SAMPIETRI Luigi

SAMPIETRI Luigi

(Pontevico, 1804 - Brescia, 1858). Come scrisse di lui il contemporaneo Stefano Fenaroli: «Chiamato da prepotente inclinazione naturale all'arte della pittura, egli si diede fino dai suoi più teneri anni a disegnare e dipingere. L'indole sua vivace e focosa, mal sofferendo di adattarsi al solito tirocinio dell'arte sotto la direzione e l'insegnamento di speciale maestro, si accontentò di visitare spesso studi di diversi artisti, e segnatamente quello del celebre Francesco Hayez in Milano, pel quale avea speciale simpatia. Egli dunque si fece artista da sè; ed è a maravigliare che, senza scuola, giungesse a compiere quadri di grandiosa composizione». Sotto l'influsso dell'Hayez impresse alla sua opera una svolta spiccatamente romantica, come testimoniano l'Autoritratto ed i dipinti, purtroppo dispersi, di soggetto filoellenico e medievale, prodotti a partire almeno dal 1837. Nonostante venisse auspicato dagli intenditori bresciani che il suo indubbio genio venisse "perfezionato nello studio dei maestri e della natura", lavora intensamente per la committenza locale, come testimoniano le numerose opere, anche a carattere sacro, regolarmente presentate tra il 1830 ed il 1847 alle annuali mostre dell'Ateneo. Nel 1839 espone a Venezia l'opera "Pia de' Tolomei", soggetto realizzato dal pittore in varie versioni. Nel 1857 ben tredici opere, tra cui alcuni ritratti, sono presenti all'Esposizione Bresciana. Pur avendo egli eseguito soprattutto ritratti - per i quali gli veniva riconosciuta una particolare perizia - sono oggi conosciuti solamente quelli conservati presso i Civici Musei (tre tele ed una miniatura su avorio), mentre altri, inediti, sono segnalati in collezioni private bresciane. Come scrive L'Anelli «in età più avanzata si accostò maggiormente allo stile romantico venendo a condividere con il Rottini l'orizzonte non vasto della pittura bresciana del Romanticismo». Altri ritratti "molto belli", scrive ancora L'Anelli, si trovano presso antiche famiglie bresciane. Tentò anche il campo drammatico; e pubblicò nel 1857 un libro di prosa e di poesia: sono in tutto tre scene drammatiche: la Adamo ed Eva (in 3 parti, composta nel 1839); 2ª Il Parricida (a. 1843); 3ª L'ultima notte del Tasso (n. 1856).


SUE OPERE:


BRESCIA - S. Francesco d'Assisi: "S. Antonio ab." (1834) al primo altare di destra, poi in sagrestia. Musei Civici: "Ritratto di frate francescano" (firmato datato 1831); "Ritratto del frate francese. Luigi Carpinoni" (1835 c.); "Autoritratto" (1842); "Ritratto di Maddalena Zuccari".


PONTEVICO - chiesa abbaziale: "Madonna del Castello". Affreschi nelle case del notaio Bartolomeo Cupis e di Antonio Gorni.


SALÒ - S. Filippo Neri: affresco.


TRAVAGLIATO - chiesa parrocchiale: "S. Filippo Neri tra i fanciulli" (firmato datato 1831).


Alle mostre dell'Ateneo di Brescia presentò: "La Madonna dell'affezione col Bambino e S. Giovanni, e ritratto d'un ecclesiastico" (dipinto ad olio, 1830); "Cinque altri ritratti, dipinti come sopra" (1831); "Undici ritratti" (1832); "Le ultime ore di Missolungi" (dipinto ad olio, 1837); "La Pia de' Tolomei - Sacra Famiglia" (1839); "Donna greca con fanciullo" - "Beata Vergine col Bambino e S. Giovanni" - "Madonna" e "Corsaro" (1841); "La gioventù di Maria Vergine - Una greca ferita - Ritratti e studi dal vero" (tutti ad olio, 1842); "Le ultime ore di Missolungi (replica con varianti), quattro ritratti, un Redentore colla croce e Sacra Famiglia" (1844); "Altra Pia de' Tolomei, una Sacra Famiglia e ritratti" (1845-1846); "Diversi ritratti" (1847).


All'Esposizione bresciana del 1857 presentò: "Le donne di Missolungi, che eroicamente si offrono a fare una sortita nelle ultime ore dell'assedio"; "La Madonna" (mezzo busto grande al vero); "Gesù Crocifisso"; "Il Redentore" (copia da un dipinto di celebre autore); "Una donna" (studio - mezzo busto); "Donna che legge" (studio); "Ritratto di una fanciulla" (mezzo busto); "Ritratto di uomo" (mezzo busto); "La Madonna col Bambino e S. Giovanni"; "Due dipinti rappresentanti ciascuno una testa di donna" (studi); S. Giovanni Evangelista che tiene in mano il calice"; "Un ritratto di sacerdote"; "L'ultimo giorno di Missolungi".