BALARDINI Lodovico

BALARDINI Lodovico

(Breno, 19 giugno 1796 - Brescia, 29 agosto 1891). Appena laureato in medicina fu scelto per un corso di perfezionamento a Vienna. Tornato a Breno vi esercitò la medicina segnalandosi per competenza e generosità. Scoppiato nel 1831 in colera in Galizia fu a capo di una commissione là inviata dal Governo austriaco, sfidando per lunghi mesi la morte, nell'assistenza ai colpiti dal terribile morbo, conclamando la contagiosità del male. Nominato pochi anni dopo medico provinciale dedicò studi ed attenzioni particolarissime anche all'Ospedale di cui garantì il funzionamento nei difficili anni del 1848 e 1849. Per i suoi meriti fu nel 1839 nominato socio onorario e nel 1844 socio ordinario dell'Ateneo di cui divenne censore (1848-'53), amministratore (1855-'59) e consigliere. Eletto presidente il 16 gennaio 1870 rinunciò all'incarico. Nel 1843 incominciò a dedicare le sue forze alla lotta contro la pellagra cui dedicò studi ed attività instancabile. Fu il Balardini ad intuire che responsabile della malattia era l'alimentazione e specialmente il mais guasto. Il primo studio sull'argomento si intitolò "Sulla vera causa della pellagra e dei mezzi per arrestarne i progressi" (1843); ne seguirono altri come "Della malattia del granoturco detta il verderame e de' suoi mali effetti sugli uomini e sugli animali", (che fu subito tradotto in francese dal dott. Russel), "Quesiti sulla pellagra proposti ai medici condotti della provincia di Brescia" (1847), "Sullo stato attuale della questione della pellagra in Italia", (1858), "Igiene dell'agricoltore italiano in relazione specialmente alla pellagra (1859), "Progressi della questione della pellagra dopo il 1854 in Italia e Francia" (1870), "La pellagra in provincia di Brescia" (1879), "Contributo all'etiologia della pellagra" (1870), "Di qualche provvedimento contro la pellagra" (1882). Né si accontentò degli studi ma promosse una serie di iniziative (Locande sanitarie, commissioni di studio, ecc.) per combattere la malattia. Instancabile indagatore di fenomeni studiò anche altri argomenti come le acque minerali della Valtellina ("Sulle fonti minerali e termali della Valtellina", 1838), la torba ("Sulla torba nella provincia di Brescia", 1842), ("Sulla legatura delle grandi arterie del corpo umano", 1840), "Sulla frequenza di avvelenamento per funghi ed un pensiero sui mezzi per prevenirli" (1843), sul colera ("Relazione di fatti comprovanti l'indole contagiosa del colera, occorsi alla provincia di Brescia l'anno 1849" e "Studi sulla profilassi e cura del colera", 1873), e sui folli ("Gli esperimenti sui folli", 1873). La maggior parte di questi studi furono oggetto di comunicazioni all'Ateneo di Brescia. Nel 1866 fu anche vicepresidente del Comitato provinciale per l'assistenza ai feriti di guerra e in seguito membro di diverse commissioni.