primo altare a sinistra la "Natività di Gesù C.", di ignoto autore secentesco. Sul secondo altare una singola statua lignea della Madonna seduta, della fine quattrocento o inizi del Cinquecento. La sagrestia conserva inoltre una tela di Grazio Cossali raffigurante S.Carlo, reliquiari e un ostensorio d'argento di ottima fattura. La porta venne scolpita da Antonio Magnocavallo come ricordano i distici enfatici del Vosonio scolpiti. La chiesa venne consacrata il 16 ottobre 1 502. La parrocchia conta anche chiese sussidiarie come quella di S.Rocco eretta per voto sul dosso del Lazzaretto ed ora incorporata nel Cimitero che serve Calvagese, Carzago e Mocasina. Il portale porta la data 1730. Nella chiesa vi sono una pala raffigurante la Madonna e S.Lorenz che implorano Cristo il quale getta fuoco, la cessazione dei flagelli. Un'altra tela rappresenta i Misteri del Rosario. I due busti quattrocenteschi di S.Lorenzo (in veste di diacono) e di S. Vito (vestito da Cavaliere) costituivano forse, con la Madonna oggi in S.Antonio, un trittico marmoreo che un tempo si doveva trovare sull'altare maggiore della vecchia parocchiale e che vengono dal Guerrini attribuiti ad Antonio Magnocavallo. La chiesetta a S.Antonio e a S.Carlo venne eretta nel 1613 dal Giov. Antonio Castellini e conserva la statua della Madonna appena sopra accennata. Di rilievo il palazzo o villa dei Buzzoni, poi passato ai Bruni Conter con l'annesso oratorio dedicato nella seconda metà del '700 a S.Filippo Neri. A Carzago si contano le famiglie dei nobili Aleni di Bottenago, Rovellio dell'Arzaga, Conter di Salò e i Buzzoni de' Accursi, pure di Salò, gli Averoldi di Cadignano e Drugolo, i Bignotti, i Butturini provenienti da Ono Degno e Salò, i Castellini, i Facchetti, I Serramandi, i Panni. Tutti avevano case e fondi nel territorio. Nel 1971 - 1973 per ricordare i caduti venne costruita dagli alpini una cappella. Il 6 agosto 1848 Carzago vide l'impeto di 200 uomini della legione Borra, che sbaragliarono un contingente austriaco. Il paese rimasto fino a qualche decennio fa eminentemente agricolo non fu sordo allo sviluppo spirituale e culturale. Conobbe, tra l'altro, dal 1865 al 1869 l'apostolato di don Giovanni Piamarta e poco dopo ebbe addirittura una scuola privata di latino e filosofia Rettori e parroci: Giovanni de' Aroldi (o forse Averoldi) (rinuncia nel 1473), Antonio Massetti di Palosco (rinuncia nel 1526), Ventura Massetti, fratello del precedente (1526 - 1570), Comino Accursi de' Buzzoni di Carzago (5 agosto 1570 - 13 gennaio 1578), Marco Turelli di Polpenazze (27 febbraio 1578?), Giovanni Viani, Francesco Foresti di Brescia (morto nel 1630), Giovanni Bondioli (22 luglio 16311634), Giacomo Serramondi di Carzago (1634 - 1655), Giuseppe Quaranta di Mazzano (31 agosto 1655 - 24 settembre 1693), Giov. Pietro Erculiani di Gardone Riviera (15 marzo 1694 - 28 settembre 1694 , ) Floriano Floriani (1 febbraio 1695 - 1732), Giacomo Franceschini di Manerba (17 settembre 1732 - 3 ottobre 1781), Alessandro Porta di Cecino di Degana (20dicembre 1881 - 16 luglio 1803), Pietro Zambelli di Nuvolera (1803 - 29 marzo 1807), Andrea Zamboni di Bedizzole (1807 - 1849), Pietro Molinari di Breno (1850 - 1864), Luigi preti di Padergnone (25 febbraio 1864 - 26 aprile 1876), Francesco Maitredi di Gottolengo (18 settembre 1876 - 14 febbraio 1897), Giovanni Mucchetti di Vighizzolo (7 novembre 1897 - 27 gennaio 1898), Martino Zanetti di Bagolino (8 maggio 1932 - 14 settembre 1935), Pietro Merihi di Leno (26 gennaio 1936 - 1949), Paolo Abrami (1949 - 1971), Giuseppe Pola (1972).