REGGIMENTI

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REGGIMENTI

Corpo organico dell'esercito che inquadrava un certo numero di battaglioni, o gruppi di squadroni e unità diverse al comando di un colonnello.


Brescia diede il nome o anche solo ospitò fra gli altri i seguenti reggimenti:




CACCIATORI BRESCIANI. Prese tale denominazione il II Reggimento provvisorio costituitosi nel 1848 in seno alla I Divisione lombarda agli ordini del gen. Manfredo Fanti in seguito all'appello di re Carlo Alberto a moltissimi volontari lombardi. Passato il Mincio il 26 marzo 1848 i "cacciatori bresciani" combatterono a Gavardo, in Valsabbia, nel Trentino, a Tremosine e nell'assalto a Peschiera. Sciolto per intimazione austriaca, di esso restò solo la bandiera. Risorse però nel 1859 con la denominazione di XX Reggimento (v. 2° Fanteria) e il motto "Ut Brixia leones". La bandiera del II Battaglione venne custodita in Piemonte e resa nel 1859 al Maggiore ing. Nicola Sedaboni già comandante del battaglione e poi custodita nel Museo del Risorgimento.


3° ARTIGLIERIA PESANTE.


16° ARTIGLIERIA DI CAMPAGNA. Formatosi a Brescia nel 1888. Ebbe sede nella Caserma Tartaglia. Fu il primo contingente di artiglieria entrato in Trento il 7 novembre 1918.


30° ARTIGLIERIA DI CAMPAGNA. Costituitosi in Brescia l'8 novembre 1926 nella caserma "Tartaglia" con la fusione dei due nuclei forniti dal 14° Reggimento pesante campale (comando e deposito) e di due gruppi forniti dal 6° Artiglieria di Campagna. Un suo gruppo di batterie someggiate combattè poi in A.O.I.


52° "TORINO" ARTIGLIERIA DI CAMPAGNA SEMOVENTE. Ebbe sede a Brescia nella caserma Ottaviani e poi nella Papa dal 1962 fino al 7 ottobre 1995, trasferendosi poi a Vercelli. Costituitosi il 1° luglio 1916 a Padova partecipò alla I guerra mondiale combattendo sul fronte dell'Isonzo, sul Piave (schierato sul Montello) e nella battaglia di Vittorio Veneto. Sciolto dopo la guerra viene ricostituito nel 1935 a Messina con la denominazione di 52° Reggimento Artiglieria "Peloritana II" . Sciolto ancora nel 1936 viene nuovamente costituito nel 1938 con il nome di 52° Reggimento Artiglieria "Torino". Nella seconda guerra mondiale fa parte del Csir e partecipa alla guerra sul fronte russo meritando una medaglia d'oro e una di bronzo. Ricostituito il 1° maggio 1947 ad Acqui come reggimento controcarri prima e di campagna poi, diventa nel 1953 Reggimento Artiglieria Pesante. Dopo essere stato ad Alessandria, nel 1962 viene trasferito. a Brescia costituendosi successivamente nel 52° Gruppo Artiglieria di Campagna "Venaria" che viene poi inquadrato nella Brigata "Brescia".


L'1 marzo 1991 passa alle dipendenze della Brigata Legnano; il 2 settembre viene trasformato in reggimento con la denominazione 52° Reggimento Artiglieria di Campagna Semovente "Venaria" e solo l'1 agosto dell'anno successivo quando già dalla "Ottaviani" si è trasferito alla "Papa", assume la sua attuale denominazione di 52° Reggimento Artiglieria di Campagna Semovente "Torino".


7° BERSAGLIERI (Caserma Goito), nel primo dopoguerra.


AQUILA CAVALLERIA. Formatosi a Brescia il 30 settembre 1909 venne costituito da singoli squadroni del "Vicenza" proveniente da Palmanova, del "Monferrato" proveniente da Crema, del "Roma" proveniente da Milano, di uno del "Piacenza" proveniente da Verona e di uno squadrone di "guide" proveniente da Voghera. Comandato dal col. Giuseppe Valle, il reggimento fece giuramento l'11 novembre 1909 con la solenne benedizione del vescovo di Brescia, mons. Giacomo Corna Pellegrini, e con un discorso del gen. Vittorio Asinari marchese di Bernezzo che per le affermazioni irredentistiche suscitò vivacissime polemiche per cui venne destituito dalla carica il che ispirò a Giovanni Pascoli versi addolorati.


CAVALLEGGERI VITTORIO EMANUELE II, caserma Alessandro Monti (via Grazie), 1922-1923.


CAVALLERIA "BRESCIA". Proposto da re Carlo Alberto in una lettera del 29 agosto 1848 al ministro della guerra, gen. Giuseppe Da Bormida, con la fusione di due depositi di reggimenti lombardi da chiamarsi con il nome di Brescia "parceque cetre ville c'est si excessiviment bien montrée en notre faveur". Disegno non realizzato. CAVALLERIA "CATANIA". Ebbe sede in Brescia negli anni '80 del sec. XIX. Nell'aprile per le scarse condizioni igieniche venne trasferito a Montichiari.


20° FANTERIA. Nato nel 1859 come continuazione del Reggimento dei cacciatori bresciani e con il motto "Ut Brixia leones" formò con il gemello XIX reggimento, la brigata di fanteria Brescia. Posto di stanza nella stessa città nel 1861, il 2 giugno il XX ricevette la bandiera dei volontari del '48 e, poco dopo, partì per l'Italia meridionale per partecipare alla lotta contro il brigantaggio. Compito durissimo e ingrato ma necessario per consolidare la nazione appena nata, l'Italia giovanissima che, già nel 1866, affrontava una nuova guerra contro il nemico austriaco. È in questa occasione, il XX fu impegnato a Ogliari e a S. Lucia del Tione. Nel 1870 partecipò alla presa di Roma; fu poi impiegato nei soccorsi delle vittime del terremoto di Casamicciola meritando 6 medaglie d'argento al valor civile. La compagnia fece poi parte della spedizione nel Mar Rosso. Combattè durante la I guerra mondiale sul Carso, impegnata per 12 mesi sul monte S. Michele, meritando una medaglia d'argento. Venne impegnata poi sulla linea dell'Isonzo. Decimata dai combattimenti, dalle intemperie e dalle malattie venne ricostituita nel 1917 e di nuovo addestrata nel 1918 nella zona del lago di Garda, tra Salò e Desenzano. Nell'estate 1918 venne mandata in Francia dove combattè a Bligny e nelle Ardenne ottenendo una seconda medaglia d'argento ma registrando in tutta la guerra 1600 morti, 6400 feriti, 3500 dispersi. Presente nella guerra d'Etiopia, il reggimento fu nel 1940 inquadrato nella Divisione Brescia sul fronte libico-tunisino e poi a Tobruk e ad El-Alamein meritando la prima medaglia d'oro. Annientato nel 1942 con tutta la divisione Brescia, risorgeva nel 1975 ma come 20° battaglione di fanteria S. Michele della brigata meccanizzata Brescia.


77° FANTERIA. Costituito (come trasformazione del 7° reggimento granatieri) il 5 marzo 1871, combattè con contingenti in Eritrea nel 1895-1896, e in Libia nel 1911-1912 oltre che nella I guerra mondiale. Ebbe sede in Brescia, nella caserma Randaccio.