RUGBY

RUGBY

Apparso in Italia verso il 1910, ricomparso a Milano verso il 1927, il rugby è portato a Brescia da una troupe di tecnici inglesi che lavoravano alla Tempini. Il 31 dicembre 1927 Brescia ospita al campo sportivo comunale, davanti ad un pubblico incuriosito, uno dei primi incontri internazionali: S.C.I. (Sport Club Italia) di Milano e P.U.C. (Paris Université Club) di Parigi, un incontro di propaganda che accoglie adesione e consensi. Si forma un gruppetto entusiasta di giovani e il 22 gennaio 1928 si disputa la prima partita ufficiale tra le camicie nere della XV Legione Leonessa d'Italia di Brescia e lo Sport Club Milano che si aggiudica l'incontro (30-3). La prima squadra bresciana di rugby è quindi inquadrata nei ranghi della XV Legione della Milizia, della quale porta il nome. Ne sono promotori Enrico e Franco Spedini, Duilio Prata, Uberto Modonesi, Santo Bruni. A Brescia il rugby incontra subito estimatori e praticanti, godendo dell'attenzione e del consenso del Partito Nazionale Fascista (P.N.F.) per il gioco gagliardo, anche se un po' rude, per la robustezza fisica, per "l'impareggiabile bellezza" e "il grande valore sociale", rispondendo come sport alle "odierne esigenze di educazione virile". Nel 1928 vengono effettuate partite di propaganda allo stadio comunale e ricorrono frequentemente su "Il popolo di Brescia" articoli di presentazione del gioco, della tecnica e della sua bellezza "maschia" esaltata in particolare da Augusto Turati che lo definisce "il nostro sport" e gli preconizza un sicuro avvenire. Già è nata, nel 1928, la Federazione Italiana Rugby (F.I.R.) che verrà poi soppressa per motivi politici e ripristinata in breve tempo come F.I.P.O. (Federazione Italiana Palla Ovale) per poi ritornare dopo pochi mesi ancora F.I.R. Nonostante il tentativo di ostacolarne la divulgazione perché sport anglosassone, il rugby conta ormai tra gli appassionati non poche autorità politico-sportive che vedono in esso uno "sport da combattimento" che suscita entusiasmo e divertimento. Fra le squadre iscritte al I campionato italiano di rugby, che ha inizio domenica 12 febbraio 1929, compare la XV Legione Leonessa d'Italia, composta soprattutto da ginnasti e da praticanti l'atletica, reclutati perché forti e allenati. I rugbisti bresciani si allenano e giocano al campo militare. Capitano della squadra è Enrico Marchesi; tra i migliori giocatori: Uberto Modonesi, Santo Bruni, Duilio Prata ed i fratelli Enrico e Franco Spedini. Due giocatori bresciani, Uberto Modonesi e Giovanni Dora, vengono subito inclusi nella nazionale italiana che disputa la prima partita ufficiale a Barcellona il 25 maggio 1929. Ferruccio Migliorati, dirigente ed arbitro, è richiesto come accompagnatore della nazionale.


Nel settembre 1930 "Il popolo sportivo" annuncia la costituzione a Brescia del Rugby Club Leonessa con sede presso la palestra di via Grazie, continuazione del glorioso, forte gruppo della XV Legione M.V.S.N. Nel 1932 si organizza una formazione giovanile universitaria che disputa i littoriali dello sport riservati ai G.U.F. e nell'anno successivo partecipa al campionato italiano. Nel 1934-35 tra i componenti la prima formazione vi sono: Crescini, Giuseppe Maranesi, Ceresoli, Scovati, Antonio Celaia, Botti, Moreschi, Pino Curati, Gennari, Angiolino Rocchelli, Pionelli, Zenucchini, Piccini. Allenatore: Santo Bruni, massaggiatore: Campanelli. La divisa è la consueta casacca nera. Memorabili sono le sfide al campo "Giuriati" con l'Amatori di Milano. Nel 1937, nell'ambito della riorganizzazione delle attività giovanili del regime, i giovani vengono inquadrati nella G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio): la XV Legione cambia nome e diventa G.I.L. Brescia. Nel 1938 13 squadre, fra le quali quella bresciana, partecipano al campionato italiano della G.I.L., suddiviso in zone, e viene organizzato il primo corso per arbitri e per allenatori al quale partecipano i bresciani Ferruccio Migliorati e Franco Spedini. In quegli anni, che vedono lo strapotere della squadra milanese dell'Amatori, la squadra bresciana alterna risultati positivi a risultati negativi; allenatore e animatore ne è Santo Bruni. Tra i giocatori di maggior spicco: Angiolino Rocchelli, Rolando "Trulli" Squassina, Aldo Pavoni, Savoldi, Gennari, Franco Paroletti, Pino Curati. Rocchelli e Pavoni sono chiamati anche a giocare nell'Amatori Milano. Dirigenti appassionati sono Gino Franchi, Paride Gnutti, Emidio Di Fiore.


Dopo la tragica parentesi della guerra che vede perire sui campi di battaglia i giocatori Franco Paroletti, Mario Dovati, Attilio Ceresoli, Guglielmo Cresseri, si riaccende l'entusiasmo e nel 1946 il Rugby Brescia viene ricostituito, promosso dal Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) Brescia (del quale è direttore tecnico provinciale dal 1946 al 1949 e dal 1951 al 1953 Aldo Invernici), col nome C.S.I. Rugby Brescia e partecipa, dal 24 novembre 1946, al Campionato Italiano di promozione. Allenatore è Antonio Celaia, ex giocatore della G.I.L., che sarà poi per anni segretario della F.I.R.; mutano anche i colori sociali negli attuali colori bianco-azzurri. In quegli anni il Brescia si comporta in maniera onorevole durante i vari campionati, ma senza mai raggiungere le prime posizioni. Si disputano anche incontri con squadre francesi. Già dal 1945 padre Narciso Barlera nella palestra dell'Istituto Bonsignori di Remedello fa praticare anche il rugby e nel 1951 la squadra degli "agrari" dell'Istituto Bonsignori vince il campionato studentesco nazionale battendo nella finale per il titolo la squadra dei "geometri" dello stesso Istituto. Anche gli Artigianelli hanno una loro squadra. Nell'ottobre 1949 Aldo Invernici, Arturo Braga e Angiolino Rocchelli fondano l'Associazione Sportiva Rugby Brescia con sede sociale in piazza Duomo 7. Come ricorda Silvio Basso nel suo libro sul rugby bresciano, questi sono i componenti la squadra che gioca praticamente fino alla fine degli anni Cinquanta: Nenna, Squassina, Migliorati, Angelo Pedercini, Bruno Menta, Preseglio (el Negher), Pino Curati, Gianni Riccardi (uno dei giocatori più rappresentativi del Rugby Brescia), Sottini, Carlini, Piccini, Bernardelli, Angiolino Rocchelli, Fontana e Giordano Zenucchini, cui si aggiunsero Fagioli, Gianni Zilioli, Turcato, Taveggia, Arturo Braga, Zentilini, Zorat, Cocconcelli, Raza, Spadoni. Si allenano a Campo Marte sotto la guida di Aldo Invernici che trasforma il Rugby Brescia in una squadra preparata e compatta. La società è presieduta da Francesco Folonari. Dal 1952 su suggerimento del prof. Invernici si crea una leva giovanile che nel 1956-57 partecipa al Campionato italiano under 19 allora chiamato Coppa Cicogna. I ragazzi si allenano sul campetto Arici di via Berardo Maggi o presso l'Istituto Artigianelli. Anche l'oratorio della Pavoniana e l'Istituto Piamarta di via Cremona diventano fucine di giovani rugbisti. Da questo affollato vivaio escono ottimi giocatori come Giancarlo Moreschi ("Barula"), Giorgio e Roberto Bruni (figli di Santo Bruni), Marcello Riboldi, Roberto Formigoni, Angelo Valseriati, Pietro Furlani, Renato Teotti, Giulio Bordogni, "Cochi" Modonesi. Nel 1957-58 la formazione giovanile bresciana, sotto la guida di Tranquillo Fontana, vince il titolo di campione d'Italia; la prima squadra, che milita in serie A, è affidata da quell'anno e fino al 1960 ad Angiolino Rocchelli, che diventerà poi allenatore della squadra dell'Istituto Artigianelli di Brescia. Sarà sostituito, nel Rugby Brescia, da Tranquillo Fontana e Gianni Del Bono e poi da Aldo Invernici. Alla presidenza del Rugby Brescia dopo Francesco Folonari si succedono Paride Gnutti e Silvano Antonini. Il Rugby Brescia si barcamena tra la serie A e la B fino al 1967 e partecipa alla Coppa Italia. In evidenza giocatori di valore come Gianni Del Bono, Lucio Avigo, Cochi Modonesi. Nel 1967 con Rossi allenatore la squadra bresciana riconquista la serie A. Il Comune concede per le partite di campionato, per tanti anni giocate al Rigamonti di Viale Piave, l'antistadio di Mompiano.


Nel 1964 altre squadre animano la realtà bresciana, oltre agli Artigianelli e al Bonsignori: il Desenzano, il Dulcis Mura, il Lumezzane. Negli anni Settanta si svolge anche il I° torneo notturno Città di Brescia con 6 squadre: Cidneo, Volta, Brixia, Lumezzane, Vittoria, Leonessa. Dal 1969 si assiste ad un continuo cambiamento di allenatori del Rugby Brescia: da Ugo Ranzetti a Lucio Avigo, a Zefirino Rossi, al gallese David Cornwall, a Beppe Vigasio, al gallese Roger Beard, al francese Poulain. La squadra alterna presenze in serie A con presenze in B. La società, improntata al più schietto dilettantismo e sempre sostenuta dalla generosità di alcuni appassionati, dalla stagione 1971/72 si accorda per il suo primo abbinamento commerciale, quello con la Columbia Assicurazioni. Rinvigorito dalla presenza del fortissimo gallese David Cornwall nel 1973 il Rugby Brescia ritorna definitivamente in A. Tra i giocatori più assidui, come ricorda Silvio Basso: Carlo Bianchi, Cornwall, Simonato, Basso, Facella, F. Del Bono, Colombi, Peretti, E. Moreschi, G.C. Moreschi, Geroldi, Roberto Pegoiani, Valseriati, Bruni, Vigasio, Mondini, Giuminelli, E. Preseglio, De Leonardis, Antonelli, Mario Grottolo, Lorenzotti, Lussignoli, Anni e poi Cornelio Ghio, Gino Pramotton, Salvatore Bonetti, Geroldi, Ettore Abbiati. Oltre allo scudetto della formazione giovanile, la squadra ha conquistato due secondi posti, ha esaltato atleti di casa nostra come Abbiati, Bonetti, per anni capitano della nazionale, Modonesi e grandi stranieri come David Cornwall, prima e Robin Williams, poi. Terminata al 4° posto in A nella stagione 73/74, alla squadra elencata si aggiungono i giocatori Marco Bollesan, Caluzzi, Selvaggio, Paoletti e il gallese Collins.


Nella stagione 1974/75 il Concordia Rugby Brescia allenato da Cornwall, esonerato a tre quarti di campionato e sostituito da Beppe Vigasio, sorpassa la squadra dell'Aquila battendola sul campo di via Collebeato, vince a Roma con l'Algida e conquista lo scudetto: è campione d'Italia ed è il primo scudetto tricolore di tutta la storia sportiva bresciana. Come ricorda Silvio Basso gli atleti che hanno giocato più frequentemente in quella vittoriosa stagione sono: Paoletti, Spagnoli, Abbiati, Bianchi, Fedrigo, Colombi, Bonetti, F. Del Bono, Bollesan, Collins, Cornwall, Apollonio, Modonesi, Houraine, Ambrosini, Scola, Antonelli. Dirigenti dello scudetto: Silvano Antonini, presidente, e poi Massimo Braga, Graziano e Paride Belleri, Lorenzo Bonomi. Nella stagione 1975/76, la squadra, sponsorizzata dalla bresciana ditta Whürer, rafforzata dalla presenza del gallese Robin Williams e dell'inglese Andy Ripley, allenata dal gallese Roger Beard, si classifica seconda, perdendo lo scudetto sul proprio campo contro la Sanson Rovigo.


Durante una partita di campionato scalpore suscita lo sciopero dei giocatori bresciani che al campo "Giuriati" di Milano, salutato il pubblico, escono senza giocare in segno di solidarietà ad un compagno detenuto per 40 giorni con l'accusa di aver morso volontariamente un avversario durante un precedente incontro. Dopo la conquista dello scudetto la squadra precipita in una crisi dirigenziale: Silvano Antonini abbandona la squadra. Si susseguono presidenti (Mauro Stefana, Mario Ruggeri, Massimo Braga, Piergiuseppe Braga), allenatori (Robert Poulain, francese, Ion Pintea, rumeno) e sponsor (Cidneo, Italcase). Nel 1982 a Roma, sette anni dopo lo scudetto, il Rugby Brescia Italcase retrocede in serie B dilapidando, come è stato scritto, "un capitale tecnico e di attenzione di pubblico e di critica". I migliori giocatori si trasferiscono a Milano. La discesa in B della squadra cittadina coincide con la miglior crescita del movimento rugbistico provinciale in fase di grande ascesa, per aver puntato anche su squadrette scolastiche. Nell'83-84 ci sono squadre a Botticino, Borgo Poncarale, Calvisano, Lumezzane, Rovato, Ospitaletto, Roncadelle, Chiari, Leno, Concesio, Manerbio, oltre alle squadre cittadine del Rugby Brescia Cidneo e del Brescia Rugby Club. Nel 1983 il Rugby Brescia Cidneo, allenato da Elvio Simonato e presieduto da Lorenzo Bonomi, ritorna in A; nella stagione successiva l'Icomatic Brescia raggiunge la poule scudetto. Nel 1983 Brescia e provincia avevano due squadre (Brescia e Calvisano) in A, una (Lumezzane) in B e tante in C/1 e C/2. Nel 1986 si assiste ad un grande scontro per la permanenza in serie A tra il Brunelleschi Brescia e il Doko Calvisano; lo spareggio è vinto dal Brescia. Migliori giocatori bresciani di quegli anni: Walter Castellini e Massimo Bonomi. Negli anni successivi il Rugby Brescia milita prevalentemente in A/2; in evidenza è il giocatore Stefano Boccazzi. Nel 1998 si discute sulla creazione a Brescia di un club di punta, ottenuto dalla fusione del Rugby Brescia col Rugby Calvisano in grado di progettare la conquista dello scudetto, nella convinzione che solo la squadra di tutta la provincia può essere appetibile per gli sponsor e bacino di utenza sufficiente per il pubblico. Nel 1998 in Brescia e provincia vi sono tre squadre in serie A (Fly Flot Amatori Calvisano in A1, Fast Net Brescia e Pagani Rovato in A2) e una in B (Metra Botticino).


IN PROVINCIA. RUGBY LUMEZZANE: fondato nel 1964 dal prof. Bruno Menta, insegnante di lingue straniere presso il locale Cfp, con la collaborazione di Ottorino e Flaviano Bugatti e di Angelo Ghidini. Ottorino Bugatti, che giocò fino al 1974, dal 1968 è anche presidente della squadra. Il rugby Car.El Lumezzane, allenato da Oliviero Geroldi, fu promosso in B nel 1982 e vi rimase per quattro anni consecutivi. Ha poi sempre militato in C/1. Sempre molto curato il vivaio giovanile, con propaganda anche nelle medie valgobbine, che ha visto la nascita della promettente formazione della scuola media Terzi Lana di S. Apollonio, che ha conseguito risultati prestigiosi in campo nazionale. Dal 1986 il Rugby Lumezzane organizza il Trofeo Bruno Menta, manifestazione interregionale per società under 9, 11, 13 anni. Colori sociali: rossoblu. Il campo di gioco è quello del Rossaghe. Dal 1984 è stato presentato il progetto per la realizzazione di un nuovo campo di gioco in val de Put a S. Apollonio, in un'area ricavata da una vecchia discarica di rifiuti bonificata. Un contenzioso in corso ha finora precluso l'utilizzo di tale area.


RUGBY CALVISANO: fondato il 17 ottobre 1970. Alcuni studenti tra i quali Alfredo Gavazzi e Gianluigi Vaccari sono stati i pionieri del rugby a Calvisano: loro hanno iniziato a praticarlo su un campetto attraversato dai fili della luce. Eccezionale lo sviluppo della società che in una decina d'anni ha raggiunto la serie A. Nel 1982 i gialloneri del Rugby Vigasio Calvisano, sponsorizzato da Giuseppe Vigasio, vengono promossi in serie A. Allenatore è Robin Williams, presidente Lorenzo Bonomi, che contemporaneamente è anche general manager dell'Italcase Brescia in serie A. Da allora il Rugby Calvisano potenzia il settore giovanile. La prima squadra alterna militanza in serie A/1 con militanza in serie A/2. Si susseguono allenatori (Henry Coupon, Ugo Pierato, Zola), presidenti (Gianluigi Vaccari, PierGiuseppe Braga, Beppe Vigasio), e sponsor (Spondilatte, Doko, Nutrilinea, Fly Flot). Tra i giocatori in grande evidenza Paolo Vaccari, diventato colonna portante della nazionale azzurra nel 1992. Vasto il vivaio con squadra riserve, under 19 nazionale, under 17 regionale, under 15 e notevole lavoro di incentivazione nelle scuole di Castenedolo, Gambara, Ghedi, Calvisano. I giovani iscritti sono circa 200. Nel settembre 1992 è stato inaugurato a Calvisano il nuovo stadio comunale, accanto al vecchio campo del S. Michele, complesso che comprende 3 campi di rugby, tribuna coperta e palazzina degli spogliatoi. RUGBY ROVATO: fondato nel 1976 con i giovani studenti del liceo di Rovato. Passato dalla serie D alla C/2 quindi alla C/1, nel 1987 il Rugby Rovato è promosso in B e vi milita per due anni. Poi è sempre protagonista dei campionati C/1. Notevole il vivaio giovanile con l'under 13, 15, 17, 19, che ha colto importanti successi in campo nazionale. I giovani iscritti sono circa 150. Nel marzo 1998 è stata approvata la costruzione di un nuovo campo di rugby a nord del Comune nei pressi dell'autostrada.


UNION RUGBY BOTTICINO: fondato nel 1976 è un club molto attivo anche a livello giovanile; nel 1998 milita come Metra Botticino in serie B.


RUGBY CHIARI: fondato nel 1980, dapprima partecipa a tornei studenteschi, poi gioca in C/2. Nel gennaio 1982 viene costruito il nuovo campo comunale (in sostituzione del vecchio campo di gioco del Castelmella) terminato nel 1983 con la costruzione della palazzina spogliatoi.


UNIONE PADANA RUGBY: fondata nel 1988 con il compito di divulgare il rugby nel mondo giovanile, scolastico in particolare. Svolge attività propagandistica nelle scuole. Ne fanno parte i paesi di Borgo Poncarale, Botticino, Calvisano, Gambara, Leno, Manerbio, Roncadelle. Simbolo del club: una foglia di platano. È affidata a tecnici come Zefirino Rossi, Donato Dal Doss. Ci sono poi società come il Rugby Club Fiumicello-Brescia che si dedica esclusivamente all'attività giovanile, cioè al rugby educativo coinvolgendo bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni; importante la partecipazione al Torneo di Treviso, vero e proprio campionato italiano per questi giovani. La Scuola Elementare Bagnolo Rugby è attiva dal 1991 con allievi dai 9 ai 15 anni. Allenatori: Alberto Vitali e Ugo Favalli. Interessante lo scambio di ospitalità con coetanei rugbisti francesi e inglesi. La Bassa Bresciana Rugby di Manerbio unifica gli sforzi per valorizzare la capacità di una novantina di atleti della Bassa. Il Rugby Sari Gussago è stato acquistato nel 1981 dalla RankPlast di Borgo Poncarale; gioca nel campo ricavato dal brolo di un palazzo secentesco. Nel 1996 è stato fondato il Rugby Bienno. Attiva è anche la squadra degli universitari bresciani, il CUS Brescia. C'è anche un campionato di rugby femminile che vede iscritta la squadra bresciana del Ghial Fiumicello.


Giocatori bresciani che hanno vestito la maglia della nazionale di rugby: Uberto Modonesi e Giovanni Dora (Italia-Spagna a Barcellona il 25 maggio 1929), Luciano Valtorta, Massimo Braga, Gianni Riccardi, Zefirino "Lillo" Rossi, Gian Maria Del Bono, Franco Zani, Lucio Avigo, Luciano "Cochi" Modonesi, Claudio Appiani, Salvatore Bonetti (capitano della nazionale), Donato Dal Doss, Sergio Appiani, Massimo Bonomi, Paolo Vaccari. Numerosi sono anche i giocatori non bresciani, ma che hanno militato in squadre bresciane e che hanno rivestito la maglia della nazionale. Folta la presenza di giocatori bresciani nelle diverse nazionali giovanili.


Hanno ricoperto incarichi nazionali a livello federale: Aldo Invernici (Brescia, 1920-1991), commissario tecnico unico per le squadre nazionali italiane A e B dal 1961 al 1964 e dal 1967 al 1970 e infine C.T. straordinario per Francia B-Italia nel 1971, presidente della Commissione Tecnica Federale della F.I.R. dal 1959 al 1971 e dal 1974 al 1977, vicepresidente della F.I.R.A. (Federation International Rugby Amateurs) dal 1966 al 1974, presidente della F.I.R. dal 1978 al 1984, presidente onorario F.I.R. dal 1985 alla morte; Gigi Orlandi, consigliere F.I.R. negli anni Sessanta; Massimo Braga, consigliere federale dal 1972 al 1978; Silvio Basso, giornalista e autore del libro "60 anni di rugby bianco azzurro", consigliere federale per due legislature; e poi Beppe Vigasio, Alfredo Gavazzi, Pagliarini. Angelo Pedercini (v.) è stato quotato arbitro internazionale di rugby.


Campi di gioco "cittadini": agli inizi il campo militare (Campo Marte); poi il "Rigamonti" di viale Piave; l'antistadio di Mompiano; nel 1982 due campi sull'area di Mompiano; il campo comunale di via Collebeato, intitolato a Bruno Menta nel 1977; il campo di via Oberdan; due campi comunali con spogliatoi e gradinate a S. Polo, inaugurati nel 1989 ed intitolati poi ad Aldo Invernici. Sul campo Arici di via Berardo Maggi giocavano le formazioni giovanili. Nel dicembre 1989, il Piano provinciale degli impianti sportivi della provincia di Brescia registrava 18 campi di rugby esistenti in Brescia e provincia.


Importanti incontri internazionali disputati a Brescia: Italia-Francia il 22 aprile 1962 e Italia-Francia il 19 febbraio 1989. Nel novembre 1998 l'incontro Italia-Argentina non si è potuto disputare a Brescia per l'indisponibilità del Brescia Calcio a far utilizzare il proprio campo. Nell'aprile 1997 presso la biblioteca di Lumezzane è stata esposta in mostra una collezione di cartoline, francobolli, annulli postali aventi per tema il rugby e la sua storia. A Calvisano, nella sede del Rugby Calvisano, vi è un piccolo museo allestito con cimeli (gagliardetti, medaglie, fotografie, cravatte, maglie, ecc.) raccolti dal prof. Aldo Invernici e donati dalla moglie Dori Invernici Pavoni.


Nel 1996 vi erano 19 società di rugby in Brescia e provincia affiliate alla F.I.R., di cui due in città: A.S. Rugby Brescia (1928) e E.S. Scuola Bottega (1995); e 17 in provincia: Rugby Roncadelle (1979), A.S. Rugby Manerbio (1976), S.E. Bagnolo Rugby (1995), U.S. Botticino Rugby (1976), Ospitaletto Centro Propaganda Rugby (1978), Fly Flot Rugby Calvisano (1970), A.S. Virgilio Rugby (di Calvisano), Gussago Rugby Club (1987), A.S. Rugby Leno (1982), D.D. Statale R. Leno (1995), Rugby Lumezzane (1964), G.S. Terzi Lana (di Lumezzane), Rugby Borgo Poncarale (1981), A.S. Rugby Rovato (1976), Rugby F. Chiari 1980 (1980), A.S. Bassa Bresciana (1995), S.E. Salvo D'Acquisto (1995). Totale praticanti: 1540, di cui 1380 agonisti e 160 dirigenti.