BONARDI Massimo

BONARDI Massimo

(Iseo, 17 marzo 1850 - Roma, 21 febbraio 1905). Di Gian Maria e di Angelina Sedaboni, tredicesimo di ben 14 figli. Di famiglia patriottica, ancora sedicenne aveva tentato di arruolarsi Como nel 1866 con i garibaldini ma ne era stato respinto per la giovanissima età. Laureatosi in giurisprudenza a Pavia si diede all'avvocatura, collaborando a giornali liberali e specialmente a "La Provincia di Brescia" di cui fu anche direttore. A Brescia fu consigliere comunale, e provinciale e, fra le altre cariche, presidente della Giunta di vigilanza dell'Istituto Tecnico, della Società Pedagogica, dell'Amico del Popolo. Fu inoltre fra i fondatori e poi presidente del Club Alpino e della "Dante Alighieri". Socio attivo fu poi presidente dell'Ateneo di Brescia, il 2 giugno 1898, confermato il 24 dicembre 1899 e rieletto, con nuovo Statuto, il 23 dicembre 1900. Deputato alla Camera nel primo collegio Brescia nel 1882, fu rieletto in otto legislature fino alla sua morte e cioè nella XV, XVI, XVII Legislatura per scrutinio di lista, e dal 1892 in poi (Legislature XVIII, XIX, XX) nel collegio uninominale. In Parlamento fu relatore di parecchi disegni di legge e giunte (per es. verifica dei poteri) intervenne in parecchie discussioni importanti e tu attivo in varie commissioni. Fra l'altro, fu fra i più tenaci sostenitori della perequazione fondiaria. Tuttavia la scuola, e specialmente quella primaria e popolare fu sempre il primo fra i suoi pensieri, perorando anche il miglioramento economico dei maestri. Fu sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel 1897-98 ed alla Giustizia nel 1898-99. Fra i suoi scritti, da segnalare sono le note storiche e statistiche sul "Ferro Bresciano" (Brescia Unione Lit. -bresciana, 1889) e l'iniziativa di una monografia sul Moretto da Brescia. Pubblicò inoltre alcuni discorsi e due prefazioni alle "Notizie naturali" (1904) e ai "Discorsi in Consiglio Comunale di Brescia" di Giuseppe Zanardelli.