CALCINATELLO
CALCINATELLO (in dial. Calsinadel - in lat. Calcinatelli)
Frazione del Comune di Calcinato ma parrocchia autonoma con una superficie di ettari 1600. E' a 127 m.s. e conta circa 2.300 ab. (Calcinatellesi) in confronto ai 1800 nel 1940, ai 1950 nel 1951 e ai 2630 nel 1972. Una chiesa molto antica era dedicata a S.Maria delle Grazie o della Misericordia. Il 13 marzo 1476 mons. Giovanni di S.Paolo, vicario generale di Bergamo e che godeva il beneficio di S.Vincenzo in Calcinato rinunciava nelle mani di P.Pietro di Vigevano, segretario del P.Francesco Sanson superiore del convento di S.Francesco in Brescia, alla chiesa e ai beni di S.Maria di Calcinatello in favore dei Frati Minori conventuali. Il 30 maggio 1476 analoga rinuncia nelle mani di P.Giovanni di Orzinuovi compiva mons. Paganinodi S.Paolo, vescovo di Dolcigno e Commendatario perpetuo della chiesa curata di S.Vincenzo. Il 4 novembre 1478 troviamo P.Giovanni di Orzinuovi già guardiano del conventino di Calcinatello. Vi fu un ripensamento da parte del commendatario ma già il 1 luglio 1479 una bolla di Papa Sisto IV confermava ai Frati minori conventuali la chiesa di S.Maria. Da quel momento chiesa e convento appartennero alla Provincia Lombarda, passando solo nel 1769 per decreto del Senato Veneto alla Provincia del Santo. Ma nell'agosto. dello stesso anno il convento venne soppresso e, ai primi di ottobre, abbandonato dai frati. Il 14 aprile 1777 il complesso edilizio, eccettuata la chiesa, veniva venduta a G.B.Taglietti di Brescia. Da allora il prevosto di Calcinato vi pose un suo cuto. Nonostante le pressioni dei Calcinatellesi e a causa della resistenza delle altre frazioni (tanto che venne coniato il proverbio "Quand la lumaga la farà el capèl/ i farà la parochia a Calcinadel") venne eretta a parrocchia da mons. Corna-Pellegrini con decreto del 26 maggio 1887 col titolo dell'Annunciazione e di patronato dei Comizi. La chiesa, primitiva, del sec. XIV o XV venne ampliata e restaurata nel 1600 e amministrata per vari anni dalla Confraternita dell'Immacolata. Nel 1735 circa venne di nuovo riattata dall'architetto lonatese Paolo Soratini che la arricchì anche della bella facciata e di un elegantissimo campanile. Restaurata recentemente dal parroco don Severino Treccani è ora ritornata alla sua bellezza originaria. La chiesa contiene opere di ineguale valore di cui alcune sono veramente interessanti come un "Redentore e Santi" di Tedoldi (olio su tela 500x220) una bella Madonna con S.Francesco (olio su tela 230x140), di Antonio Dusi (firmato e datato 1759), una Addolorata di Scuola Veneta olio su tela 100x70), un "Miracolo eucaristico" olio su tela 130x130), un "Ritorno dall'Egitto" olio su tela 140x90), e un"`Immacolata" (olio su tela 250x180) di ignoti. Settecenteschi, in marmo con intarsi policromi, sono anche l'altare maggiore e gli altari, fatta eccezione di uno di stile rinascimentale. La facciata è adorna di due bassorilievi in stucco, raffiguranti S.Antonio e S.Francesco e di due statue in nicchia pure con putti e festoni e da un quattrocentesco gruppo della pietà, tutti settecenteschi. La chiesa è stata ornata di recente dal Prandelli con affreschi raffiguranti i "Misteri della B.V.". Dal '500 esiste in un corridoio adiacente alla chiesa un "S.Giovanni Battista" di ignoto (140x100). Nella chiesetta di S.Stefano in località Garletti vi è una Madonna e Santi quattrocentesca. Da centro agricolo è andato trasformandosi in zona residenziale grazie anche alla costituzione nel 1963 della cooperativa "La famiglia" che ha richiamato perfino famiglie emigrate in Piemonte. Alle case costruite dalla cooperativa se ne sono aggiunte molte altre. Vi si tiene la fiera detta di S.Maria '8 settembre, famosa un tempo per il mercato dei suini e per la vendita di cesti, panieri e che è diventata negli ultimi anni una vera rassegna agricola di macchine e prodotti agricoli e specialmente per l'allevamento del bestiame.
Parroci : Pancrazio Amadori (1889-1895), Celestino Bonomini di Goglione (oggi Prevalle) (1895 1899), Vincenzo Galli di Brescia (1899 - 1943), Emidio Zana (1943 - 1953), Severino Treccani (1953).