PICARDI Marco

PICARDI Marco

Sec. XV. Di Bergamo. Umanista, arrivato a Brescia il 21 gennaio 1472, fu maestro in case signorili fra le quali quella dei Martinengo da Barco ove ebbe discepolo e poi amico il conte Lodovico Luigi Martinengo qd. Giammaria che è ritenuto, a quanto ha scritto Paolo Guerrini, «il più grande amico e mecenate della cultura bresciana sulla fine del Quattrocento e sul principio del Cinquecento». Con il Martinengo scambiò epigrammi e a lui il Picardi dedicò l'edizione bresciana delle opere di S. Bernardino di Chiaravalle. Di lui è stata pubblicata a Brescia l'opera "M. Picardi Brixiani in Margaritam Paracletam Comitemque Galeatium Thinaeum Conjugalis Oratio et Carmina" (Brixiae, D. Praesbyter de Farfengo impressit, 1500, in 4°). Tuttavia l'ab. Antonio Morcelli ebbe ad assicurare di possederne un esemplare senza il nome del Farfengo. Il Reichling (Appendices ad Haimi-Copinger Repertorium bibliogr. n. 678) dà la notizia dell'edizione senza l'anno. Da parte sua Paolo Guerrini ha avvertito di essere in possesso di un codicetto pergamenaceo da lui ritenuto autografo dove «sono raccolte le sue varie composizioni poetiche, nelle quali si rivela un umanista di qualche valore; questi versi hanno talvolta referenza ad avvenimenti cittadini e sono importanti per la storia delle lettere a Brescia sulla fine del Quattrocento». Sempre il Guerrini ha sottolineato come «già nelle inedite poesie latine il Picardo ha vaghi cenni alle sue condizioni famigliari, che sembrano essere state non sempre molto oneste, sebbene si professi un uomo rispettoso della religione e della moralità».