VACCA, lago della: differenze tra le versioni

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VACCA, lago della (in dial. Lac de la àca)

Si trova a m. 2357 s.l.m. ai piedi del Cornone di Blumone e di Cima Galliner e Cima Terre Fredde nel sottobacino dell'Alta valle del fiume Caffaro, in territorio del Comune di Breno. Di origine glaciale, si trova su un terreno geologico di tonaliti e leucotonaliti. Nel 1925-1927 venne trasformato dalla Società Elettrica del Caffaro in un serbatoi artificiale per alimentare la centrale del Gaver. Il serbatoio ha una lunghezza di m. 735, una larghezza di m. 575 e una profondità massima di m. 23, la superficie di mq. 249.000 ed il volume di mc. 3.000.000.


Il nome sembra sia derivato, secondo alcuni, da un isolotto che si trovava nel lago, nudo, bianco, roccioso nel quale si credeva di intravedere il dorso di una mucca; secondo altri tale aspetto ha una roccia sopra il passo omonimo. Nella prima guerra mondiale fu occupato dalle truppe italiane a presidio del vicino fronte. Nel primo dopoguerra, nella zona sul fianco meridionale della Cima di Laione in una ex casermetta venne sistemato un rifugio della Sez. CAI di Brescia intitolato a Gabriele Rosa, poi trasferito, il 10 luglio 1932, nella Casa dei Guardiani della diga del Lago della Vacca a 2353 m. s.l.m. La località vide la presenza, sulla fine della seconda Guerra Mondiale, delle Fiamme Verdi della brigata Tita Secchi e i rastrellamenti delle truppe della R.S.I. In sviluppo, specie dagli anni '80, il turismo con il Villaggio dei cardi e altre iniziative. L'11 ottobre 1992 presso il lago venne inaugurato un nuovo rifugio, promosso dalla Società U. Ugolini ed intitolato a Tita Secchi, alpinista e partigiano catturato sui monti circostanti e poi fucilato. Dal 2000 è stato avanzato il progetto di una funivia dal rifugio Bazena al lago. Nel febbraio 2001 operai a custodia della diga si dissero spaventati da fenomeni spiritici attribuiti ad una giovane donna, deceduta nel 1700 in quel luogo a causa di un malore.