ALMICI Giovambattista
ALMICI Giovambattista
(Coccaglio, 17 gennaio 1717 - Brescia, 14 luglio 1793). Addottoratosi in legge a Padova, fu, nel 1751, vicario del podestà di Crema (conte Silvio Martinengo) e poi del podestà di Valcamonica. Dal 1738 studiò viaggiando in Italia. Orientato verso le idee illuministiche e razionalistiche cercò di fare opera di mediazione tra queste e la cultura cattolica, rielaborando "Il Diritto della Natura e delle Genti" del Pufendorf, e traducendo opere di Grozio e Montesquieu. Fu anche orientato verso l'empirismo di Locke, come dimostrano le "Osservazioni sopra il libro del signor Elvezio, intitolato "Lo Spirito" (Brescia, 1766). Tra le sue opere oltre all" Elogio storico del p. Almici Camillo" (Venezia 1783), suo fratello, si ricordano "Saggio sopra la Ragione umana" (Venezia 1750), "Della conoscenza di se stesso" (Venezia 1767), "Institutiones iuris naturae et gentium" (Brescia 1768).