TIGNALGA (2)

TIGNALGA (in dial. Tignalga) o Trignalga

Cima di Tignalga (a m. 1409 s.l.m.) a NO di Sermerio, frazione di Tremosine, sul fianco destro della Val S. Michele, e, a sud, sottostante Val Tignalga e cascina sulla strada da Sermerio a Tignale. Dalla cima si abbracciano vasti panorami sul Trentino e il Garda. Nella valle esistono cave di tufo. Vi scorre il torrente che separa, come suggeriscono documenti del 17 agosto 1500, i confini tra Tignale e Tremosine, ma che anticamente costituiva il confine tra Brescia e Trento per cui alcuni commentatori hanno voluto vedervi il "loco" che in Dante separa le terre bresciane, veronesi e trentine. Il torrente, che è chiamato anche Campione, ha sempre offerto ottime occasioni di pesca, ma l'acqua è soprattutto servita ad azionare i filatoi di Campione attraverso turbine ad essi collegate. Queste trasformavano direttamente in energia elettrica la caduta d'acqua del Tignalga. Il geologo tremosinese Arturo Cozzaglio provvide successivamente ad imbrigliare il Tignalga a 100 metri dal livello del lago. Dapprima un canale in galleria, quindi 115 metri di tubi Togni. Per aumentare la disponibilità della forza idrica, l'Olcese nel 1902 costruiva un serbatoio della capacità di 20.000 metri cubi, il primo ideato in Italia, per contenere il deflusso delle acque nelle ore di inattività dello stabilimento. Con il Brasa, il Tignalga forma un bacino idrografico di 142 kmq. capace di dare energia elettrica di 3000 cavalli. Nella valle si incontrano ancora resti di piccole gallerie e di camminamenti della I guerra mondiale. È chiamata "della Tignalga" anche la strada che collega Tignale a Tremosine dal passo di Nota e che è stata sistemata nel 2001. Il nome viene fatto derivare dalla voce la tina, italiana e dialettale "tina" = noto recipiente vinario. Ma sembra più vera la derivazione da Tignale.