UGONI Filippo

UGONI Filippo

Sec. XIII. Di Brescia. Guelfo, nel 1239 fu podestà di Milano, nel 1240 di Asola, nel 1249 di Bologna. In tale circostanza accolse molti fuorusciti bresciani assegnando loro le entrate di un certo numero di molini. Come ha sottolineato Paolo Guerrini: «il suo reggimento a Bologna fu glorioso perché pacificò i partiti, i quali concordemente affidarono a lui il comando delle truppe nella guerra contro gli Imperiali sul Modenese, dove l'Ugoni con felice esito prese Castelfranco, S. Agata, S. Giovanni Crevalcore e Nonantola, si accampò sulle rive del Tanaro e diede alla Fossalta battaglia a re Enzo, riuscendo il 26 maggio a catturarlo». L'impresa fu tramandata dai versi di Alessandro Tassoni (in "La Secchia rapita", canto VI, 45) dove il podestà incita i suoi gridando in dialetto bresciano: «innanz/innanzi/che l'è rott' ol nemig, valent/soldati:/Feghe sbittà (scappar fuori) la schitta a tucch ste lanzi Maledetti da De' scomunegati». Re Enzo, catturato, venne condotto nel palazzo comunale, appena costruito dal 1244 al 1246 e terminato sotto il primo mandato podestarile dell'Ugoni e che da allora venne chiamato il palazzo di re Enzo, e nel quale il pittore De Carolis ai primi del '900 dipinse, nel grande salone adibito a teatro, l'episodio della cattura.


Nel 1252 fu podestà a Firenze, nel 1253 a Lucca, nel 1262 a Todi, tenendo conto che in quei tempi la podesteria (potestaria o potestacia) riassumeva ancora in sé tutta l'autorità civile e militare, rappresentando la forza e la legge del Comune. Secondo Paolo Guerrini l'Ugoni sarebbe morto dopo il 1266 e intorno al 1267, «poiché nel 1266 Filippo ebbe incarico di ambasciatore del Comune di Brescia e trovò ancora che Filippo e Corrado Ugoni, arciprete di Iseo (forse fratelli) furono presenti nel 1266 ad una investitura feudale vescovile». Grandi lodi fecero dell'Ugoni nelle "Storie fiorentine" e il Ghirarducci in quelle bolognesi. Secondo Giancarlo Piovanelli «è probabilmente il più celebre personaggio bresciano nell'Italia del '200, subito dopo Tebaldo Brusato, grazie alle splendide vittorie della Montaja, Figline e Montalcino contro i Ghibellini toscani, e alla coniazione del primo fiorino d'oro».