SCOVOLO (2)
SCOVOLO
Famiglia che il Nassino scrisse provenire da "Castione" (Castiglione delle Stiviere), terra mantovana, ma che il Lechi e il Monti della Corte dicono originaria del castello omonimo (ora S. Felice del Benaco), fin dal sec. XIV salda roccaforte della Riviera del Garda poi distrutto. Trasferitasi in Brescia nel sec. XV, vi visse nobilmente e ottenne la ascrizione al Nobile Consiglio, del quale fece parte, divisa in molti rami, fino alla fine del regime aristocratico. A Brescia è noto Antoniolo nei primi anni del sec. XV. Giovanni Scovolo di Castiglione delle Stiviere aiutò Gian Giacomo Martinengo a pagare una taglia ai soldati francesi che lo avevano catturato. Gli Scovolo si diffusero anche nel territorio di Leno, forse feudatari dell'Abbazia. Nel 1470 e 1477 Antonio Scovolo cedeva al Comune di Leno diritti d'acqua sull'Oriolo Torto e nel 1486 sulla roggia Seriolazza. Una Florida Scovalo sposò Candido Pocpagni (n. 1611) al quale portò in dote una tenuta di 165 piò a Leno. Mario e Giacomo Scovolo vengono riconosciuti fra i nobili dall'autorità austriaca. Poi la famiglia va disperdendosi (Lorenzo a Casalmaggiore, Antonio a Pisa, Pietro in America, Antonio a Vigevano, Angelo a Mortara). A Provezze restano Teodoro q. Cesare e Achille mentre Luigi è a Montichiari. Stemma: «Partito: nel primo palato di rosso e d'argento, di quattro pezzi; nel secondo, di rosso, al leone rampante d'oro abbrancante uno scovolo dello stesso; col capo d'oro, all'aquila di nero».