TOBANELLI Girolamo o Geronimo

TOBANELLI Girolamo o Geronimo

(S. Felice del Benaco, 1551 - Brescia, 1604 c.). Figlio "separato" di ser Francesco Tobanelli "fabbro murario" di S. Felice (v. Tobanelli o Tabanelli). Nel 1588 abita in Pozzo dell'Olmo. Compera in Brescia il 25 aprile 1592, da Pietro Tobanelli, un terreno sito in Manerba, in "contrada Riparum". "Marangone da muro" ma anche architetto e ingegnere, è legato ai maggiori architetti del tempo, quali il Piantavigna e il Lantana. Il suo nome è legato per lunghi anni al monastero e alla chiesa di S. Faustino. Come fu scritto ("La Chiesa e il Monastero benedettino di San Faustino Maggiore in Brescia", pp. 44-45), le prestazioni del Tobanelli iniziano dal 1560, come emerge da una deposizione del 28 ottobre 1588 da cui risultano ventotto anni di lavori, molti dei quali probabilmente sotto la direzione del Piantavigna. Come sottolinea il Mezzanotte, "La importante referenza, messa a verbale dal notaio Martelletti, venne usata per ottenere al Tobanello l'incarico di elevare il chiostro dorico-tuscano del monastero femminile dei Santi Cosma e Damiano. Verosimilmente - scrive Mezzanotte - mastro Tobanello dovrebbe aver realizzato fra l'altro anche i due saloni dell'attuale parrocchia, al piano terra e al primo piano, a metà del chiostro ionico della Campanella, riducendolo a due cortili quadretti di base, anche se quello inferiore (detto poi dell'Abate) è decisamente più piccolo di quello superiore (o della Campanella)". Lo stesso studioso rileva come sia "ancora Geronimo Tobanello il capomastro che cura i primi adattamenti di architettura rinascimentale apportati all'antica chiesa dei santi protettori". Sotto la direzione dell'architetto Giovanni Maria Piantavigna, il Tobanelli, nel 1580 circa, assume l'appalto di lavori nel chiostro "piccolo" dell'abate. Di "nascosto dei monaci" il Tobanelli si assume l'incarico di abbassare il coro della chiesa distruggendo in tal modo l'antica cripta. Il 2 gennaio 1601 viene incaricato dal Comune di Brescia di sistemare l'area "dirimpetto alla porta di sera di S. Faustino" e di costruire sopra il Garza un ponte "con le sponde di quadrello e prede picate".... Oltre che in S. Faustino notevole la sua opera nella nuova chiesa di S. Giulia. Il 16 giugno 1593 Girolamo aveva firmato nella foresteria di S. Giulia il contratto per la fabbrica, sotto la guida dell'arch. Giulio Todeschini (v.), della chiesa di "S. Giulia nova", che viene terminata dall'impresa nel 1599, come indica la data sulla facciata. Nel frattempo, nel 1598 Girolamo lavora anche per le monache di S. Maria Maddalena (poi di S. Maria della Carità). Il 26 maggio 1601 interessa il conte Lucrezio Gambara per avere dalla sorella di lui, donna Felice, 360 lire planet "per la fabbrica a lei fatta di Santa Giulia". Due anni dopo, il 14 febbraio 1603, si sta interessando per un'opera a lui ordinata dal medesimo conte. Come ha supposto il Boselli, Girolamo deve essere morto ai primi del '600, forse nel 1604, e l'impresa deve essere passata al nipote Giacomo, figlio di Giambattista. È infatti nel 1604, 1605, 1606 che Giovanni Battista Lantana è incaricato di eseguire la misura e la stima dei lavori compiuti dai Tabanelli a S. Maria Maddalena.