LEALI Luigi Spa

LEALI Luigi Spa

Acciaierie e fonderie costituite nel 1928 come piccola azienda artigiana da Luigi Leali, venne poi sviluppata dai figli Nicola (v.) e Dario, fino a coprire 25.000 mq. coperti con impianti d'avanguardia, occupando negli anni Settanta più di 400 dipendenti addetti a 3 forni di grandi dimensioni e due impianti di laminazione, per la produzione di tondi lisci e nervati di diametro minimo di 6 mm. a quello massimo di 40 mm., per il cemento armato e per altre utilizzazioni; una produzione qualificata, come dimostra il fatto che una elevata percentuale di essa (circa i due terzi) prese presto la via dell'estero per mercati notoriamente più esigenti di quelli interni. Dal complesso di razionali impianti venne derivato, quale prodotto finale, l'acciaio "Arex 44", ovvero il "Betonrippensthal", l'Acier crénelè", il "Deformed bar", cioè un acciaio di durezza naturale ad alto limite elastico, laminato in barre nervate la cui deformazione è conforme a quella del "Betonrippensthal III-a". Le caratteristiche meccaniche e chimiche di questo acciaio, unitamente alle tolleranze sul peso e sulla misura si attennero, di preferenza, alle norme DIN, mentre una serie di rigorosissimi collaudi venne subito effettuata su tutti questi acciai, soprattutto attraverso il controllo effettuato dal Politecnico di Milano, secondo i concetti della circolare n. 8.069 del 12 maggio 1971 emessa dal Ministero dei Lavori Pubblici.


La "Leali" iniziò presto la produzione di barre di lunghezze, misura e nervature diverse da quelle della normale produzione, beninteso tenendo conto delle esigenze connesse ai trasporti su strada cui la "Leali", come tutte le altre industrie di Odolo, è vincolata: tutti i diametri, da 6 a 40 mm., sono producibili dagli impianti della "Leali", mentre per le lunghezze è giocoforza adattarsi alle possibilità dei mezzi di trasporto. La Leali Luigi produsse inoltre acciai rispondenti alle norme BSS inglesi, alle norme ASTM americane, alle norme SIS svedesi, alle norme SIA svizzere. Accanto al "tondo liscio", al "tondo nervato", al "tondo L.C." e al "Fe E 42-45", al tondo a misure fisse su richiesta, vennero prodotti acciai di ogni genere, anche per materiali destinati a usi diversi dal cemento armato, come per esempio per lavori di forgiatura, stampaggio, lavorazioni meccaniche, ecc. La vasta produzione trovò soprattutto subito sbocco in Germania e, in genere, in Europa, Africa, Medio Oriente. La ditta fu presto associata alla "Süddeutsche Gueteschutzvereinigung Betonstahl", sottoposta all'alto controllo della "Technischen Hochschule" di Monaco di Baviera, che ne garantì la produzione nella qualità, nella forma e nelle tolleranze richieste dalle norme DIN per il "Betonrippenstahl III-a", iscritte nei complessi industriali approvati dalla "Lloyd's Register of Shipping" di Londra, ente internazionale di collaudo, ecc.


Nell'ottobre 1979 la società, che nel 1978 aveva fatturato più di 65 miliardi di lire, aumentava il capitale da 2,5 a 4,5 miliardi. Nel 1982 raggiungeva i 92 miliardi di fatturato e nel 1984 i 216 miliardi. Comprendeva tre stabilimenti siderurgici e tre società minori e cioè: in provincia di Trento, a Borgo Valsugana, possedeva il 50% della Acciaieria Valsugana Spa, capitale sociale 4,5 miliardi, una delle fabbriche fondate dall'imprenditore siderurgico di Nave Oscar Comini, recentemente scomparso; in Basilicata, la Leali ha il 50% della Siderpotenza, capitale sociale 4,5 miliardi; gli altri soci sono Lucchini e la Gepi. Nella bassa bresciana, a Ghedi, i Leali controllano la Las (Laminazione acciai speciali Spa) un piccolo laminatoio con una cinquantina di dipendenti. La Leali Spa controlla quindi al 100% la Leco-Jet srl di Milano e le Leali Deutschland di Monaco, mentre detiene il 20% della Trafer Tir srl di Odolo. L'acciaieria di Odolo nel 1984 aveva raggiunto da sola i 111 miliardi di fatturato.