NUOVA Reguitti

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NUOVA Reguitti

Cooperativa costituita il 6 aprile 1979 fra alcuni dipendenti della Reguitti sre. (v.) azienda di Agnosine, da decenni sul mercato dei mobili in legno per giardino e degli accessori per la casa. Venne fondata da 39 soci on una quota iniziale di 10 mila lire, forti però della adesione di oltre 200 colleghi. Dopo aver ottenuto parere favorevole, nell'agosto '79, dal Comitato creditori e dal tribunale, i 242 soci della Cooperativa Nuova Reguitti - iscritta alla Confederazione delle cooperative - rilevano personale e attività della Reguitti spa (in liquidazione dall'aprile '79) a partire dal 17 settembre '79. La liquidità assicurata da istituti di credito legati alle centrali cooperative agevolò il decollo dell'operazione Nuova Reguitti, che poté contare sull'efficienza di un'unità produttivamente sana, su macchinari moderni, su un marchio ancora largamente apprezzato sul mercato, oltre che sull'entusiasmo e la capacità professionale dei soci. Nel 1980 la cooperativa, presieduta da Ermete Guarnieri, procedette all'acquisto di alcuni macchinari e dell'intero magazzino; a giugno veniva lasciata libera, a disposizione del liquidatore, la sede di Bovezzo. Nello stesso anno l'esportazione riguardava il 30% della produzione complessiva il dinamismo imprenditoriale della Nuova Reguitti migliorò inoltre dopo la cooptazione, in qualità di direttore, di Paolo Fabbri, ex dirigente dell'Olivetti prima e del gruppo Teksid-Fiat poi. Il 1980 si chiuse così per la cooperativa con un fatturato di 6 miliardi e mezzo e 30 milioni di utile, oltre che con un'operazione che affrancò l'azienda dal rapporto - per l'esclusiva commercializzazione del prodotto - con l'Imago (ex Garden) e portò alla ricostituzione di un'autonoma rete commerciale. Il 1981 - dedicato prevalentemente alla razionalizzazione interna ed all'aumento di produttività - si concluse per la cooperativa di Agnosine con un fatturato di 8 miliardi e mezzo ed utili per 74 milioni. Nel 1982 la Nuova Reguitti segnava un bilancio positivo con una crescita d'affari del 30% rispetto al 1980 e 74 milioni di utile.