BIANCHI Arturo

BIANCHI Arturo

(Adro, 12 ottobre 1856 - 7 luglio 1939). Iniziò la sua preparazione artistica a Brescia per passare poi alla Pinacoteca Carrara di Bergamo, sotto la guida di Enrico Scuri. Fu poi a Roma dove frequentò per tre anni l'Accademia Libera, e lavorò alacremente come dimostrano alcune sue opere in raccolte bresciane. Nel 1887 fu a Venezia presente alla Mostra Nazionale (con "Rio Foscari", "Il ritorno del Lago d'Iseo") e dove si fermò per quindici anni entrando in viva amicizia con Ettore Tito ed altri artisti. Partecipò anche alla Esposizione di Bologna (1888) presentandovi vedute veneziane ("Cà D'Oro", "Canal Grande", e "La Modella"), alla Triennale di Brera (1891) con "Interno" assai apprezzato. Viaggiò in Brasile, stabilendosi poi a Brescia fino al 1914 quando fissò definitivamente la sua dimora a Adro e dove aprì in Palazzo Bargnani-Dandolo, una scuola domenicale di disegno. Continuò però a partecipare a manifestazioni come la mostra lotteria del Teatro Grande del 1916, la grandiosa rassegna del paesaggio italiano sul Garda (Inverno 1920 - 1921), le collettive degli "Amici dell'Arte" (1920 in poi). Lavorò alacremente tanto che un catalogo di vendite del 1937 comprendeva ben sessanta tele del Bianchi. Fu anche se di rado, affreschista, ma preferì la tela in cui ritrasse vie di Brescia, angoli di Adro, ecc. Morì lasciando una cospicua donazione all'asilo di Adro.