LAGHETTI di Esine

LAGHETTI di Esine

Specchi d'acqua a S di Esine, ora quasi del tutto scomparsi, che hanno interessato vivamente geologi e studiosi in genere fra cui A. Cozzaglio (1892), G. Laeng (1938), M. e O. Ameraldi (1967) ecc. Si tratta di fenomeni di sprofondamento del suolo dovuti alla dolomia cariata che domina nella valle di Caine e nella Val Grigna e che attraverso meati sotterranei alimenta specie di coni che si aprono nel terreno, soprattutto in primavera ed autunno, aprendosi a volte all'improvviso per il cedimento del terreno come capitò nel 1859 a Siro Puritani che vide nascere ai suoi piedi un laghetto della Barbisina, a Martino Gelfi nel 1907, a Paolo Ducoli e Luigi Panighetti nel 1916. Il Laeng nel 1937 li classificava in tre distinti raggruppamenti: «dei Gioldi», "della Barbisina" e del "Gruppo delle Buse, o Bude" Il primo laghetto documentato risulta dall'Estimo del 1729 e viene individuato nel "Laghetù" o "Laghet di Cilicele". Un altro se ne formò tra il 1783-1785, davanti agli occhi di Bartolomeo Librinelli e della sua fidanzata e che il Librinelli ritenne un segno divino per una vita di perfezione che intraprenderà entrando in Seminario e diventando poi un santo sacerdote, tanto da venire chiamato "beat curadì". Nel 1833 la planimetria di Esine registra tre laghetti, divenuti, nella mappa catastale del comune del 1840, quattro, aggiungendosi ai primi tre il primo laghetto "della Barbisina". Nel 1844 si formava il Laghetto di Remae; nel 1864 i laghetti erano nove e due di essi avevano inghiottito la strada delle Buse o Bifide. Dieci ne registrava nel 1892 Arturo Cozzaglio di cui otto mostravano la falda acquifera. Circa gli Anni Trenta un laghetto inghiottiva una santella, altri divoravano terreno e vegetazione circostanti. Nel 1937 il Laeng registrava quindici laghetti e precisamente: Il Laghetù - 3 laghetti delle «Nedre» - 4 in Barbisina (2 grandi ed una buca senz'acqua più volte colmata da Ulisse Nodari e sempre riformatasi); 2 buche senza acqua nel brolo Calvi, poi colmate; il laghetto delle Remae più una piccola buca ora quasi fagocitata da questo laghetto; i 4 laghetti delle Buse di cui l'ultimo molto profondo e pauroso per le sponde quasi verticali, il penultimo (Fifée) formatosi nel 1926 ed il terz'ultimo, secondo la versione di Bortolina Bassi Alpini, nel 1937. Nel 1967 venivano registrati otto laghetti e cioè il Laghetù o Laghet de Cilicele; 2 di Barbisina; n. 5 comprendente quello delle Remae (di circa mq. 1200 di superficie), 3 minori, vicinissimi, quasi asciutti e l'ultimo, a valle nelle Bude il maggiore di tutti. Scomparsi o riempiti nel 1975 sopravviveva solo il Laghetù o Laghet delle Ciciele. Ma si tratta di un fenomeno sempre aperto.