RAINERI (2)

RAINERI (de Rayneris)

Nome di persona di origine germanica (Raynerius), diventato poi cognome. Secondo tradizione di famiglia i Raineri erano già presenti a Brescia "dopo l'anno millesimo". Si diffusero poi ad Orzivecchi, ove vi fu un Raineri medico, a Pompiano, Nave, Serle. Una "sors Raynerii" è registrata sub villa Quarena di Gavardo in un documento del 1253. Nel 1293 compaiono a Passirano. Nel 1400 circa avevano la cittadinanza bresciana Azzino Raineri, mercante in Brescia, Tonino di Pompiano abitante nel 1438 nella IV quadra di S. Giovanni e Comino di Adro abitante in Cittadella. I figli di Comino e cioè "Martinus et fratres de Rainerijs" dagli estimi del 1430 risultavano abitanti in Adro nella contrada di Faijedo (Faeto) con una rendita di circa 3000 scudi bresciani l'anno e stabili in vari luoghi "della bresciana". Notai Raineri rogavano già nel 1446. I Raineri figurano nel Registro Veneto dei nobili agresti estimati nel territorio bresciano tra il 1426 e il 1498, in Adro, Castrezzato e Manerbio.


Ai tempi del Nassino da cui sono pure citati, erano «pelizari», cioè commercianti in pellami. Ebbero come stemma: «Di rosso, al grifone alato, d'argento». A Brescia abitarono in contrada S. Cosma; avevano beni stabili in città e in provincia, specialmente a Nigoline, ed ancora a Colombaro, Torbiato, Provaglio, Timoline. Nel 1544 un Raineri procuratore veneto di Orzinuovi fece costruire la porta di S. Giorgio. Il prete dell'Oratorio, padre Giovanni Battista Raineri (v.) (1627-1706), fu maestro ed esempio di vita spirituale; Luigi Raineri, religioso domenicano, insegnò per 30 anni filosofia nella Scuola dei P.P. Filippini della Pace; Angelo Raineri (m. nel 1819) fu per molti anni Lettore Cattedratico di Teologia e Filosofia a Brescia, prima di essere eletto prevosto di Capriolo. A Sabbio Chiese i Raineri ebbero, in località Follo, una cartiera chiusa alla fine dell'800. Dai Raineri derivano gli Assini di Adro. Erano diffusi anche a Nigoline dove nel '700 ebbe un certo nome il dott. Francesco Raineri (v.). Ebbero sepoltura in S. Eufemia.