CAILINA

CAILINA

Borgata che sorge sulla vecchia strada che collega la Valtrompia alla Franciacorta, ai piedi del monte Pernice. Frazione del comune di Villa Carcina è parrocchia autonoma. Il paese che fino alla II guerra mondiale contava circa seicento abitanti è diventato dal 1950 in poi il centro più popolato del Comune. Sono sorte infatti negli ultimi vent'anni numerose villette, abitazioni dell'INA CASE, le nuove Elementari, la scuola di avviamento Franco Glisenti, ecc. Lo sviluppo è dato anche dalle ferriere sorte verso il 1958 sulla riva del Mella. Il 24 maggio 1959 vi veniva eretto il monumento ai caduti, raffigurante l'Italia nelle sembianze di una madre che stringe al petto il figlio morto, opera di Mario Gatti. Il nome potrebbe essere un diminutivo di caia nel senso di casa, o di officina, o di grotta, o di baratro. Nel sec. XIV è già Caylini. Cailina tra Villa e S.Vigilio è posta sulla sponda destra del Mella lungo l'antica strada romana; gruppo di case rustiche sorte un po' alla volta intorno alla primitiva casetta che ebbe nome casalina (piccolo cascinale), ha una chiesa dedicata all'arcangelo S.Michele, ma onora in modo particolare il benedettino San Mauro, discepolo di S.Benedetto (15 gennaio). Il culto di questi due santi indica che il territorio fu assegnato dai Longobardi ad un monastero benedettino, probabilmente a quello di S.Eufemia. S.Michele, che simboleggia forza e protezione divina fu scelto contro le insidie del Mella e le sue piene. La chiesa era già ricordata nel 1420 ed ebbe un suo beneficio particolare, di cui troviamo traccia ancora nel 1523, in atti di permuta di beni esistenti nell'archivio della Curia Vescovile, e che venne poi assorbito nell'unico beneficio parrocchiale, al quale appartiene la casa curaziale di Cailina. Nei primi decenni del 1700 accanto al massiccio campanile quattrocentesco (e forse sotto il medesimo arco ogivale del campanile doveva esistere l'antica cappellina di Cailina, formata nondimeno dalla sacrestia ora abbattuta per l'ampliamento della chiesa attuale) fu costruita la chiesetta ad una sola navata, che come si sa, venne abbattuta nel 1951 per l'allargamento della attuale chiesa. La chiesa contiene sull'altare maggiore una pala del Paglia (olio su tela m. 2x3), raffigurante la Madonna e S.Michele, in cornice settecentesca; e, nella navata, la vecchia pala con Io stesso soggetto (olio su tela m. 1,80x1,20), una tela (ad olio m. 1,80x1,20) raffigurante S.Mauro e S.Alessio e nel Battistero un affresco (m. 1,15x1,50) di G. Gatti del Battesimo di Gesù. Adornano gli altari paliotti e formelle in ceramica di Olives Di Prata (il sacrificio di Melchisedeck e il sacrificio di Abramo), statue della Madonna e angeli in legno dorato. La chiesa è stata nel 1966 decorata con graffiti, affreschi, tempere su muro di Oscar di Prata (come la Moltiplicazione dei pani, la Samaritana, Gesù fra i dottori, la Risurrezione di Lazzaro, La Predicazione di Gesù, La Risurrezione, lo Sposalizio della Vergine, La Pietà, l'Annunciazione, le Nozze di Cana, l'Ingresso di Gesù a Gerusalemme. A Cailina sono numerose le famiglie Nassini, ramo secondario, come crede il Guerrini, degli Avogadro di Zanano e feudatari del Monastero di S.Eufemia. Da una di queste famiglie devono essere provenuti ì pittori Da Calina, stirpe di artisti mediocri che hanno lavorato con Vincenzo Foppa, fondatore della scuola pittorica lombarda del quattrocento prima di Leonardo da Vinci. Il Foppa entrò anzi in parentela coi Cailina, e Paolo da Cailina suo nipote, ne ereditò il patrimonio non l'ingegno ne la sapiente arte del dipingere che lo aveva fatto un grande e ricordato maestro. E' probabilmente un loro ascendente il canonico della cattedrale Matteo da Cailina vivente a Brescia nel 1410. La parrocchia venne eretta il 15 febbraio 1963 ebbe il riconoscimento civile il 23 maggio 1964. Primo parroco fu don Vincenzo Dusio nominato il 21 maggio 1963.