UGONI fratelli, via

UGONI fratelli, via

Congiunge, a O del centro storico di Brescia, piazzale Garibaldi a piazzale Repubblica seguendo la circonvallazione esterna alle antiche mura cittadine. Come ha osservato Franco Robecchi ("Le Strade di Brescia", p. 921): «La strada ricalca la via che si poneva sul ciglio del torrente Garza, lungo il vallo e le mura del lato occidentale della città. Sino all'inizio del XX secolo era una straduccia sterrata al limite della campagna. Le costruzioni più vecchie risalgono infatti al primo decennio del secolo e portano tracce liberty, come la più evidente (progetto dell'ing. Camillo Arcangeli), quella sull'angolo con via Somalia, del 1908, che è dotata di interessanti ferri battuti zoomorfici». Di rilievo la fabbrica di mozzi per cicli e motocicli della ditta Brivio, realizzata su disegno dell'arch. Antonio Tagliaferri. «Sul lato E, prosegue il Robecchi, la strada affianca edifici degli anni Venti e i giardini realizzati nello stesso decennio (1927, ma progettati già da sei anni) e recentemente riportati all'originaria forma. Già nel 1913 il Garza era stato coperto in un tratto mentre nel 1916 si erano costruiti due ponti in corrispondenza delle vie Cairoli e Bronzetti. All'inizio settentrionale della via e sull'incrocio con via Cassala, esistono edifici più alti, della fine degli anni Cinquanta». Le ultime mura sul lato E vennero abbattute nel 1907-1909 mentre erano già stati spianati gli spalti, che l'Inganni aveva dipinto affollati di Zuavi nel 1859, e meta di diporto dei cittadini e sui quali sorgeva un bel chiosco da caffè, opera neoclassica di Domenico Vantini, con una fontana di G. B. Cignaroli poi trasferita in piazza Paolo VI. La via fu percorsa da uno dei primi tram cittadini. Indicata come via di Campo Basso o dei Campi Bassi, nel 1909 venne intitolata ai fratelli Ugoni Camillo (1784 - 1855) (v.) e Filippo (1794 - 1877) (v.) dopo che, scrive il Robecchi, nel 1896 l'Amministrazione comunale aveva pressoché già assegnato alla via il titolo di Giacomo Malvezzi.