BONGIORNI Emilio

BONGIORNI Emilio

(Lovere, 9 maggio 1864 - Brescia, 18 maggio 1937). Di Pietro e di Teresa Corazzina. Entrato in Seminario di Brescia nel 1875 vi compì gli studi. In attesa della consacrazione sacerdotale aiutò P. Piamarta nell'assistenza agli Artigianelli e dal dicembre 1886 insegnò filosofia nel Liceo del Seminario, Sacerdote il 26 marzo 1887, nel 1889 otteneva la laurea in filosofia a Roma. Fu tomista rigoroso e chiaro. Dal 1892 fu tra i primi e più assidui sostenitori e collaboratori di "Fede e Scuola", periodico dell'Opera per la conservazione della fede nelle scuole d'Italia", sul quale scrisse numerosi articoli lucidi e polemici. Nel 1892 venne nominato dal vescovo mons. Corna Pellegrini suo segretario nel cui incarico rimase fino al 1913, divenendo per saggezza e lungimiranza uno degli arbitri più qualificati della vita diocesana nella quale, pur essendo intransigente ed antimodernista, svolse una azione di conciliazione fra le diverse correnti, appoggiando il movimento cattolico, specialmente giovanile. Dal 1908 fu Assistente ecclesiastico della Federazione Giov. Leone XIII. Nel 1909 era stato nominato canonico del Duomo. Nel 1913 il vescovo Gaggia lo volle suo Pro-vicario generale e nel 1914 Vicario generale, mentre Pio X lo nominava Prelato Domestico. Il 14 maggio 1914 veniva nominato prevosto a S.Nazzaro. 27 gennaio 1916 veniva eletto vescovo titolare di Sasima e ausiliare di Brescia. La consacrazione episcopale avvenne in Cattedrale il 19 marzo 1916. Il 15 aprile 1933 alla morte di mons. Gaggia venne nominato vicario capitolare e fu ritenuto come il più probabile suo successore ma a quanto pare ad una sua elezione si opposero le autorità fasciste. Nel 1934 mons. Tredici lo riconfermò suo Vicario generale. Dal 1902 al 1927 era stato Direttore delle Ancelle della Carità e in seguito ne fu Superiore. Nel 1913 fu cappellano delle Suore del Buon Pastore. Nel 1917 assunse la presidenza del Comitato Pro Templi Votivi. La morte fu quasi improvvisa. Venne sepolto in S.Nazzaro e ricordato da un'epigrafe latina dettata da conte Teodoro Lechi. Collaborò attivamente dal 1892 al 1904 a "Fede e scuola" con numerosissimi articoli polemici, letterari, pedagogici; a "Scuola Italiana Moderna", al "Bollettino del Pane di S.Antonio". Tra le sue pubblicazioni: "La vergine e martire S.Agnese nelle opere di S.Ambrogio vescovo di Milano" (Brescia, Queriniana, 1897), "Il catechismo della Sociologia cristiana" (Brescia, Tip. Ven. Luzzago, 1904 pp. 176 in 16°); "La dottrina cristiana e le dottrine del Santo di A.Fogazzaro. Perchè all'Indice? " (Brescia, Tip. Ven. Luzzago, 1906, pp. 238 in 16°); "Il valore apologetico missionario" (Brescia, Tip. Pavoniana, 1937 pp. 32 in 16°). Pronunciò diversi discorsi specie commemorativi (per Madre Salesia Affini, 1920, per Madre Eustella Antonini, superiora generale delle Ancelle della carità, 1930, in occasione della 3^, traslazione della salma di mons. Pietro Capretti, in morte di mons. Giacinto Gaggia, per madre Maria Agnese Obuljen, ecc.) e dettò alcune prefazioni.