PALME, Domenica delle
PALME, Domenica delle
Anche in Brescia specie nel Medioevo ebbe sviluppo e ricchezza di cerimonie suggestive. Ancora nel secolo XV, le funzioni della Settimana Santa si facevano soltanto nella Cattedrale, e tutto il clero urbano e suburbano, compresi i regolari di ogni Ordine, conveniva nella Chiesa madre intorno al Vescovo e al Capitolo dei canonici a partecipare ai solenni riti pontificali, che si svolgevano nelle due Cattedrali, nel Battistero e nella basilica di S. Grisanto, secondo una cerimonia locale, di cui abbiamo ancora qualche lontano ricordo. La processione delle palme partiva dalla Cattedrale e saliva all'Oliveto del castello, soffermandosi nella basilica di San Pietro a cantare la messa. I canonici di S. Pietro erano obbligati a dar da mangiare e da bere a tutti quelli che partecipavano alla funzione, e l'onere del convento non era certamente leggero. Il Vescovo Cavalcano Sala, considerando questa consuetudine «inutilis et inhonesta» sebbene fosse antica e sempre osservata, con suo decreto del 16 marzo 1255 liberò la canonica di S. Pietro da questo onere, ordinando al prevosto e ai canonici di quella chiesa «ne de cetero debeant alicui persone potum nec cibum dare in die festo olivae». Sicuramente il clero di San Pietro in Oliveto ne sarà stato ben contento, come pure la solenne funzione liturgica della processione delle palme e della Messa del Passio ne avrà guadagnato di serietà. Poco dopo quel decreto vescovile fu abbandonata anche la consuetudine della lunga processione all'Oliveto del castello, e la funzione si limitò alla piazza del Duomo. La processione partendo da S. Faustino a S. Pietro è stata ripristinata negli anni '70 di questo secolo. L'olivo benedetto la domenica delle Palme veniva conservato per adornare le uova pasquali (una fogliolina su ogni uovo) e da bruciare in caso di temporale per scongiurare la grandine. Per la domenica delle Palme si usa tuttora argentare o indorare i ramoscelli d'olivo, raramente quelli di lauro, come nell'antica tradizione romana, quando, a marzo, venivano rinnovati i festoni nei templi e nelle regge ed a Natale si ripete la stessa usanza nell'argentare il vischio e donarlo come buon augurio ai parenti ed agli amici. Sul Garda e specialmente a Limone venivano fabbricate piccole colombe da porre sui rami d'olivo.