LANTANA Giovanni Battista

LANTANA Giovanni Battista

(Brescia 1581-1627). Architetto, noto specialmente per il progetto del Duomo Nuovo di Brescia, elaborato nel 1603 e approvato con deliberazione del 22 dicembre dello stesso anno. Ottenuta l'approvazione al disegno, l'architetto propose ai deputati alla fabbrica e al Vescovo che il suo progetto, a pianta centrale, a tre campate con cupola e presbiterio, fosse sottoposto al giudizio dell'architetto Leone Bussi, presidente della Fabbrica del duomo di Milano. Questi fu a Brescia nel gennaio 1604 ed esaminò il progetto, assieme a Pietro Maria Bagnadore, lodandolo e suggerendo solo alcuni interventi particolari. Il 20 gennaio 1604, progetto e correzioni vennero approvati da tutte le autorità cittadine, presente il Vescovo dando mandato di eseguire l'opera. Solo nel 1611 in seguito a rilievi e a modificazioni suggerite da Ottavio Rossi che avevano fatto presa su parte della Commissione della fabbrica, il progetto venne in parte rimesso in discussione fino a quando alcuni deputati della Commissione stessa si opposero a tali modifiche. Per risolvere le controversie venne chiamato da Milano il barnabita p. Lorenzo Binago, architetto molto apprezzato, che approvò il progetto del Lantana con suggerimenti circa l'orientamento in lunghezza per cui il 22 maggio 1613 venne decisa la continuazione della fabbrica.


Nel 1604, 1605, 1606 il Lantana veniva chiamato a fare la stima e la misura dei lavori eseguiti da Giacomo Tabanello alla chiesa della Carità di Brescia. La sua attività fu molto vasta e anche minuta. Nel 1603-1610 eseguiva, ad esempio, i disegni per il Catastico del Da Lezze; nel 1613 disegnava il frontespizio degli "Statuti della Comunità di Bagolino" (Brescia, per li Sabbii MDCXIIII), "et altre cose nella Cronica di Brescia". Si muoveva anche molto, accolto, come a Bagolino nel settembre 1613, con grandi onori e spesato di tutto "per esser (si legge nel Libro degli Ordini del Comune) homo di molto valore et amico della Comunità".


Il 5 dicembre 1619 era arbitro di una controversia fra i Frati Minimi del convento di S. Francesco di Paola da una parte e gli Eremitani di S. Girolamo e il monastero di S. Maria delle Grazie dall'altra, circa una cappella e il sito sulla quale sorgeva. Nel 1624 su deliberazione del Consiglio comunale di Bagolino del 31 marzo ebbe l'incarico di erigere la nuova chiesa parrocchiale di Bagolino. Il Lantana che aveva ispirato al Bagnadore il progetto della chiesa di S. Domenico, si rifece a sua volta a questo tanto che un cronista bagolinese ebbe ad affermare che ne fosse stato architetto un frate domenicano. Al Lantana è attribuito anche il disegno del santuario della B.V. di Ono.


Nel 1625-1626 era con Giacomo Tabanello soprintendente alla fabbrica del forte di Tirano nella quale vennero impiegati duemila guastatori bresciani. Dalla Valtellina rientrava in Brescia il 24 giugno 1626. Il Brinkmann propose il Lantana come autore della chiesa del Gesù o S. Ambrogio di Genova, la cui architettura a pianta greca con cupola centrale e quattro cupolette angolari, tramutata poi a croce latina prolungandola in avanti, riecheggia in parte quella del Duomo di Brescia.