TIEPOLO Gian Domenico

TIEPOLO Gian Domenico

(Venezia, 8 agosto 1717 - 3 marzo 1804). Figlio del pittore Giovan Battista. Pittore, detto il Tiepoletto.


SUE OPERE:


BRESCIA, BASILICA S. FAUSTINO MAGG.: Martirio dei Ss. Faustino e Giovita, i Ss. Faustino e Giovita alla difesa di Brescia (a fresco sulle due pareti del presbiterio, 1754-1755), Gloria dei Ss. Faustino e Giovita (a fresco nella volta del coro, 1754-1755; tutte le architetture sono del Mingozzi-Colonna). Appartamento dell'Abate, ora abitazione del prevosto: Storie della vita di G. Cristo (La fuga in Egitto, L'incontro con la Samaritana, Cristo e l'adultera, la Maddalena lava i piedi a Gesù). Nel 1995 sono state trovate in una cella del monastero di S. Faustino le sinopie di quattro affreschi (m 1 x m 1), tre raffiguranti scene di carnevale, una un vecchio circondato da tre persone. PINACOTECA TOSIO-MARTINENGO: La fuga in Egitto o la B.V. sorretta da due angeli segue Giuseppe. Gaetano Panazza attribuisce la pala di Desenzano ("Ultima cena", nella parrocchiale) a Gian Domenico, nonostante sia firmata G. Battista. Un'acquaforte della pala, eseguita da G. Domenico porta la dedica ad A.M. Zanetti. Attribuita l'Adorazione dei pastori nella chiesa di Galleno di Corteno, ma più probabilmente del vicentino Pasqualotto. Esemplate sulle stazioni della Via Crucis in S. Polo a Venezia e sulla serie di 16 acqueforti eseguite dallo stesso pittore dopo quei dipinti, sono le stazioni della Via Crucis della chiesa parrocchiale di Gussago. Sono copie di una Via Crucis del Tiepoletto le stazioni eseguite da Vittorio Trainini per la basilica di S. Faustino. Altre Via Crucis in relazione a quella del Tiepoletto esistono in S. Giovanni a Brescia, nelle parrocchiali di Bornato, Mocasina e in altre ancora.