FIONDA
FIONDA (La)
Periodico comparso il 15 giugno 1918, promosso da Gian Andrea Trebeschi e che ebbe varia periodicità (di venti, quindici, otto giorni). Trebeschi ne fu primo presidente, mentre segretario fu Marino Martinelli, cassiere Giovanni Fasser. Consiglieri furono: Alfredo Solaro Del Borgo, Mario Apollonio, Alberto Ferro, Gino Perrucchetti, Mario Marcazzan, Augusto Redolfi, Gianni Naldi. Soci e amici studenti: Mario Trovato, ten. Tullio Crovato, Percassi, P. Molinari Tosatti, F. Mascialino, Francesco Montini, ten. Marcello Salvi, ten. Francesco Castagna, Martinengo, Antonio Lechi, Battista Montini, ten. Sandro Capretti, B. Giustacchini, Silvio Fasser, A. Tovini, P. Branzi, Silvestro Rossi, ten. Luigi Leidi, ten. Piero Bordoni, ten. F. Tadini, sott. ten. Ugo Sartori, Alessandro Melchiori, Co. Aymo Maggi, Dionisio Colombini, ten. Ottorino Marcolini, Alessandro Coppellotti, Gino Trombetta, Mario Mainetti, soldato Ambrogio Binetti, Enrico Malaguzzi, G. Cigolini, Romanelli, F. Bianchini, Luigi Broli, Renato Gorno, Giovanni Cadeo, ten. Carlo Tagliaferri, R. Capitanio, Giuseppe Ferrari, Giovanni Giudici, ten. don Francesco Galloni, ten. Lodovico Montini, Alessandro Cottinelli, cap. Fausto Minelli, ten. Giorgio Romei, Antonio Fontana, ten. Giuseppe Cottinelli, Pio Bellini, Pietro Cornacchiari, ten. Fausto Bendiscioli. Collaborarono poi p. Luigi Acchiappati, don Pietro Rigosa (con gli pseudonimi "frate Aristarco, Rustico de Mattis, Astemio"), Pietro Bulloni, Giovanni Soncini, Arturo Marpicati, Antonio Rivetta, Mario Martinelli, Luigi Bazoli, Franco Passerini, don Giuseppe Schena, Giovanni Pittiani, Gian Domenico Allegri. Larga simpatia e appoggi dimostrarono p. Giovanni Giovanozzi, p. Giovanni Semeria, mons. Gian Domenico Pini, mons. Domenico Tardini, p. Mariano Cordovani, il card. Pietro Maffi, p. Agostino Gemelli ecc. Fuori Brescia il periodico trovò sostenitori in Giampietro Dore, Ennio Zelioli (Cremona), Franco Costa (Genova), Umberto Maggi (Rimini), Coniglia e Mosconi (Napoli), G.B. Migliori (Milano) ecc. Il periodico trattò svariati argomenti specie formativi ma anche letterari, storici e scientifici. Ampio spazio trovarono i problemi sociali, scolastici e specialmente religiosi e di cultura, in genere. Dal 6 febr. 1919 (a II, n. 2) si chiamò "Giornale studentesco"; dal 16 ott. 1922 (a VI, n. 1): "Organo nazionale degli studenti medi cattolici". Venne stampato dapprima dalla Tip. Figli di Maria; dal I sett. 1918 dalla Tip. Queriniana, dal 15 dic. 1920 (a III, n. 11): dalla Tipografia del Cittadino; dal 23 dic. 1922 (a VI, n. 8) dalla Tip. Ed. Morcelliana; dal 5 marzo 1924 (a VI, n. 10) dalla Tip. Queriniana. Nel 1921 venne aperta a Palazzo S. Paolo una "Libreria della Fionda" nella quale fu particolarmente attivo Giuseppe Cottinelli. Il giornale venne soppresso nel novembre 1926. Con lo stesso titolo tre mesi dopo la Liberazione un gruppo di giovani, in prevalenza usciti dall'esperienza delle Fiamme Verdi, o dal Gruppo "fucino" della Pace, da quello dei Maestri de la Scuola Italiana Moderna, e della Caritas che negli ultimi mesi di guerra si era impegnata nelle opere di soccorso, ridiede vita alla vecchia testata della "fionda" non più tuttavia come periodico studentesco, ma come organo giovanile libero da vincoli organizzativi, rivolto non solo agli studenti, (anche se uno dei dibattiti più impegnativi, rivolto non solo agli studenti, sarà dedicato alla scuola ed alla sua "apertura" a tutti), ma anche agli operai ed ai contadini. In effetti il primo numero, uscito il 9 agosto 1945, oltre ad una rievocazione della prima "fionda" e del suo direttore G. Andrea Trebeschi morto a Mauthausen, pubblicava un articolo sul patto sindacale di unità d'azione tra le organizzazioni bianche e quelle rosse. I problemi di interesse sindacale, continuarono ad essere trattati nei numeri successivi, da giovani contadini ed operai. La guerra, la prigionia, la lotta partigiana, che erano certamente state fra le esperienze più vive dei giovani collaboratori tornarono poi in parecchi articoli assieme a molti profili di giovani caduti soprattutto nella lotta di liberazione. Venne, inoltre, tentata anche una enunciazione di principi (la libertà, la democrazia, etc.), ricorrendo a tale scopo a collaboratori più anziani (Federico Marconcini, Franco Feroldi, etc.); e poiché il "cittadino" uscirà soltanto alcuni mesi più tardi e la "Voce del popolo" era esplicitamente legato alla Diocesi, la "fionda" resterà per qualche tempo l'unico foglio "politico" di matrice cattolica a Brescia, con vivaci polemiche nei confronti degli altri periodici cittadini. Direttore fu dal primo numero Francesco Brunelli, già commissario politico della Brigata Perlasca delle Fiamme Verdi in Valsabbia e presidente provinciale della Gioventù Cattolica, ma il giornale indicò soltanto il nome del redattore responsabile Cesare Trebeschi e della tipografia Queriniana dell'Istituto Artigianelli, con l'approvazione 30.7.1945 della A.M.G. Un "appello" per la collaborazione al giornale pubblicato prima del primo numero porta le firme dei promotori, ma la collaborazione ben presto si allargò ad oltre un centinaio di giovani, sia pure in modo disorganico, senza una struttura redazionale fissa. Ciononostante "la fionda" uscì regolarmente, prima quindicinale e poi settimanale, fino alla primavera del 1947. Si possono ricordare alcuni "supplementi", curati dalla stessa redazione del giornale (un numero per il Congresso nazionale della FUCI nel 1946; un numero di "edizione padovana" della fionda; ed alcuni fogli usciti come supplemento della "fionda" ma di fatto del tutto indipendenti ("Bim" - Bande irregolari marcoliniane - in occasione delle vacanze estive organizzate da Padre Marcolini alla Malga Bissina, in Val Daone alle pendici dell'Adamello; la "Sveglia" studentesca, etc.). Con presentazione di Luciano Zilioli, la "Fionda" pubblicò in un quaderno il progetto di costituzione francese respinto dal referendum nella primavera del 1946; in un secondo quaderno le pagine relative alla resistenza del diario di Emiliano Rinaldini ("Per una città di uomini liberi", Brescia 1946); nel 1963 in occasione della consacrazione episcopale di Padre Bevilacqua, i quaderni della fionda ripubblicano la recensione del suo libro "La luce nelle tenebre" scritta da Don Battista Montini nel 1921. Collaborarono alla "fionda" 1945-1947: Aldo Agazzi, Marco Agosti, Alberto Albertini, Carlo Albini, Piero Apostoli, Renzo Baldo, Ercoliano Bazoli, Antonio Bellocchio, Raffaele Bernardini, Tommaso Bertoli, Italo Bertoni, Alberto Bonardi, Ernesto Bonera, Piero Bossoni, Renzo Bresciani, Franco Briatico, Francesco Brunelli, Federico Buizza, Gian Franco Camadini, Michele Capra, Flaviano e Piero Capretti, Mario Cassa, Antonio Cepich, Egidio Chiarini, Vincenzo Chiesa, Vittorino Chizzolini, Giulio Cittadini, Mariateresa Cittadini, Giacomo Colli, Sandro Conti, Nino Crippa, Marco Del Corno, Giuseppe De Toni, Mario Faini, Giacomo Ferliga, Franco Feroldi, Gabriele Ferrari, Carlo Frisoni, Antonio Gasparini, Mario Gatti, Aldo Invernici, Aurelio Jannucci, Mauro Laeng, Luigi Levi Sandri, Carlo Manziana, Dino Marazzi, Ottorino Marcolini, Federico Marconcini, Ettore Marzi, Gianfranco Materzanini, Mammola Materzanini, Primo Mazzolari, Giovanni Minelli, Sandro Molinari, Lino Monchieri, Lodovico Montini, Dario Morelli, Elio Rocco Morselli, Franco Nardini, Augusto Paganuzzi, Alessandro Palamenghi, Guido Paroletti, Mario Pavan, Ferruccio Pergolesi, Arturo e Giuseppe Perucchetti, Enzo Petrini, Adelchi Pezzoli, Gianni Pintossi, Candido Poli, E. Pottieri, Ugo Pozzi, Mario Ragusini, Gianfranco Regazzoli, Piero Rigosa, Mario Romagnoli, Cornelio Rotaru, Sergio Salucci, Franco Salvi, Roberto Salvi, Franco Sarasini, Carlo Sorelli, Ernesto Stefanutti, Giulio Bruno Togni, Virgilio Tosetti, G. Tregambe, Alvero Valetti, Dario Vinetti, Pieraldo Zanelli, Federico Zappa.