BAGNOLO MELLA

BAGNOLO MELLA

Grossa borgata sulla strada Brescia-Cremona a 13 Km. da Brescia, 86 m.s.l.m. Superficie comunale Kmq 30,77, ab. (1493) 1450; (1609) 2525; (1727) 2513; (1803) 2644; (1952) 9650; (1961) 9602; (1970) 10253; popolazione attiva: 3728.

Il nome di Bagnolo in latino Balneolum e nel latino medievale Bagnolum, può derivare da Balneum (bagno) o da Bagnolum, località paludosa e ricca d'acqua come è in verità il territorio bagnolese.

Bagnolo Mella: Panorama

Cenni storici

Vi ebbe luogo una terramare preistorica, sul cui territorio si sviluppò un vasto pago romano, comprendente un vicus (Movico cioè vicus Magonis) e parecchi fondi. Molte le iscrizioni romane trovate sul territorio. Al pago si sostituì la pieve cristiana, cui si aggiunse poi un castrum "castello" (in località oggi chiamata Castelvecchio) a difesa dalle invasioni barbariche ed infine una corte feudale che fu per lungo tempo dei Vescovi di Brescia e che da essa ebbero titolo di Conti di Bagnolo. Vi ebbero ampie proprietà il Monastero di S.Giulia ed infine numerose famiglie di vassalli e feudatari come Confalonieri, Calini, Avogadro, Sala, Bornati, ecc. Il castello fu conquistato nel 1167 dal Barbarossa. Dopo crisi profonde e continui passaggi di eserciti la grossa borgata, divenuta quasi deserta, riprese vigore e si fortificò in comunità con propri statuti. Il suo territorio viene ivi percorso da capitani di ventura. Ma nello stesso tempo diventò anche una comunità ben organizzata con statuti propri e capace di far fronte anche allo stesso Vescovo col quale fu in diatriba. Pur essendo passato nel 1426 sotto Venezia, il vecchio castello continuò per alcuni decenni fino al 1449 ad essere preso di mira da eserciti di passaggio fra cui quello di Nicolò Piccinino (1438), di Vitaliano del Friuli (1440), per difendersi dai quali nel 1452 veniva costruito un nuovo castello. Finalmente il 7 agosto 1484 in località Chiaviche (ora in territorio di Poncarale) fu firmata la pace fra la Lega dei Milanesi, Gonzaga, Bolognesi, ecc., e la Repubblica di Venezia.

Durante i lunghi secoli di dominio veneto, il Comune si diede, nel 1553, nuovi statuti e si sviluppò nel settore edilizio. La stessa vita religiosa si arricchì di discipline, di chiese fra cui rinomato è il santuario della Stella (sorto in seguito alla apparizione della B.V. ad una ragazza del paese il 10 luglio 1491), e l'attuale parrocchiale iniziata nel 1615 e terminata nel 1651. Per l'assistenza pubblica, erano nati in tempi antichissimi il "Consorzio dei Poveri", trasformatosi poi in "Monte Grano", e nel 1570 il nuovo "Monte di Pietà", ricco di legati fra cui notevole quello di Achille Pedrocca. Nei secoli XVI e XVIII Bagnolo vide lo sviluppo edilizio più deciso. Specie lungo la strada Brescia-Cremona andò sorgendo un nuovo e signorile quartiere del paese, con nuovi palazzi e belle case di artigiani e commercianti. I palazzi Febbrari-Ravasio, Rovetta, Moro-Bianchetti, Bertoglio, Falcina-Nassa, Ferrante Cominetti, che ospitò re Umberto I durante le grosse manovre, coi loro giardini e parchi costituiscono un quartiere aristocratico che va sempre più allargandosi con nuove strade e nuove ville modernissime, in modo che intorno al santuario della Stella e in altre località sono venuti nuovi e sempre più vasti quartieri. Nel medesimo tempo (secoli XVI - XVIII) Bagnolo vide sorgere, oltre il monumentale palazzo Avogadro sul Dosso, vari altri palazzi signorili che ne sono un singolare ornamento, anche se alcuni hanno subito manomissioni e ingiurie dal tempo e dagli uomini. Sono i palazzi Tinti-Renica, nob. Brunelli (la Filanda), Morari, Pedrocca - Bianchetti, Cazzago-Mazzola, Viviani, Mazzola (La Camera), la palazzina Triberti-Lanzani, e nella campagna il palazzo dei conti Gambara alla Rosa, il Castello dei Martinengo al Canello, la villa già Fè-Guarnieri alle Ferramonde, e altre case signorili che restano, malgrado le deturpazioni, testimonianze del buon gusto aristocratico dei loro costruttori.

Con la Repubblica Cisalpina (1798) Bagnolo venne aggregato al V Distretto "del Monte" che ha come capoluogo Capriano del Colle mentre il Governo austriaco (1814) lo vide sede del I Distretto II Cantone del Dipartimento del Mella. I primi moti risorgimentali trovarono risposta nei Febbrari e in pochi altri e fu Pietro Febbrari a far erigere nel 1848 le barricate per impedire il passaggio delle truppe austriache, sfuggendo poi all'arresto. Le Dieci Giornate videro il sacrificio di quattro bagnolesi (Antonio Brianza, Giulio Botticini, Paolo e Carlo Bellegrandi). Altri bagnolesi seguirono più tardi Garibaldi. Più sicuro il cammino di Bagnolo nel periodo dell'unità d'Italia grazie anche alla costruzione nel 1865 della linea ferroviaria Brescia-Cremona e nel 1914 della Ostiano-Gambara, la costruzione di una cooperativa di concimi, di un Consorzio Agrario, di industrie casearie, di fornaci. Vivaci anche le lotte politiche (fra liberali zanardelliani, cattolici e socialisti), e sindacali (per i patti agrari dall'inizio del secolo in poi), animato di violenze e di contrasti il sorgere del fascismo, tragico il suo spegnersi negli anni 1943-1945 a causa di bombardamenti (quello del 23 dicembre 1944 mieté sedici vittime), per l'audace azione di partigiani nell'assalto alla ferriera (con la morte di Giuseppe Serramondi) ed alcuni fatti gravi che si susseguirono alla sua caduta. Ma anche sicura la ripresa economica e specialmente l'espansione dell'industria con la ferriera, i calzifici, ecc. Dal 1861 in poi fu più spedita la diffusione dell'istruzione (le scuole vengono costruite nel 1892) e l'assistenza pubblica con l'Ospedale (eretto in Ente Morale nel 1902), la locanda sanitaria per pellagrosi (1882) mentre grazie al lascito di Girolamo Chiodi veniva fondata una Scuola agraria a lui intitolata. Per la gioventù venivano aperti grandiosi oratori, femminile e maschile.

Uomini illustri

Lantelmo da Bagnolo (sec. XIII) nominato fra i sapientes del comune di Brescia; Camillo Avogadro (sec. XVI) condottiero della Repubblica veneta; Vincenzo Foppa (1428-1516), sia pure in modo dubitativo ritenuto Bagnolese; Febbrari Pietro (1809-1884), letterato e poeta; Giovanni Renica (sec. XIX) pittore; Mons. Paolo Guerrini (1880-1960) illustre storiografo. Monumenti artistici e storici - Fra i monumenti storici ed artistici di maggior rilievo sono il Santuario della Madonna della Stella costruito nel 1600 su una vecchia disciplina del 1491 in seguito ad una apparizione che la Vergine avrebbe fatto ad una umile contadina, Caterina dall'Olmo. Nel Santuario si trova il bel gruppo statuario della Deposizione, opera del Bertanza. La Chiesa parrocchiale (1615-1652) é ricca di notevoli soase e altari in marmo e in legno, di pale d'altare fra cui quella della Visitazione del Franceschini di Bologna ed altre di Bernardino Gandino, di P.Ricchi, di Tommaso Bona, di Sante Cattaneo e di affreschi e decorazioni attribuiti a Pietro Scalvini e completati più tardi da Cresseri e da Vittorio Trainini. Il Palazzo Avogadro, costruito nel 1540 da Camillo Avogadro con affreschi di Lattanzio Gambara, oggi rimessi sempre più in luce. La Camera, edificio di puro stile cinquecentesco edificato da Gerolamo Viviani, grosso fornitore dell'esercito veneto; Palazzo Brunelli edificato alla fine del '600 e poi adibito a scuola e ad altri usi. Il Cannello, sorto verso la metà del '500 ad opera di Costantino Ganassoni sulle rovine di una corte longobarda e passato poi a Martinengo, ha saloni dipinti da Sebastiano Aragonese e da Lattanzio Gambara. Il monumento ai Caduti progettato dall'ing. Albertini ed eseguito dallo scultore Magoni fu considerato a lungo uno dei migliori della provincia.

Economia

Il territorio è fertile e produce cereali e foraggi. Sviluppato l'allevamento del bestiame. Ma l'economia agricola è andata sempre più completandosi da attività industriali e commerciali. Negli ultimi decenni oltre a piccoli calzifici (Facenti, Rizzi, Bianchetti), segherie, caseifici, ecc, una fabbrica di concimi del Consorzio Provinciale, uno stabilimento di ferro leghe, l'ITALGHISA, con molti operai e piccole fonderie.

Arcipreti: Stefano (sec.XIII), Guglielmo (1274), Giacomo da Nuvolera (1310), Giovanni da Pomario (1375-1382), Angelo da Orvieto (1382), Davide Rantini di Chiari (1455), Giovanni da Treviso (1456-1457), Giacomo Moreschini da Gromo (1457-1483), Francesco Balbi da Venezia (1484 - 1509?), Cardinale Bernardo Bibbiena (1509? -1520), Basilio Bontempi di Paderno, usurpatore (1512-1514), Manfredino Mambrini, usurpatore o vicario, Giovanni Leccani di Lodi (1546-1580), Domenico Vesponi di Bagnolo (1566-1597), Simone Forlani da Clès (1597-1599), Antonio Nobili (1599-1601), Girolamo Merici di Brescia (1601-1603), Angelo Pilotti di Bagnolo (1603-1608), Rizzardo Capitanio di Bagnolo (1609-1631), Sebastiano Maffei di Botticino S. (1642-1661), Giulio Maria Camplani di Brescia (1684-1713), Gianfrancesco Butturini di Salò (1716-1726), Benedetto Perugini di Nuvolera (1726-1781), Giovanni Antonio Pisani di Bienno (1782-1786), Marco Magnoli di Piandiborno (1787-1790), Carlo Vezzoli di Villa d'Erbusco (1790-1817); Francesco Pievani di Piancamuno (1818-1836), Luigi Della Torre di Pralboino (1836-1861), Antonio Tonolini di Brescia (1862-1873 ), Lorenzo Gervasi di Bagnolo (1873-1892), Mons. Francesco Masserdotti di Volta Bresciana (1892-1906), Enrico Manfredi di Pavone M. (1906-1926), Mons. Ferruccio Scalmana (1926-1957), Mons. Ugo Baccaglioni (1957).

Sindaci: Febbrari Cav. Pietro (1861-'66); Cominetti Francesco (1868-'68); Moro nob. Gerolamo (1869-'73); Febbrari cav. Pietro(1873-1874); Rovetta Giovanni (1875-'79); Valzorio Girolamo (1880-'85) ; Mazzola nob. Alessandro f.f. (1885-'86); Tinti Innocenzo (1887-'90); Tavella cav. Luigi (1891-'93); Tadini Francesco (1893-'94); Morari nob. Flaminio (1895-1909); Colosio cav. Daniele f.f. (1909); Febbrari Antonio (1910-'13); Tadini Marco (1914-'20); Martinoni cav. Pietro commissario (1920); Piazza Edgardo (1921-'22); Bagantini rag. Bruno commissario (1922); Nassa Giacomo (1923-'26); Tinti Annibale, Fegro Pietro, Nassa Carlo, Bandera Giuseppe, Donati avv. Albino (1945), Olivari Eugenio (1947), Olivari Gino (1951); Lanzani cav. Cesare (1955); Longhi Angelo (1970); Liguori dott. Raffaele (1971), Donati geom. Franco (1973).

Chi scrive

Sandro Guerini

Giambattista Lanzani