NUOVA Compagnia di Far Stampare Libri

NUOVA Compagnia di Far Stampare Libri (La)

Succeduta alla Compagnia Bresciana, da poco scioltasi, venne costituita il 28 febbraio 1605, alla presenza del notaio Giacomo Filippo q. Faustino Amigoni, dai librai Giacomo e Bartolomeo Fontana, Francesco Tebaldino, Lodovico Sabbio e fratello, Giovanni Battista e Antonio Bazola, tutti abitanti in città. Una vera e propria cooperativa che commise subito ai Sabbio la stampa di libri di ufficio. Come ha documentato Ugo Vaglia l'iniziativa trovò altri librai interessati e disposti ad aderire alla neonata compagnia: Lodovico Britannico e Bartolomeo Pelizzari di Brescia, Agostino e Giacomo detto Antonio Travato di Milano, Marc'Antonio Belpiero di Cremona, Bartolomeo Cantoni di Bergamo. Costoro, uniti ai già ricordati Fontana, Sabbio, Tebaldino e Bazola, discussero e definirono un nuovo capitolato, sottoscritto il 29 ottobre 1605, non senza difficoltà. Il nuovo capitolato mantenne alla società il nome di La Nuova Compagnia Bresciana, ma modificò il testo del precedente con alcune varianti, aggiunte e precisazioni. In primis: nel giorno in cui il libro vedeva la luce la compagnia al completo doveva assistere alla messa solenne fatta celebrare in onore dello Spirito Santo nella chiesa delle Grazie, e dare uno scudo di elemosina ai poveri. Alla compagnia fu stabilita la durata di otto anni. Il capitale sociale iniziale, costituito dai soci, ebbe inizio con singole quote annuali di cento scudi, dei quali nel primo anno si richiesero 25 scudi anticipati per il primo trimestre, il rimanente a rate mensili. Nessuno poteva ritirare capitale o «utile» del suo carato se non dopo trascorsi dieci anni. I soci costituivano l'assemblea, convocata in seduta plenaria una volta all'anno, mentre i compagni domiciliati in città si dovevano riunire mensilmente «per li bisogni che occorrevano alla giornata». L'assemblea plenaria eleggeva il cassiere e il massaro.