CENTRALI elettriche

CENTRALI elettriche

Il primo impianto di produzione elettrica nel Bresciano viene registrato nel 1883 a Palazzolo S.O. con l'impianto di una dinamo di 80 ampère per un cotonificio. Ne seguirono altri in stabilimenti tessili, ferriere e fabbriche d'armi della città e provincia. Nel giugno 1888, per la prima volta a Lonato, veniva realizzato un impianto con distribuzione a corrente alternata monofase in serie a 1000 volt e con trasformatori per ogni lampada ad incandescenza, esempio allora unico in Italia e forse nel mondo. Seguirono la proposta di costruzione, da parte della Società di Augusta che aveva già l'appalto dell'illuminazione a gas, di una centrale termica nel locale del Macello Vecchio. Per intervento di certo sìg. Battisti, si costituì un'altra Società Bresciana per un impianto termico mentre un'altra veniva progettata per la Valtrompia da Bagozzi e Feltrinelli. Nel 1892 - 1893 era stata impiantata la piccola centrale di Banale che fornì energia per l'illuminazione e piccola forza motrice ai comuni di Salò e di Gardone Riviera. Seguì nel 1894 la costruzione di una centrale a Calvagese, in base ad un progetto degli ingegneri Marazza, Castiglioni e Milano, e per conto di una "Società per l'utilizzazione delle forze idrauliche per mezzo dell'elettricità" costituitasi fin dall'anno precedente. L'energia venne trasportata a Brescia mediante una linea a 11.000 volt. Nel 1894 gli impianti vennero ceduti alla Società "Fraschini, Porta e C." che affidò la direzione degli impianti all'ing. Edoardo Barni. Nell'ottobre dello stesso anno venne inaugurata l'illuminazione pubblica che nel novembre 1895 venne estesa a tutta la città. In vicolo del Ballerino, nel vecchio Macello venne sistemata l'officina per l'irradiazione dell'illuminazione. Ampliato nel 1895 la centrale di Calvagese il 25 agosto 1902 veniva fondata la centrale di Barghe sul Chiese, che sfruttò una portata di concessione di 9864 litri con un salto di 912. Seguì la costruzione nel 1895 della piccola centrale di Corti (che sfruttava le acque della Valle Supine, affluente di destra del fiume Oglio, appena a monte del lago d'Iseo) con una potenza di 130 Kwh. utilizzando un salto di 394,60 m.; e il potenziamento nel 1899 della centrale di Covoli sul Toscolao (già appartenente alla Società Elettrica di Salò), con potenza di 1395 Kwh. Si erano intanto aggiunti i piccoli impianti di Capriolo e di Credaro. Nuovo impulso alla costruzione di centrali venne dalla costituzione, il 29 maggio 1905, della Società Elettrica Bresciana Più di trenta centrali, grandi e piccole, sorsero nel 1907 in poi in Valcamonica. Ne ricordiamo alcune come quelle di Cedegolo. Costruita dal 1907 al 1909 dalla S.E.B. nell'abitato di Cedegolo, entrò in attività nella primavera 1910, venne alimentata da una derivazione dell'Oglio costruita a Malonno. Produceva 15.000 cavalli di forza potenziati in seguito con nuove tubazioni (1921) ecc. Ora chiusa, è adibita a deposito di materiale.


A Cedegolo sorse anche la Centrale elettrica Cisalpina: iniziata nel 1907 entrò in funzione nel 1911. Ha una potenza efficiente di 7400 Kw con una potenza installata di KVA 10400 suddivisa in quattro gruppi. alimentata da una triplice tubazione porta acqua dai grandi serbatoi artificiali di Salarno; di Arno i cui lavori iniziati verso il 1900 culminarono con la costruzione della centrale stessa nel 1908-1909. Nel 1940 aveva un salto di 470 metri e produceva 40.000 cavalli forza.


Isola. Entrata in funzione nell'ottobre 1910, alimentata dalle acque del bacino superiore del lago di Arno con un salto di 937 in. Ebbe agli inizi quattro gruppi di 600 J.P. e due tubazioni e mc. 11.500.000 di serbatoi. La diga di Arno venne sempre più innalzata fino ai 27,50 m. del 1921 e la Centrale venne potenziata con nuove tubazioni e con lo sfruttamento della piana di Salarno, della val d'Adamé ecc.


Niardo. Costruita nel 1910 dalla Soc. Elettrica di Valle Camonica (ELVA) per utilizzare le acque del torrente Re, captate a 1070 m.s.m. con salto utile di 500 m.


Ceto, entrata in servizio nel 1917, alimentata delle acque del torrente Pallobbia coi due rami Vai Braone e Val Paghera e, dal 1938, anche dal torrente Re di Cimbergo. Nella centrale venne installato un gruppo turbina Pelton alternatore della potenza di 6.200 Kw. La producibilità media annua è di 37 milioni Kwh.


Campellio. Iniziati gli impianti nel 1919 e sospesi nel gennaio 1920 da una valanga che provoco numerose vittime. Ripresi i lavori, il primo gruppo entrò in esercizio nel giugno 1921, il secondo nell'autunno 1922. Mazzunno. Utilizza le acque del fiume Dezzo, invasate nel bacino del Gleno, ricostruito nel 1924. Con gli impianti di Povo e Valbona, nel comune di Vilminore (Bergamo). Ha una producibilità media annua di 45 milioni di Kwh. Salarno. Centrale sotterranea realizzata nel 1927 circa.


Braone. Costruita nel 1947, utilizza un salto di 69 metri esistente fra lo scarico della centrale di Ceto ed il canale dell'impianto Cedegolo-Cividate della Soc. Edison. Nella centrale è sistemata una turbina Francis, azionante un generatore asincrono della potenza di 875 Kwh; la producibilità annua media è di 5 milioni di Kwh. L'impianto è comandato a distanza dalla centrale di Ceto.


Seguirono poi le centrali di Paisco, Forno d'Allione (che con quella di Campellio diede 30.000 H.P.), di Temù, Sonico ecc. Fra le ultime ad essere costruite sono da ricordare le Centrali di:


Lago Benedetto. Costruita dalla Edison per utilizzare l'acqua del Pantano d'Avio. E' in caverna, equipaggiata con due gruppi Pelton ad asse orientale da 8500 KVA. Ha una producibilità di 15,2 milioni di kWh.


Gratacasolo. Impianto entrato in servizio nel 1952, ha una potenza di 3400 Kw. e utilizza le acque del torrente omonimo, affluente di sinistra dell'Oglio. La producibilità annua è di 12 milioni di Kwh.


Avìo-Edolo. Programmata nel 1974 prevede una spesa di 130-140 milioni di lire, e l'occupazione in luogo per 5 anni di circa 1200 persone e la produzione di circa un milione di Kwh.


S.Floriano. In funzione dal 1973 e dedicata al sen. Enrico Roselli, costò 45 miliardi e fu subito in grado di produrre 560 mila Kwh, potenza superiore a quella di tutte le altre trentuno centrali messe assieme.


Il bacino del Chiese si andò arricchendo delle seguenti centrali: Ponte Caffaro, realizzata nel 1905, per utilizzare le acque del torrente Caffaro. Incominciò con quatto gruppi elettrogeni composti di turbina e dinamo da 2500 cavalli.


Degnone: in comune di Vestone. E' entrata in servizio nel 1907, utilizza le acque del torrente omonimo, affluente del Chiese, fruendo di un bacino imbrifero di 26 kmq. con presa in località Ono Degno a quota 485. La centrale è composta di due gruppi turba Pelton con alternatore da 574 kW e 650 KVA cadauno.


Livemmo. Vecchia piccola centrale che utilizza le più alte acque del torrente Tovere, affluente del Nozza con presa a quota 746. Ha un gruppo Pelton alternatore da 210 KVA. Le acque vengono utilizzate dal sottostante impianto di Mura.


Mura. Terminata nel 1917 utilizza le acque del torrente Tovere e del suo affluente Cea. Ha due gruppi di turbina Pelton alternatore per complessivi 1100 KW e 1350 KVA. La potenza efficiente e di 1050 Kw.


Vobarno. Utilizza le acque del fiume Chiese regolate dal lago d'Idro. Comprende tre gruppi generatori turbine Francis, alternatore ad asse verticale, di cui due con una potenza ciascuno di KW 8537 e KVA 11.500, e il terzo di KW 15.161 e KVA 17.000. La potenza efficiente della centrale è di 30.000 KW.


Muscoline. Entrata in funzione nel 1894 utilizza le acque del fiume Chiese. Comprende quattro gruppi turbina Francis, alternatore della potenza complessiva di KVA 554 e con potenza efficiente di KW 300. Prevalle. Costruita nel 1920-1922 per iniziativa dei Servizi Municipalizzati, sulla sponda destra del Chiese, in sostituzione di quella di Calvagese, entro in funzione dal 1 agosto 1922. Venne dotata di due turbine Francis orizzontali della potenza di 1000 KW cadauna.


Ponte S.Marco, sulla sinistra del Chiese.


Nel bacino del Garda Mincio esiste la Centrale del Brasa, situata nel comune di Tremosine, ultimata nel 1942. Utilizza le acque del torrente Brasa, nelle sue due diramazioni di Rio Tombea e Rio Valli. La centrale è completamente in caverna e vi è installato un gruppo ad asse orizzontale Pelton alternatore della potenza di KW 4250 e KVA 5320.


Covoli. Funzionante già nel 1899 venne rinnovato in tutto il suo macchinario nel 1949. Utilizza le acque del torrente Toscolano che alimentano un gruppo turbina Francis alternatore da 1700 KVA con potenza efficiente di KW 1300.


Sul lago di Garda ha grande importanza la Centrale di Gargnano. Costruita nel 1961 in caverna ubicata in fregio al lago di Garda, utilizza per i deflussi naturali dei torrenti Toscolano, S.Michele e Campiglio, modulandoli unitamente ai volumi pompati dal lago di Garda (utilizzando energia di cascame) nel serbatoio artificiale di Valvestino della capacità utile di 47,5 milioni mc. realizzato sul torrente Toscolano mediante una grande diga ad arco, cupola di 124 m. di altezza e 285 m. di sviluppo medio al coronamento, situato a Villa Gargnano. Le acque vengono su un salto medio di 415,10 m. La producibilità annua è di 300 milioni di Kwh.


Nel bacino del Mella esiste la centrale di Bovegno. Molto modesta venne costruita da una impresa locale e rilevata dalla S.E.B. nel 1942. Utilizza le acque del Mella che alimentano un gruppo Francis alternatore della potenza di KW 151 e KVA 165.