ALFIANELLO
ALFIANELLO
Paese all'estremo lembo della pianura bresciana, sulla sponda destra del fiume Oglio, a cavallo della strada Francesca. A 53 metri s.l.m., 34 Km. da Brescia, con sup. com. 13,06 Kmq. Abitanti: 2113 (1951), 2658 (1961), 2161 (1971). Pop. att. 798 (agr. 225, altre attività, 573). Centri abitati: Campagnole Sopra. Cascine: Mandolina, Parroco e Bruciato. Fienili: Bianco, Crotti, d'Oglio, Sera. L'abitato è compreso fra le seriole Luzzaga e Mandregola e si dispone intorno alle due vie principali del paese. Il nome del paese è il diminutivo di Alfiano, paese cremonese che gli sta di fronte sull'altra sponda dell'Oglio. I due centri forse prima uniti in un solo fondo di certo Alfius, romano, da un porto di barche o bina, passarono poi in proprietà di un funzionario longobardo, certo Gisulgo "strator", sovrintendente alle strade pubbliche ed infine, per vendita, dal 759 al 769, al monastero di s.Giulia di Brescia. Religiosamente appartenne alla pieve di s.Andrea di Pontevico, separandosi da essa nel sec. XV e costituendosi in parrocchia. La proprietà terriera andò suddividendosi tra le famiglie Gambara, Avogadro, Longhena, Luzzago, Pavoni, Crotti, Geroldi, ecc, che vi costruirono belle case signorili. Nel XIII sorgeva un piccolo castello rurale ove nel 1267 vi si rifugiarono i ghibellini dopo le sconfitte di Corradino di Svevia. Dopo aver giurato fedeltà a Venezia nel 1447, fu saccheggiato dai Visconti. Nell'ottobre 1453 vi sostò Renato d'Angiò. Dell'antico castello sussiste la torre d'ingresso trasformata in torre campanaria.
Nella chiesa parrocchiale, costruita sulla fine del 1600 e prolungata nel 1893, sono da rilevare la pala dell'altare maggiore (ss.Ippolito e Cassiano) forse del Paglia, una "Circoncisione" del Bonomi e "s.Antonio abate" del Gandino. La chiesa di s.Giovanni, anteriore al sec. XVI, recentemente restaurata, contiene una buona tela di ignoto della seconda metà del 500 (Madonna con s.Giovanni e s.Zeno), una "Madonna del Rosario" del Bagnadore, ed una tela della metà del '700 raffigurante s.Angela Merici. Distrutta è l'antichissima chiesa di s.Zeno sulla strada per Seniga. In s.Rocco vi sono affreschi della fine del '400. Frequentato è il santuario del Gavatino dedicato alla Madonna di Caravaggio. Sorge sull'antico Lazzaretto e ha sostituito una chiesetta dedicata a s.Gottardo. La costruzione dell'attuale chiesa è attribuita al ven.Luzzago.
I fertili terreni hanno dato vita ad un'agricoltura ricca di cereali, di foraggi, di bestiame. Fino a qualche anno fa, ebbe rilievo la coltivazione del lino. Ancora in sviluppo la bachicoltura. Fece gran rumore nel 1885 la caduta di un asteroide di due quintali. Nel 1728 fu celebre una visionaria, Lucrezia Gambara, rivelatasi poi un'isterica e sconfessata dall'autorità ecclesiastica. Tra i personaggi illustri sono da ricordare il musicista don Pietro Gnocchi (v.) e p.Francesco Cabrini (v.). Vi ebbero proprietà e soggiornarono il ven.Alessandro Luzzago (v.) e il ven.Ludovico Pavoni (v.).