BANCHE

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Pochissimo o per niente documentata è l'attività creditizia e bancaria a Brescia fino alla seconda metà del sec. XIX, salvo sommarie notizie sui Monti di Pietà. (v.). In pratica una tale attività dovette limitarsi, più che altro, ai rapporti privati. Solo nel gennaio 1824 si impianta a Brescia una filiale della Commissione centrale di Beneficenza che si trasformerà poi in Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Ma anch'essa ebbe per alcuni decenni vita stentata e lenta. Accanto però nascono timidamente iniziative di singoli operatori economici che aprono banche private come la Banca Guindani, il Banco Duina, il Banco G.B. Passerini, il Banco Carrara. L'attività della Cassa Risparmio si intensifica nel decennio 1847-1859. Nel 1854 essa apre un'agenzia a Chiari. Uno sviluppo decisivo si profila però soltanto nel 1864 con l'apertura a Brescia di una succursale della Banca Nazionale (v.) che nel 1891 diventerà Banca d'Italia e con l'intensa propaganda da parte di Luigi Luzzatti delle Banche Mutue e Banche Popolari. Attivi in questo settore sono soprattutto i liberali e specialmente gli zanardelliani che danno vita ad iniziative anche in Provincia e monopolizzano l'attività creditizia fino a quando nel 1888 non si ha, con la Banca S.Paolo il risveglio di elementi cattolici. Da allora i liberali ebbero loro caposaldo nel Credito agrario e i cattolici nella Banca S.Paolo e in altre piccole banche locali. Importanza rilevante hanno in campo agricolo ed artigianale dal 1890 in poi le Casse Rurali. Sulla fine dell'800 tuttavia incominciano ad avere un'influenza sempre più decisa istituti di credito extraprovinciali mentre nei primi decenni del secolo XX ai già tradizionali Istituti di credito locali si allinea l'Unione Bancaria Nazionale, la quale però viene messa in crisi dal Fascismo assieme ad altri piccoli istituti di Credito. Resistono assieme agli Istituti nazionali la Banca S.Paolo e il Credito Agrario e tale rapporto di forze, con alternative, continua ancor oggi.