UGOLINI Gherardo

UGOLINI Gherardo

(Padova, 6 gennaio 1885 - Brescia, 20 gennaio 1960). Di Ugolino (v.) e di Elisabetta Revere, discendente dal poeta triestino Giuseppe Revere (1812-1889), apprezzato per il classicismo ironico e pessimista. Scrittore. Nel 1894 si trasferisce con la famiglia da Padova a Brescia, frequenta il liceo classico che lascia per il diploma di maestro elementare. Condivide le idee del padre e si orienta verso il socialismo. Nel novembre 1904 è testimone al processo per lo sciopero generale del settembre. Iscrittosi al partito socialista, collabora al settimanale locale "Brescia Nuova" fin dal 1907 e, dopo la espulsione della corrente bissolatiana, al settimanale riformista "La ragione socialista" dal 1912 al 1915. Politicamente rimane sempre libero da stretti condizionamenti. Nel novembre 1914 in "Ragione Socialista" apre addirittura a Benito Mussolini perché «sebbene espulso con lui fuori della chiesuola settaria» possa rifiorire «più puro e più integro nelle colonne del Popolo d'Italia». Nel 1915 collabora anche alla "Provincia di Brescia". Ma la sua passione più profonda è l'arte che trasfonde nella scuola con passione educativa e didattica. Come ha rilevato Lino Monchieri, egli aborrisce la scuola "burocratica e opprimente" e per questo cerca di introdurre nell'insegnamento ciò che a lui piacerebbe più come scolaro che come maestro. Le sue idee pedagogiche, anzi il suo metodo, si possono fissare in poche parole: l'arte come strumento di educazione. È all'arte egli spalanca le porte della scuola. Tutta l'arte, naturalmente. È convinto che il ragazzo è più sensibile alla rappresentazione che ai sermoni; così per il fanciullo come per il popolo. Per questo, Gherardo si mette a studiare musica per suo conto, compone lui stesso i canti per gli alunni della sua scuola, adatta e trascrive musiche classiche e rinnova il gusto della polifonia mediante l'uso dei canoni. Come ha sottolineato Franco Nardini egli: «considera l'arte nella sua accezione più estesa come principio fondamentale dell'educazione e perciò valorizza la musica, il canto, il disegno, la poesia, la narrazione come strumenti, i più idonei, a comprendere e praticare il bene mediante il bello». Ufficiale nella I guerra mondiale, come scrive ancora Lino Monchieri, considera sempre il plotone o la compagnia piccole comunità da educare: intrattiene perciò i soldati, nei periodi di riposo, con rappresentazioni teatrali e concerti bandistici e forma in loro il gusto delle cose belle.


Nel Dopoguerra, legato al Partito Socialista Italiano, si dedica ad una intensa attività culturale. Nel novembre 1920 è con Dante Bravo fra i più infaticabili promotori, a Brescia, del "Gruppo Socialista Amici dell'Arte" fondato a Milano un anno prima. Partendo, come ha scritto G.F. Porta, «dalla constatazione che è "supremo interesse" della borghesia tenere le classi lavoratrici lontane dalla politica, gli autori della lettera aperta al giornale individuano nello sport e nell'alcoolismo gli strumenti dei quali le classi dominanti si avvalgono per impedire emancipazione operaia». Sull'esempio di quanto realizzato dall'amministrazione socialista di Milano si propone di promuovere le più varie iniziative culturali a favore della classe operaia. Il programma viene precisato in un ampio documento e con un appello al Partito Socialista e alla Camera del lavoro perché sostengano l'iniziativa. Vengono proposti: un "Teatro del popolo", un'"Università proletaria" o popolare, un ente di controllo dei pubblici spettacoli, oltre che l'organizzazione di passeggiate rosse", di concerti, conferenze, esposizioni, convegni "proletari", biblioteche, ecc. Ugolini scende in campo a difendere l'Istituto Venturi. e dedica molto del suo tempo ad organizzare concerti, incontri musicali che egli stesso introduce e illustra. Dal dicembre 1921 è direttore di "Popolo e arte, rivista mensile di cultura proletaria" che esce a Milano.


Dopo aver pubblicato solo articoli, su giornali e riviste ed alcuni saggi, si orienta anche verso la narrativa e nel 1922 pubblica un lungo racconto dal titolo "Legionaria" nel quale è protagonista una maestra socialista protesa a sempre più ampi orizzonti umanitari. L'avvento del fascismo, mentre seppellisce il Gruppo Amici dell'Arte, non smorza l'attività di scrittore e di educatore. Anzi ad essa dedica, assieme all'insegnamento, tutto il suo tempo. Nel 1924-1925 firmandosi "matita verde" collabora al "Pasqualino" il mensile della Mutualità scolastica del quale diviene l'anima, creando una falange di piccoli personaggi: "Lanternone", "Lumino", "Tubicini", ecc., che vivono e si agitano come fanciulli veri con tutti i loro difetti e le loro eccessività. Le loro gesta muovono al riso, ma fanno pensare, inducono talvolta alle più amare riflessioni. E non manca numero del periodico nel quale non compaia una pagina musicale da lui firmata.


Avvicinatosi sempre più all'Editrice "La Scuola" promosse, avvalendosi della felice arte di illustratore di Francesco Carlo Salodini, il quindicinale "L'arte dei piccoli", dove pubblica, con originale anticipazione, componimenti e disegni di bambini e ragazzi nella loro immediatezza e freschezza e vi profonde, come scrive Franco Nardini, egli stesso consigli e interpretazioni suggestive con grande finezza e acutezza di giudizi. Unica nel suo genere, la rivista verrà soppressa dal fascismo nel 1935. L'Ugolini aveva incominciato anche una Biblioteca dell'Arte dei piccoli" pubblicando vari volumetti, interrotta nel 1941. Per anni il suo interesse svolge, come ha sottolineato Franco Nardini, tutto alla scuola e ai ragazzi per i quali concepì, per la Editrice "La Scuola", due collane profondendo il suo talento e il suo gusto letterario in mirabili riduzioni: "I grandi poemi dell'umanità" (inizialmente "Le favole dell'infanzia del mondo raccontate ai fanciulli al popolo") "I santi e gli eroi nella storia e nella leggenda" furono pubblicati in quindici volumi che riscossero un successo straordinario così che alcuni di essi vennero ristampati più e più volte e nel 2004 sono ancora a catalogo: Achille e Patroclo, Paziente Odisseo, Dante il mistico pellegrino, Orlando a Roncisvalle, ecc. Con quei libri volle suscitare nell'animo infantile il desiderio di una vita nutrita di ideali, di fatti mirabili dove emergessero verità morali feconde di bene.


Sul finire della carriera di maestro accetta nel 1941 di dirigere le scuole di Sebenico, in Dalmazia. Qui lo sorprende l'armistizio dell'8 settembre 1943, quando viene prelevato dai tedeschi che lo rinchiudono in un campo di concentramento assieme al figlio quindicenne Giovanni che l'ha raggiunto, violino in spalla, con un viaggi avventuroso. Successivamente viene trasferito in una fattoria nel territorio di Hannover, dove, ormai sessantenne, si dedica al lavoro di mandriano. Riportato nel lager di Versen, nell'estate del 1945 può ritornare in Italia.


Da questa esperienza trae un racconto autobiografico "La signora Weiss", pubblicato a puntate su "Scuola Italiana Moderna" che si aggiunse ai romanzi di vita magistrale pubblicati nel 1935 "Castelrotto e i suoi maestri" e nel 1935-36 "Settima B". In prigionia porta a termine anche "S. Maria di Valle Verde" sulla sua esperienza di educatore in Dalmazia. Dell'esperienza di prigionia è fra i primi ad esaltare gli aspetti più umani e a far conoscere in Italia la figura e il "Diario" di Anna Frank, il cui padre Otto Frank, compagno di prigionia, lo raggiungerà a Brescia. Al "Diario" della giovanissima ebrea dedicherà fin dal 1955 note e recensioni, arrivando, ormai non lontano dalla morte, a recensire una delle prime biografie di Anna, di Ernst Schnabel, "Spur eines Kindes", in italiano presso Mondadori, nel 1958.


Rientrato in patria, lascia la scuola e si dedica al lavoro di scrittore per ragazzi e di giornalista. Già nel 1945 uscì "Saverio e il drago", una lucida storia di adolescenti che si fanno uomini giocando alla guerra ai margini della bufera, cui segue nel 1946 "Il ponte di Rubbio". In precedenza aveva scritto due opere di narrativa, vigorose e significative, "Minerva a passo di strada" (1939), "Romanzo della mia scuola" (1944), rivolte, come ha sottolineato Lino Monchieri, più che ai giovani agli educatori, ma ricche di figure infantili. Con questi due libri, Ugolini maestro rivela il dissidio tra la poesia e la vita, il contrasto sia pure rappresentato con tinte amaramente umoristiche tra l'aspirazione ardente dell'educatore che combatte con forze inadeguate e la esiguità dei mezzi di cui dispone in un'Italia anche spiritualmente poverissima. Collabora assiduamente a "Scuola Italiana Moderna" sulla quale pubblica sotto lo pseudonimo di "Maestro Pellegrino" apprezzate rubriche dal titolo "Poesia e vita" e "Ispezioni a distanza". Collabora attivamente a "Esploriamo" e ad altri periodici dell'Editrice La Scuola e continua a pubblicare testi scolastici di lettura, antologie, racconti e favole. Diffusissimi sono i suoi "Racconti minimi", i suoi "Libri piccolini", le sue storie per bambini. Della sua lunga esperienza umana vissuta sempre nella scuola e, negli ultimi tempi, accanto alla scuola, egli ha dato appassionata testimonianza nei suoi romanzi nei quali ha sempre voluto far emergere gli aspetti più nobili e insieme umbratili dell'esistenza, per suscitare il gusto della bellezza e della bontà che si alimentano nell'interiorità. Né si può dimenticare "Mompiano. Storia di un'idea e di un'esperienza educativa" (1942). Il cap. 2 è dedicato a Nave e alle sue scuole dove hanno iniziato il loro tirocinio le due sorelle Agazzi. Il libro, nato dalla familiarità che l'Ugolini aveva con le sorelle Rosa e Carolina Agazzi, fa testo ancora oggi. Le Agazzi gli hanno narrato la loro vita: come sono giunte a maturare il metodo per le scuole materne (v. Metodo Agazzi-Pasquali), la sua diffusione e l'Ugolini ne ha tratto con maestria e partecipazione una testimonianza unica.


Sposato nel 1915 con Maria Bonfiglio (v. Ugolini Bonfiglio Maria) ebbe cinque figli: Augusto, Augusta, morti prematuramente, Rosa (n. nel 1924), insegnante, Giovanni (v.) e Bruno (n. nel 1935), giornalista. La morte lo coglie povero e spesso solo, ma sempre attivo, nel gennaio 1960.




OPERE E PUBBLICAZIONI. Ad eccezione del racconto "Legionaria" (Stella, Milano, 1922) tutte le sue opere sono state pubblicate a Brescia dalla Editrice "La Scuola": "Paziente (il) Odisseo" (1925); "Sigfrido e l'anello" (1925); "Achille e Patroclo" (1926); "Argonauti (gli)" (1926); "Padre (il) Enea" (1926); "Ritorno (il) di re Agamennone" (I reduci) (1926); "Vacanze serene" (1926); "Piccolo (il) Dante" (1928); "Ariele" (1929); S. Giovanni Battista" (1932); "Davide re" (1933); "Racconti minimi" (1933); "Per il canto e la recitazione nella scuola" (1934); "Fiordiluce e Scorpioncino" (1934); "Fiori (i) del cielo" (1934); Cabrini Nora, Ugolini Gherardo, "Girotondo (il) dei più piccini" (1934); "Orlando a Roncisvalle" (1934); "Pescagatti l'addormentato e altre fiabe" (1934); "Pitin e altri racconti" (1934); "Specchio (lo) magico e altre fiabe" (1934); "Violino (il) del vecchio Malè e altri racconti veri e verosimili" (1934); "Castelrotto e i suoi maestri (1913-1919)" (1935); "Diario (il) di una mamma" (1935); "Intorno al presepio" (1935); "Percivalle" (1935); "Stupefacenti (le) avventure del Barone di Münchhausen" (1936); "Albero (l') antico e altri racconti minimi" (1936); "Aurora d'aquila" (1936); "Dal Brennero a Siracusa" (1936); "Io scolaro" (1936); "Maschera (la) sul volto" (1936); "Paese (il) della frutta d'oro" (1936); "Pasqualino in vacanza" (1936); "Quando ero povero" (1936); "Sono Balilla!" (1936); "Tra due guerre" (1936); "Voci del mondo" (1936); "Coi ragazzi della via Pal" (1937); "Brobdignac" (1937); "Storia di due scarabocchi" (1937); "Autarchia", contributo di Gherardo Ugolini e altri (1938); "Buon (il) centurione" (1938); "Settima B" (1938); "Animali parlanti" (1939); Bonell Ermanno, Ugolini Gherardo, "Apprendere (l') attivo" (1939); "Minerva a passo di strada" (1939); "Piccola storia di un bimbo povero" (1939); "Rocca (la) e il fuso" (1939); Foce Anna, Ugolini Gherardo, "Burattini e marionette" (1940); "Augusto" (1940); "Rinaldo e la selva incantata" (1940); Bernasconi Piero, Ugolini Gherardo, "Lavori di un ragazzo" (1941); "Novelle (le) di Fernanda e Bruno" (1941); "Calatafimi" (1941); "Canzone (la) del premio" (1941); "Colonia (la) della bontà" (1941); "Favole e fiabe della bontà" (1941); "Nuovi racconti minimi" (1941); Nigrisoli Rina, Ugolini Gherardo "Amore della natura nella scuola di Portomaggiore" (1942); "Mompiano" (1942); "Educazione familiare", contributo di G. Ugolini e altri (1943); Ugolini Gherardo, Bettini Francesco, "Romanzo della mia scuola" (1944); "Saverio e il drago" (1945); "Bertuccia (la) e gli occhiali" (1946); "Chi la fa l'aspetti" (1946); "Chi l'indovina?" (1946); "Fiabe di tutto il mondo" (1946); "Gabbia (la) dorata" (1946); "Gallo (il) nel pozzo" (1946); "Leone (il) va in guerra" (1946); "Moscerino (il) superbo" (1946); "Paura (la)" (1946); "Ponte (il) di Rubrio" (1946); "Pozzo (il) delle sorprese" (1946); "Primo sole" (1946); "Ragazzi (i) di via Ariberto" (1946); "Spino (lo) cattivo" (1946); "Storie allegre di Serpolino" (1946); "Tartaruga (la) vince la lepre" (1946); "Topi (i) campanari" (1946); "Topolino (il) salva il leone" (1946); "Flauto (il) magico" (1947); "Focaccina (la) dell'amore e altre fiabe" (1947); "Lucciola (la)" (1947); "Lupo (il) e la volpe" (1947); "Pipistrello (il)" (1947); "Primo sole" (1947); Bettini Francesco, Ugolini Gherardo "Novelle (le) di Fernanda e Bruno" (1948); Bettini Francesco, Ugolini Gherardo "Orco (l') grullo" (1948); "Albero (l') incantato" (1948); "Alla ricerca del vello d'oro" (1948); "Api (le) hanno ragione" (1948); "Avventure (le) di Pipillino" (1948); "Buon (il) centurione" (1948); "Camillo non dice bugie" (1948); "Casa (la) sulla fucina" (1948); "Favole leonardesche" (1948); "Lillì fa i capricci" (1948); "Lucietta possiede una montagna e altri ricordi di Rosetta" (1948); "Nel paese dei Nani e dei Giganti" (1948); "Occhio (l') di Polifemo" (1948); "Racconti a Brunetto" (1948); "Racconti eucaristici" (1948); "Storia (la) dei dodici topolini" (1948); "Volpe (la) scodata" (1948); Ca brini Ermanno, Ugolini Gherardo "Marzo 1849" (1949); "Incontri (gli) nel sole" (1949); "Ritorno (il) di Luigino e altri racconti" (1949); "Sole mio" (1949); "Vacanze (le) di Giovannino (1949); "Vicolo del lanternino" (1949); "Alba d'oro" (1950); "Bambino (il) meraviglioso" (1950); Swift Jonathan, Ugolini Gherardo "Viaggi (i) di Gulliver" (1951); "Sistema (il) dei reggenti", contributo di G. Ugolini e altri (1952); "Camminare", testo elementare, contributo di G. Ugolini (1953); "Cortile (il) della fattoria" (1953); "Camminare", contributo di G. Ugolini (1954); "Romanzo della mia scuola" (1954); "Viaggio (il) di Ulisse" (1954); "Cavalieri (i) della Tavola rotonda" (1954); "Dante il mistico pellegrino" (1954); "Gionata Swift" (1954); "Rocca (la) e il fuso" (1954); "Storia (la) dell'errante Enea" (1954); "Racconti minimi" (1956); Raspe Rudolf Erick, Ugolini Gherardo "Venticinque (le) avventure del Barone di Münchhausen" (1956); Riggio Felicita, Ugolini Gherardo "Arte (l') dell'arredamento" (1956); Scotti Domenica, Ugolini Gherardo "Semi di luce" (1956); "Viaggio (il) di Enea" (1956); "Storia (la) del precursore" (1957); Colombo Angelo, Ugolini Gherardo "Fiorvivo" (1958); "Scoprire", contributo di G. Ugolini (1958); "Gioia d'imparare", contributo di G. Ugolini (1959); "Applicazione (l') del metodo dei reggenti", contributo di G. Ugolini (1961); "Argonauti (gli)" (1961); "Dante il mistico pellegrino" (1961); "Paziente (il) Odisseo" (1961); "Storia (la) dell'errante Enea" (1961); "Achille e Patroclo" (1966); Swift Jonathan, Ugolini Gherardo, Monchieri Lino "Quattro (i) viaggi di Gulliver" (1968); "Racconti minimi" (1969); "Animali parlanti" (1978).