UGONI Stefano Maria (3)

UGONI Stefano Maria (o Mario)

(Brescia, 1526 - 1588 c.). Giureconsulto. Cavaliere aurato; fu apprezzato per il valore giuridico e per l'amore delle lettere. Sposò in prime nozze Giulia Martinengo, in seconde nozze Camilla Bona, in terze nozze Lucrezia di Sansone qd. Galeazzo Porcellaga, ed ebbe forse anche una quarta moglie in Susanna Longhena.


Stefano Maria ebbe possedimenti a Isorella, al Torricello di Capriano (per eredità Bona), a Verolanuova ed al Campazzo. Abitava in Brescia, nella contrada di S. Clemente in Cittadella Vecchia, e vi morì intono al 1588. Dai matrimoni nacquero una dozzina di figli e figlie: Claudia in Paolo Chizzola, Pietro, Camillo, Cecilia, Margherita, Giulia, Veronica, Virginia, Paola in Camillo Chizzola, Bianca in Leandro Gambara, Cesarea in Orlando Ducco, e Gianfrancesco. Le figlie non maritate entrarono in diversi monasteri, i due maschi ebbero famiglia. Su di lui, come sugli Ugoni, ha scritto molti versi il maestro di rettorica Publio Francesco Spinola (v.), milanese, sospetto di eresia e poi processato a Venezia e affogato nella Laguna.


Lasciò le seguenti pubblicazioni: "Ragionamento / del Magnifico / signore Ugoni / gentiluomo / bresciano / nel qual si ragiona di tutti gli stati /dell'humana vita" (In Venetia, appresso Pietro da Fine, MDLXII, pp. 118, in 16°, con interessante prefazione del p. Francesco Spinola intorno alla sua famiglia e le sue relazioni di parentela coi Pallavicino e i Gambara; il Ragionamento è a forma di dialogo avvenuto in casa Gambara); " Dialogo / della vigilia et / del sonno / del magnifico signore Ugoni / gentiluomo bresciano. (In Venetia, appresso Pietro da Fine, MDLXII, pp. 83, in 16°); "Trattato / del magnifico / signore Ugoni / gentiluomo bresciano / della imposizione de' nomi". (In Venetia, appresso Pietro da Fine, MDLXII, pp. IV-22, in 16°); "Discorso / del magnifico / signore Ugoni / gentiluomo bresciano / della dignità et eccellenza della gran città di Venezia, con una bellissima essortatione del medesimo autore all'honorato consiglio della città sua di Brescia". (In Venetia, appresso Pietro da Fine,MDLXII, pp. IV-24).