DONINI Agostino
DONINI Agostino
(Verolanuova, 22 aprile 1874 - 8 febbraio 1937). Incominciò gli studi musicali solo a 16 anni, sotto la guida esperta del maestro Colleoni di Bergamo, organista della prepositurale di Verolanuova fra il 1880 e il 1890. Entrò quindi nel R. Conservatorio "G. Verdi" di Milano, dove fu allievo del prof. Mapelli per gli studi di armonia, contrappunto e fuga, e del prof. Ferroni per la composizione. Nei tre esami finali annuali del Conservatorio, il Donini si produsse con molto onore in tre generi diversi di alta composizione: nel 1° anno (1896) nel genere sacro con un Kyrie a quattro voci reali, nel 2° (1897) nel genere sinfonico con la scena descrittiva "La sera" e nel 3° (1898), in cui ottenne il diploma di licenza, nel genere lirico con la cantata "La morte di Ermengarda" sulle note strofe del Manzoni ("Adelchi" atto IV scena I). Nel medesimo anno 1898 vinceva il concorso Bonetti con l'opera in un atto "Giuditta". Rimase al Conservatorio altri due anni per completare i suoi studi organistici e come libero docente di armonia, contrappunto e fuga e di organo, ottenendo la licenza nel 1900, dopo aver eseguito nella prova finale una sua fuga sul tema dello "Stabat mater" di Verdi.
Lorenzo Perosi, che apprezzava altamente le doti musicali del Donini, al quale restò sempre legato con viva e affettuosa amicizia, lo invitò a collaborare alla pubblicazione delle sue "Melodie sacre", dove comparvero le prime sue composizioni liturgiche, accolte con favore per genialità e novità di ispirazione. Valida collaborazione diede anche a "L'organista Italiano" dell'editore bergamasco Vittorio Carrara.
Nel 1901 venne nominato Vice direttore della Cappella musicale della S. Casa di Loreto, accanto al bresciano Giovanni Tebaldini. Nel 1909 passò organista e Direttore della Cappella musicale di S. Maria di Bergamo, dove fu anche insegnante di composizione e d'organo all'istituto "G. Donizetti", organista della chiesa di S. Maria Immacolata delle Grazie, direttore del coro delle Orfanelle del "Palazzolo".
"Fu veramente un grande maestro" disse di lui Lorenzo Perosi e tutti i critici sono concordi nel ritenerlo tra i primi compositori di musica sacra italiana del secolo. E P. Guerrini ha scritto; "Il Donini anche nella musica sacra, aveva spiccato ed esuberante temperamento lirico, lirismo composto, non fatuo nè lezioso, ma lirismo solenne e commovente che veniva spontaneo dalla sua sensibilissima anima. Sapeva attingere con larghezza queste sue ispirazioni alle fonti inesauribili del canto gregoriano, che egli conosceva e gustava profondamente. Tutte le sue cantate d'occasione hanno temi gregoriani, usati con arte finissima e personale, come furono e sono usati da Perosi". Fu anche felicissimo improvvisatore all'organo e ottimo insegnante.
Fra le sue composizioni: "Giuditta" opera in un atto con la quale vinse il concorso Bonetti nel 1898; "Missa solenne in onore di S. Agostino" a 4 voci dispari, con organo, eseguite dalle principali cappelle d'Italia, Svizzera, Germania, Inghilterra, Spagna e America; "I fuochi di Loreto" preghiera a 4 v. dispari, harmonium e pianoforte con parole di Aleardo Aleardi; "Salve Regina" a v. dispari; "Laetemur omnes" mottetto a 4 v. dispari. Opere queste pubblicate da Bertarelli di Milano. Mottetti, Offertori, Introiti a 2, 3, 4 voci pubblicate da Lorenzo Perosi nelle "Melodie Sacre", "In paradisum" mottetto a 2 voci (Bergamo, ed. Capra); "Santificabis annum quadragesimum" per coro a 4 voci; "Sette Parole di N.S. Gesù Cristo in Croce" a tre voci miste con accompagnamento d'organo (Milano, Musica Sacra) ripetutamente eseguite durante le funzioni della Settimana Santa; la "Missa Defunctorum Filiis patriae inclitis" a sei voci e quartetto d'ottoni, la cui esecuzione, in suffragio dei Caduti della guerra libica, è stata, in Santa Maria Maggiore di Bergamo, uno degli avvenimenti artistici più memorabili di quest'ultimo trentennio; la Messa "Tu es Sacerdos" scritta per la consacrazione sacerdotale del figlio Francesco (v.) ed eseguita a Bergamo nella chiesa delle Grazie; la Messa funebre "Patri Pauperum" a due e tre voci eguali (Milano, Musica sacra), scritta in onore di don Luigi Palazzolo e ripetutamente eseguita a suffragio delle anime dei benefattori della Congregazione di Carità di Bergamo; "Vexilla Regis" a tre voci; gli offertori "Ave Maria" e "Assumpta est Maria", "l'Alleluia", il "Tota pulchra" a tre voci disuguali e organo (Bergamo, V. Carrara) dedicata a mons. Tranquillo Guarneri, "12 Canzoncine alla Madonna" (Milano, Bertarelli) e numerosi altri pezzi minori, che ci è assolutamente impossibile elencare.
Per la Cappella musicale del Seminario compose nel 1910 la "Invocazione a S. Carlo" a 4 voci pari con accompagnamento di pianoforte, organo, cornette e contrabbasso, su parole del prof. Fossati, eseguita in Duomo Vecchio per la commemorazione di S. Carlo Borromeo, un "Ecce Sacerdos magnus" a 4 voci dispari e organo, dedicato a mons. Gaggia "colla profonda riverenza di figlio, col compiacimento di concittadino", eseguito in Duomo nell'ingresso del vescovo (1914), l'offertorio "Postula a me" a 3 voci pari e organo per la prima festa di Cristo Re (1928) e l'offertorio "Confirma hoc Deus" a 3 voci pari e organo per la festa di Pentecoste (pubblicato nel vol. IX delle "Melodie Sacre" di Perosi). Molte altre composizioni sacre e religiose si conservano inedite nell'archivio musicale della basilica di S. Maria a Bergamo e presso la famiglia. Dal 1929 aveva diretto il periodico "Maestri d' organo" della Casa Musicale Carrara. Compose oltre alla "Giuditta" anche altri drammi lirici come "Scomburga" di soggetto bresciano, su soggetto di Fortunato Rizzi e "Caino" su libretto di Ferdinando Fantoni.