OPERA Pia dei Bresciani in Roma

OPERA Pia dei Bresciani in Roma

Ha tratto le sue origini dalla "Venerabile Confraternita dei S.S. Faustino e Giovita della Nazione Bresciana" (v. Confraternita dei Bresciani in Roma) fondata a Roma nel 1569 da cittadini bresciani residenti nella Città eterna, a vantaggio dei loro «connazionali», come venivano chiamati allora, che fossero in condizioni bisognose. La Venerabile Confraternita venne costituita in Opera Pia il 17 dicembre 1893 modificandone in parte lo statuto il 5 febbraio 1921. Scopo di quest'istituzione fu: «aiutare e proteggere i bresciani poveri che si trovano in Roma e assisterli ove lo creda opportuno, davanti alle autorità amministrative e giudiziarie dello Stato» promuovendo particolarmente i provvedimenti per l'assistenza e la tutela degli orfani e dei minorenni abbandonati, dei ciechi e dei sordomuti poveri, dei vecchi e degli inabili al lavoro. Inoltre si propose di aiutare i bresciani poveri che ad essa si rivolgervano per avere notizie, informazioni o consigli per i loro bisogni e specialmente nei rapporti con le famiglie ed i paesi di origine. In pratica l'Opera fissò nei suoi programmi tutela ed assistenza dei poveri; assistenza agli infermi, provvedendo a domicilio, oppure, secondo le necessità, collocandoli negli ospedali, ricoveri ed asili pubblici e privati., sussidi straordinari e assegni fissi a favore dei poveri incapaci di provvedere al loro sostentamento per l'età avanzata o per debolezza fisica e mentale; mantenimento ed educazione dei fanciulli orfani od abbandonati procurando di avviarli ad una professione; sussidi a donne povere durante il puerperio; sussidi alle famiglie povere soprattutto in particolari evenienze, quali gli infortuni, le morti ed altre sventure domestiche; aiuti da prestare agli operai quando si trovano disoccupati e favorirne il collocamento; cure marine per i bambini poveri che ne avessero bisogno; sussidi temporanei anche ad individui abili al lavoro quando si presenti una necessità derivante da condizioni o circostanze straordinarie. Di questi servizi godevano i nativi della provincia di Brescia, oppure originari di essa fino alla terza generazione, con residenza nella capitale. I fondi elargiti dall'opera pia sono costituiti dal ricavato di appartamenti riuniti in cinque corpi di fabbricato, tutti raggruppati nei dintorni fra le vie Giulia, dei Bresciani, del Gonfalone, Farnese, Campo dei Fiori. Parte di questi fabbricati, specialmente uno costruito nel 1932 quando fu Presidente dell'Opera Pia l'avvocato Luigi Tonni Bazza, è ancora in buono stato di conservazione; la maggior parte, invece, è ormai vetusta e necessita pertanto di continue e costose opere di manutenzione specie nei palazzi ai numeri civici 4, 6 e 8 di via dei Bresciani, al n. 11 di via Gonfalone, il palazzo che s'affaccia sul Lungotevere. Il 6 novembre 1969 venne celebrato con una particolare udienza di papa Paolo VI il IV centenario di Fondazione. Per l'occasione venne pubblicato un volume ad opera del conte G. L. Masetti Zannini e una medaglia commemorativa. Un decreto del 1977 minacciò di inglobare tutto il patrimonio dell'opera nel Comune di Roma, pericolo sventato perché l'ente è dichiarato a precipua attività educativa religiosa. Nel 1993, grazie alla Provincia di Brescia, si avviava un progetto di ristrutturazione dei numerosi immobili situati nel centro di Roma, nel rettangolo fra via Giulia, via dei Bresciani, via Gonfalone e Campo dei Fiori. I presidenti dell'Opera furono: Avv. Luigi Tonni Bazza (1925-1936), Dott. Saturno Corradini (1937-1940), Avv. Alessandro Piazzoni (1941-1948), Avv. Felice Gattamelata (1949-1954), Dott. ing. Luigi Longinotti (1955-2/7/1990), Avv. Giuseppe Morandini (agosto 1991). Il 16 febbraio 1992 venne presentato un progetto di riordinamento del patrimonio.