CALINI
CALINI
E' opinione del Guerrini, ritenuta come possibile dallo Schullern che i Calini derivino con le altre famiglie nobili o storiche provenienti da Calino di Franciacorta, dal ceppo unico dei Confalonieri. Inverosimile o almeno non provata è l'opinione del Gelmini che i Calini fossero di derivazione longobarda. Benchè si ritrovino dei da Calino a Medolo e Ceresole nel 1108 e 1138 e a Orzivecchi e Canedo nel sec. XIII, è probabile che il casato diventato poi nobile si sia formato nell'epoca comunale di Brescia. Un Oddone de Calino, infatti, è console di Brescia nel 1107 e un Fantalino de Calino è priore dei consoli nel 1110. Ma si tratta di personaggi non provati, anche se il nome Oddone, germanico, si ripete nella genealogia certa dei Calini. Molti nomi di Calini, fra i quali Albertus e Marchesius o Petri Sicci (Gezii? ) de Calino (1162) sono nominati nella (Gezii? Cosmae de Lauris". Il Rossi nei suoi "Elogi" fa derivare i Calini da un Gezio, crociato che avrebbe dato al casato lo stemma e la denominazione (Gezii) conservata fino alla metà del sec. XV. Il più antico documento noto allo Schuller è del 9 gennaio 1274 e riguarda la vendita fatta da domina Grazia de Calino ai fratelli Albertino e Gabriele figli di Ottone q. Gecii dictiloci di un bosco in Calino in presenza di Pasino dei Geciis e di Minarolo de Caino. In questo documento del 4 febbraio 1297 (mentre in un altro non si riscontrano che i Gezii di Calino) lo Schullern rileva l'esistenza di varie famiglie dette de Calino, di cui una dal suo capostipite aveva preso il nome distintivo di Gezii. Resta però il dubbio che avessero una stessa origine. Forse da una delle altre famiglie dette de Calino derivarono i Calini detti di Mercatonovo, e che coi Calini di Calino avrebbero avuto solo in comune il luogo di provenienza. Resta comunque accertato che il capostipite dei Gezii di Calino fu un Gezio ma che non può essere il crociato del 1148 giacchè questo non avrebbe potuto avere un figlio Oddone o Ottone, vivente ancora nel 1274 ma invece potrebbe essere un avo dei fratelli Albertus e Marchesius q. Petri Siaci (che si dovrebbe leggere Gezii) de Calino nel 1162. Fu questo Gezio II che ebbe come figlio Oddone ancora vivente nel 1274 e come nipoti Albertino, Gabriele, Pasino e Uberto. I Gezii sono già a Brescia verso la fine del sec. XIII. Sembra anche sicuro che i Gezii e i Calini siano stati in Franciacorta valvassori del vescovo di Brescia, con beni infeudati che poi passarono di loro proprietà. In proposito molti beni passarono nelle mani di Jacobus de Calino, mercante e cittadino di Brescia nel 1416 dal quale discendono diversi rami? fra i quali conosciuti e importanti quelli derivati dai suoi figli Martino, Tonino e Ottino che il 3 dicembre 1485 divisero le molte case che il padre aveva in Brescia; il 13 dicembre 1486 i beni rurali, situati in Calino Borgonato, Monterotondo, Campagna (di Montichiari? ), Borgonato, Torbiato, Cazzago, Erbusco, Lograto, Travagliato, Ghedi, Trenzano, nelle Chiusure di Brescia, in Fiumicello a Ponte Crotte, S. Eustacchio, Orzinuovi, Rezzato, Poncarale, Borgo Poncarale, Guiago (Gussago? ), Rodengo, Monticelli, Chiari, ecc. Costoro avevano le loro tombe in S.Francesco. I figli di Giacomo tutto ad un tratto cambiano il nome di de Geziis in quello di Calino o Calini. Incerta è anche l'origine dello stemma e la data nella quale fu adottato. Alcuni ritengono leggendaria l'attribuzione al crociato Gezio che porta a vedere nella scala il mezzo che Gezio avrebbe usato nella scalata delle mura e nella bandiera l'insegna mussulmana da lui conquistata. E' opinione del Guerrini che lo stemma dei Calini derivi dalla fusione degli stemmi Averoldi e Confalonieri. Da Martino discese la linea che diede Alvise, giureconsulto e letterato, il figlio suo Muzio, arcivescovo di Zara e e vescovo di Terni; linea che si spense con Caterina sorella di Muzio. Il ramo di Ottino, detto di Lograto, tuttora vivente, si andò arricchendo attraverso vaste parentele (fra le quali i Lodroni) e con l'acquisto di beni in provincia. Da Tonino discese invece il ramo dei Calini di Calino che possedette anche il palazzo ai Fiumi in Brescia, fino alla metà del secolo scorso. I Calini sono compresi nella Matricola Malatestiana del 1406-1409, e furono tra gli ottimati firmatari del patto di unione con Venezia del 1426, come pure tra i patrizi originari ascritti al consiglio di Brescia prima della "serrata" del 1488. Dal 1561 divennero anche conti palatini ereditari per concessione di Papa Pio V. Stemma: "D'azzurro ad una scala d'oro posta in banda e attraversata da uno stendardo astato d'oro e posto in palo". I Calini si distinsero anche nella storia bergamasca specie nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Nel 1403 un Antonio Calini (v.) tentò di farsi signore di Bergamo.