FERRAREZZA o Ferrarezze

FERRAREZZA o Ferrarezze

Termine generico per indicare manufatti o arnesi di ferro dei generi più diversi, comprese le armi. Costituiva una produzione tipica specie delle valli bresciane dove erano, fatte molte eccezioni, i centri di produzione della materia grezza e di prima lavorazione mentre nelle officine urbane giungevano soltanto i semilavorati destinati alla finitura e di maggior pregio. Il grosso della produzione corrente veniva messo in vendita sul posto oppure distribuito ai mercanti ed alle fiere dai singoli produttori, ciascuno con un limitato giro di affari; mentre attivissimo era il commercio esterno, regolato con particolari ordinamenti e più tardi con l'istituzione del fondaco decentrato. Delle ferrarezze fin dai tempi più antichi, vennero soprattutto apprezzate le armi. In particolare la Valcamonica, fin dal Medioevo (se non ancora prima) divenne la principale produttrice di "lamer" (piastre) per armature difensive in genere, in ciò favorita, probabilmente dalla natura del ferro delle sue miniere; mentre la Valtrompia, per analoghe ragioni, ebbe il monopoli della fabbricazione di armi da fuoco. Ma tanto in Valcamonica (come ad es. la Valgrigna) quanto in Valtrompia (ad es. la Valgobbia o Valle di Lumezzane) presero piede altre produzioni come arnesi in ferro, armi bianche e più recentemente le posaterie di ogni specie. Fu Pandolfo Malatesta a dare, nel 1406 alle Valli Trompia e Sabbia la libertà del commercio delle ferrarezze e una parziale esenzione dai dazi. L'esempio venne seguito poi dalla Repubblica di Venezia. La situazione estremamente decentrata impedì la nascita in città di forti paratici o associazioni.