OLINI Bortolo e Giuseppe

OLINI Bortolo e Giuseppe

Sec. XVIII-XIX. Di Quinzano d'Oglio. Di Domenico e di Rosa Grazioli. Con il fratello Giovanni Paolo furono spinti dal padre ad arruolarsi nel 1797 fra le milizie del Governo Provvisorio Bresciano. Combatterono poi agli ordini di Giuseppe Lechi. Bortolo salì al grado di capitano. Con coraggio si oppose al Lechi che abusando del suo potere spogliò dei suoi beni un individuo. Come racconta Carlo Cocchetti l'Olini si recò con il capitano Andrea Cocchetti a denunciare il fatto, costituendosi volontariamente prigionieri finché fosse stato verificato, sdegnando essi «cangiar il nobile ufficio di soldato della patria in quello di masnadiero. Il generale accusato fu salvato dall'amicizia di Murat; poi comandò ai due capitani di andar a combattere contro i rivoluzionari di Valcamonica. Olini negò d'andarvi, vedendo in quel comando un agguato e cercò di dissuadere anche Andrea Cocchetti, che preferì ubbidire e incontrò la morte a Cedegolo». Bortolo fu buon latinista ed amico di Ugo Foscolo.