PALLAVICINO Giovanni Battista (2)
PALLAVICINO Giovanni Battista
Sec. XVI. Religioso carmelitano e predicatore di grido. Nella Quaresima del 1527 predicò a Brescia davanti a 8 mila persone, il vescovo e il podestà, scatenandosi contro le prime manifestazioni di eresia e specie contro gli autori di sacrileghe litanie che si erano sparse in città e di disegni spregiativi delle Reliquie delle SS. Croci. Ma nella Quaresima del 1528 il religioso dovette interrompere la predicazione che teneva in S. Giovanni "cum tanto ardire et audacia, scrisse il Nassino, che non so qual potesse havere tanta vose" perchè secondo qualcuno, gravemente sospetto d'eresia, ma secondo lo stesso Nassino «perchè tocava li piroli ai canonici de domo et ali frati de S. Maria deli Gratie et ali altri, et a quelli de S. Zoane del suo troppo crapular et sonar li maytini et poi non levano suso». Comunque nel luglio dello stesso anno il Papa Clemente VII, riferendosi a tale episodio richiamava severamente il vescovo di Brescia e l'inquisitore ad una più attenta vigilanza. Del resto lo stesso Clemente VII, il 16 dicembre 1528 all'inquisitore del ducato di Savoia, imponendogli l'incarcerazione del frate, scriveva che l'inquisito non aveva temuto «di sostenere scandalosi errori con grave offesa della divina Maestà, della Santa Chiesa, romana madre e maestra di tutti i cristiani, con iscandalo della fede cattolica ed ortodossa, con diminuzione dell'autorità della Sede Apostolica, e con irreparabile danno e rovina della salute dell'anime». Il religioso più tardi liberato attirò poi nuove accuse e fu di nuovo incarcerato.