AGNOSINE

AGNOSINE

Centro industriale della Val Vendra, secondaria della Valsabbia, nella cosiddetta Conca d'Oro. A 26 Km. da Brescia, 470 mt.s.l.m., sup.com. 13.65 Kmq. Abitanti (agnosinesi): (1951) 1213; (1961) 1531; (1971) 1652 ;pop. attiva: agr. 50, altre attività: 607, totale 657. Centro abitato Agnosine, Binzago, S.Andrea, ecc. (Gnúsen). Un tempo il paese era costituito dalle frazioni di Trebbio, Renzana, Binzago e Monatio, ora l'abitato è sempre più unito. Il nome non ha etimologia sicura. Secondo alcuni deriva da noce, secondo altri dal latino "amnis" - torrente, fiume. Trebbio può derivare da "Trivium"' cioè incrocio di tre vie; Renzano da "Vicus Arentiani", cioè da una proprietà. Nel medioevo parte del territorio fu del vescovo di Brescia che ne affidò l'amministrazione alla famiglia Guazoni. Questo territorio nel 1192 era feudo dall'abate di Leno, tale Uchicione Basaguerra. Entrato a far parte dei domini viscontei nel 1388, passò alla Quadra di Val Sabbia, con privilegi poi confermati dalla Repubblica veneta nel 1452. Era un territorio appetito, essendo amenissimo, ricco di acque e di prodotti, di pascoli e soprattutto di foreste e selvaggina. Sappiamo che ancora nel 1608 un tale Bernardino Soldo vi invitava i suoi illustri amici bresciani alla caccia della lepre. Nel 1440 fu assegnato da Venezia ad Aldrighino da Nozza. Già nel 1500 era diventato un importante centro industriale. Vi funzionavano ben 36 "folli" o folloni (per purgare panni, che venivano portati anche da Bione e d altrove). Poi l'aumento del dazio imposto dalla Repubblica di Venezia ne fece fallire parecchi. All'epoca del Catastico del 1609 ve n'erano in attività solo sei. A questi si erano aggiunti due mulini con quattro mole, di proprietà del Comune, ma avevano portato ben poco respiro economico nel rimontante squallore. Furono secoli tristi, di grande povertà. Spiraglio di speranze, fino al rifiorire industriale di questi ultimi anni, costituirono due fucine, dei Benini e del Cacagni.


Religiosamente, il centro dipendeva dalla pieve di Bione e fu affidato ad un Rettore fino alla metà del secolo scorso, quando fu eretto a Parrocchia. Aveva la sua chiesa ornata di affreschi quattrocenteschi e dedicata, come attesta il Faino, ai ss.Ippolito e Cassiano, piccola per contenere la popolazione, che già nel 1600 era di 1500 persone. Nel 1771 fu edificata perciò un'altra bella chiesa, ricca di stucchi e di altari, la cui facciata fu disegnata da R.Vantini. La chiesa fu consacrata un secolo fa da mons.Gerolamo Verzeri; abbellita continuamente in seguito con affreschi del Trainini, con un bel pavimento e con una efficiente illuminazione. - Ma per ogni dove vi è una chiesa: a Renzana (dedicata a Tutti i Santi), a Trebbio, la Madonna del Campello, a Binzago, pure parrocchia, e ancora s.Giorgio e la Madonna delle Calchere, singolare santuario, quest'ultimo, sviluppato nel '600 attorno ad una santella. Vi esiste un pregevole crocifisso. Una fontana di acqua freschissima ha fatto credere alla popolazione ad una apparizione. Agnosine è ora un paese industrializzato al massimo, grazie alla presenza degli stabilimenti Reguitti, G.R.A., dei Rivadossi, ed altri ancora.