SALA (5)
SALA (de Salis) Oddone
Sec. XI. Di Abelardo o Alderado o Adelrado de Loco Sale. Chierico canonico della chiesa di S. Faustino ad sanguinem in Brescia (S. Afra), figlio del defunto Abelardo "de loco Sala" il 18 gennaio 1087 alla presenza di notai, giudici, testimoni e dello stesso Alberto, impegnava il suo amministratore, Liprando de Casale, a mettere a disposizione di Alberto, priore di Pontida, i beni in elenco: per primo, i terreni ed i fondi di Sale, fatta eccezione del castello, "come segna il fossato verso mattino", che Oddone riservava a sé; una parte dei beni doveva restare alla cugina Berta, figlia del fu Aldegerio dello stesso luogo di Sale; le altre terre e luoghi di Cellatica, Verziano, Serpente, Flero, Morticiole, Maclodio, Brandico, Lograto, Ognato, Cremezzano, Oriano, Pudiano, Gerola, Zurlengo, Mazzano, Garda, Carzago, Capodiponte e "tutte le terre e gli altri luoghi sia in pianura che sui monti di proprietà di Oddone esistenti nel regno d'Italia". La carta di Oddone, della quale si fecero almeno tre copie con differenti formulazioni, fece pensare a più di uno studioso che si trattasse o di una "trasmissione fiduciaria di patrimonio a persona di fiducia", per mancanza di eredi o per crisi del sistema feudale e quindi di disimpegno del nobile proprietario; o di finta donazione, per salvaguardare temporaneamente delle proprietà esposte a qualche pericolo di usurpazione; o, con maggior probabilità, di una vendita simulata per garantirsi un certo capitale, ipotesi fra le più accreditate. Infatti, in un'altra carta relativa a questa donazione, con la stessa data, si parla di un patrimonio stimato in 700 libbre d'argento, somma assai ingente rispetto ad altre, ricevuta da Oddone come prestito effettivo dietro quella fittizia largizione. In un altro documento datato intorno al 18 gennaio 1087, detto "carta di Ugo", che era abate di Cluny, si riconosce ad Alberto e al Monastero di Pontida non solo l'autorità sulle terre ed i beni lasciati dal chierico Oddone, ma si invita anche a dare esecuzione a quella donazione secondo l'ordine legale o i costumi di quel luogo, ad assolvere il suo debito e ad adempiere al suo testamento: Oddone, a quanto pare, in punto di morte, per il bene dell'anima sua, aveva redatto un testamento in cui dava esecuzione alla vendita dei suoi beni, non avendo potuto far fronte al debito contratto con Pontida.