BADIA

BADIA

Caseggiati (ex Convento) con chiesa, sullo sperone meridionale del Colle detto di S.Anna ad O di Brescia. Si distingue una Badia alta (m. 156) e bassa. Lo stesso nome, per il fatto di essere con tutta probabilità proprietà di Badie (Leno, S.Eufemia, ecc.) è rimasto a case coloniche (di Calvisano), cascine (di Montichiari, di Serle, Macesina di Bedizzole), fienili (Cadignano) e soprattutto ad una frazione di Provezze (m. 277). Il nome è la evidente contrazione di Abbazia, usato anche altrove (a Leno, Coniolo, Lugana, ecc.). Anche la denominazione della Badia di Brescia deriva dall'esistenza sul versante occidentale della collina di S.Anna di una vera e propria abbazia detta di S.Gervasio e Protasio della Mella o "de ultra Mellam", cioè al di là del Mella. Fu fondata da Arnolfo de Salis sul principio del sec. XII (1107 o 1112) con una ricca dotazione di campi e di case rustiche situate nel territorio di Cellatica e di Ospitaletto fatta da Alberico dei Sala (de Salis), ricco signore di stirpe feudale. L'abate Manfredi di Brescia in un Ritmo latino di memorie storiche del suo ordine la definisce "gemma nobilissima di monaci". Dal monastero infatti uscirono religiosi che fondarono altri monasteri a Verona (SS.Trinità), a Gratosoglio (due monasteri), S.Carpoforo, S.Vigilio di Lugana. Nella badia passò gli ultimi anni il vescovo Arimanno e forse vi fu educato nella prima giovinezza Arnaldo prima di passare alla scuola d'Abelardo. La Badia seguì poi la sorte comune di quasi tutti i monasteri: lentamente decadde, finché sulla fine del '400 fu data in commenda a nobili prelati veneziani - fra essi anche a S.Gregorio Barbarigo - e in extremis ai due cardinali bresciani Lodovico Calini e Giovanni Andrea Archetti. Soppressa e indemaniata, venne acquistata a poco prezzo, coi fondi della Mandolossa e dell'Ospitaletto, dai conti Gambara di Verolanuova, dai quali passò per eredità ai conti Brandolini Rota di Treviso e ai conti Zoppola. Il nome di Badia è passato poi a tutta la zona circostante e al villaggio sorto di recente per iniziativa della Cooperativa "La Famiglia". La costruzione del villaggio fu decisa da nove promotori la sera del 10 dicembre 1954 con la costituzione di un'apposita Cooperativa promossa da P.Ottorino Marcolini e dal dott. Guido Bollani. Il primo laterizio fu benedetto il 27 marzo 1955 dal vescovo mons. Tredici e le prime case consegnate dopo pochi mesi. Ne furono progettisti gli ingegneri Pierluigi e Federico Buizza e Paolo Peroni. In dicembre erano già pronti 173 alloggi, cui ne seguirono altri fino ai 1045 (su 550 mila metri quadrati per una spesa di 2 miliardi) del 1967. La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Rosario venne eretta su progetto di mons. arch. Enrico Villa nel 1958 ed inaugurata lo stesso anno. E' a croce greca su una superficie di 780 mq. ed è stata decorata con una pala-mosaico di Oscar Di Prata e da affreschi di V.Trainini. Primo parroco: don Carlo Pacetti.