BIEMMI GianMaria

BIEMMI GianMaria

(Goglione sopra, ora Prevalle, 2 febbraio 1708 - Brescia, 27 dicembre 1784). Vestì l'abito ecclesiastico nel 1726 e divenne sacerdote nel 1731. Ebbe come maestri don Pietro Bongioli, (in retorica), don Bonomelli (in filosofia), don Pietro Maffei (in teologia), e don G.B.Rodella (in diritto). Ma egli coltivò soprattutto gli studi storici e per farsi uno stile adeguato si diede a tradurre Tito Livio e Tacito. Scrisse dapprima la "Storia di Carlo V", ma quando fu per pubblicarla incontrò tante e tante difficoltà da parte del pubblico Revisore, il quale gli rimandò il manoscritto per tre volte, che dovette abbandonarne la stampa. Dopo aver scritto una biografia dell'eroe nazionale albanese Scanderbergh ed aver raccolti materiali per una biografia del Duca di Valdstein, si lasciò convincere a scrivere una storia di Brescia di cui pubblicò il primo volume nel 1748. Al suo apparire si scatenarono vivaci polemiche specie con le "Osservazioni Istorico - Ecclesiastiche ad un sacerdote bresciano indirizzate" comparso anomimo, ma di don Carlo Doneda, e con una "Lettera d'un cittadino Bresciano indirizzata al sig. Biemmi sopra ciò che egli scrive intorno alla translazione de' S.S. M.M. Faustino e Giovita" pure stampata anonima ma dell'ab. Vincenzo Poncarali, canonico regolare lateranense. Alla comparsa di questa "Lettera' scese di nuovo in linea il Doneda ma in difesa del Biemmi con una "Risposta alle difficoltà in vari tempi prodotte contro l'esistenza dei Corpi de' S.S. M.M. Faustino e Giovita nella Chiesa di S.Faustino Maggiore in Brescia" (Padova, Conzati 1751 in 4.o). A quest'opera rispondeva l'ab. Poncarali con una "Lettera seconda di un cittadino Bresciano al sig. G.M. Biemmi in cui si disamina la Risposta alle difficoltà in vari tempi prodotte ecc" (senza note bibliografiche ma Lugano, Agnelli 1752 in 4.o). Il Doneda si credette di nuovo in dovere di rispondere, indirizzando a G.M.Biemmi una "Prima lettera intorno Doneda si credette di nuovo in dovere di rispondere, indirizzando a G.M.Biemmi una "Prima lettera intorno l'esistenza dei Corpi dei S.S.M.M. Faustino e Giovita nella Chiesa di S.Faustino Maggiore in confutazione della Lettera 2^ del Cittadino Bresciano al medesimo indirizzata" (Brescia, Turlino 1752 in 4.o) alla quale rispose nel gennaio 1753 e con questa parve ultimata la controversia. Il Biemmi, che nel frattempo aveva pubblicato il secondo volume della sua storia e preparato il terzo (dal 1157 al 1326), amareggiato dalle critiche incontrate, sospese la compilazione dell'opera e non volle pubblicare più nulla. Si vendicò invece stampando una pseudo "Historiola" di Rodolfo il Notaio abilmente manipolata e da tutti accettata e creduta autentica ed utilizzata da numerosi studiosi di cose bresciane. La felice riuscita dell'inganno lo spinse ad una più vasta e curiosa falsificazione con la pubblicazione di una "Istoria di Ardiccio degli Aimoni e di Alghisio Gambara", che egli affermò di aver scoperto in un manoscritto pergamenaceo del sec. XII, mentre non era che frutto della sua fantasia. Tale nuova scoperta, anch'essa utilizzata da quasi tutti gli studiosi fino alla sconfessione che ne fece il tedesco Wunstenfeld servì da materiale a Lorenzo Ercoliani per i suoi romanzi "I Valvassori bresciani" e "Leutelmonte". Il Biemmi fu del resto ottimo sacerdote. Morendo lasciò inedita anche una storia della Valtrompia e della Valsabbia che poi fu pubblicata dal Comparoni al quale è ancora ingiustamente attribuita. Sue opere: "Istoria di Giorgio Castriota detto Scanderbergh" (Brescia. G.B. Bossino, 1742 in 8.o e Ib. 1756 m 8.o); "Istoria di Brescia" tomo I (Brescia, Vendraminio, a spese di Giov. Colombo, 1748, in 4.o) tomo II (Ib. 1749) "Istoria di Ardiccio degli Aimoni e di Alghisio Gambara" (Brescia, Gianmaria Rizzardi 1759 in 8.o). Rimasero inedite: "Vita di Carlo V, Imperatore"; Gesta del Duca di Valstein" "Cronaca di Brescia detta di San Giovanni de Foris dal 1117 al 1213"; "Cronaca di S.Salvatore dal 1014 al 1273 illustrata con note inedite"; "Notizia intorno alla dimora in Brescia di Nicolò Tartaglia"; "Frammenti del Liber Potheris"; "Terremoto in Brescia nel 1222 e Rovine di Brescia nel 1769"; "Storia delle Valli Trompia e Sabbia"; "Decretum Collegii Brixiae 1536"; "Versi latini in lode di Brescia"; "Carte spettanti Bergamo dal 1002 al 1089"; "Carte spettanti Brescia dal 1267 al 1483"; "Parte presa nel Consiglio di Brescia nel 1486"; "Del Carroccio"; "Un documento del 1194 pei Monaci di Leno"; "Privilegio del 1448 di Federico IV pel Castello di Scovolo" "Schede di documenti per Tremosine e Manerbio di Vestone"; "Frammento storico della Congiura dei Brescia 1512"; "Storia della società lombarda", ecc.