CAMPAZZO

CAMPAZZO (in dial. Campas)

Frazione di Pontevico a circa tre km. a NO dalla Borgata e a 3 km. verso S da Verolanuova. Ha una chiesa dedicata a S.Vitale. Un'altra chiesetta alla Madonna Addolorata si trova presso il Cimitero. La chiesa più antica era dedicata a S.Pietro ma già nel 1565, in occasione della visita pastorale del Bollani, il convisitatore Gerolamo Cavalli la trovava diroccata e ordinava che fosse abbattuta e sostituita con un capitello. Ma già in quel tempo stava per essere costruita la nuova chiesa dedicata a S.Vitale che don Cavalli ordinava venisse finita. Sul luogo esisteva comunque un cappellano, ma dato che le anime erano già 400 i nobili Stefano Maria e Ottavio Ugoni facevano istanza perchè fosse costituita una rettoria autonoma da Pontevico. Del resto il segno di una tale necessià è dato dal fatto che accanto alla chiesa di S.Vitale verrà costituito un cimitero. Ottavio Rossi nelle "Memorie Bresciane" definisce "perfetti" i campi del Campaccio "il quale, soggiunge, è un buon habitato sul territorio di Pontevico, e patrimonio dell'antichissima casa Ugona". Ciò è confermato da una Cronaca manoscritta conservata nella Biblioteca Queriniana (D.V, 11. p. 50) nella quale si legge: "Il Campaccio, terren di Pontevico, è fertile di modo che aggiamente vivono chi in esso distretto abita". Del resto la fertilità dei terreni venne potenziata grazie ad un sollevamento artificiale dell'acqua dello Strone, che ha permesso una più ampia irrigazione. Le maggiori proprietà del Campazzo erano passate dai Maggi della Gradella agli Ugoni. La villa Ugoni, poi Salvadego, viene fatta risalire da alcuni al cinquecento, da altri nella forma attuale, a circa la meta del sec. XVIII, come, a quanto scrivono Perogalli e Sandri, confermerebbe "lo schema generale, in cui le due "U" dell'edificio padronale e della corte agricola si connettono, creando un complesso del tutto chiuso, attorno ad un vasto spiazzo rettangolare". In tal modo, l'aia lastricata e il giardino minore si fronteggiano e la prima è passaggio obbligatorio per chi accede alla villa. Questa fu da Filippo Ugoni trasformata in un "covo" di carbonari e, per questo, nel luglio 1821, perquisita dalla polizia austriaca.